Di scena madre in scena madre

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il mestiere di leggere / personale

Dalla settimana prossima terrò una rubrica dal titolo Scena Madre. La rubrica sarà su un sito che si chiama Le nuove mamme, che è uno di quei siti di mamme ma con qualcosa che fa la differenza. La differenza la fa il fatto che a Le nuove mamme non piace parlare solo di pappe e pediatri (anche se sono argomenti vastissimi e molto interessanti) e in generale non piace pensare di sé solo in termini di mamme.

Le mamme de Le nuove mamme sono mamme più tutte le altre cose che erano prima di diventarlo, o magari con qualcosa in meno di quelle cose e qualcosa in più di nuovo. Mettiamo me, che sarò una Nuova mamma dalla settimana prossima.
Io, per dirne 5, prima di diventare mamma ero:

  1. una compagna
  2. una figlia
  3. una che cammina sempre scalza e si prende il raffreddore
  4. una piena di pregiudizi fino al collo su quelle cose del tipo lasciarsi andare e sentirsi bene come praticare lo yoga
  5. una lettrice professionale.

Dopo essere diventata mamma sono:

  1. una compagna
  2. una figlia
  3. una che cammina scalza e costringe il suo bambino a camminare scalzo con lei (non è che lo costringa: è che mi dimentico di mettergli le pantofole)
  4. una che ora ha smesso di praticare yoga per questioni di tempo, ma che l’ha fatto per tutta la gravidanza e con il pancione di nove mesi stava lì a controllare il respiro a testa in giù ed era bellissimo.
  5. una che ha un blog.

Qualcosa in meno e qualcosa in più. E poi, certo, in più sono anche mamma.

Il fatto che io sia mamma e che abbia un blog fa di me una mammablogger? Pare di no. Pare che qualcuna possa chiamarsi mammablogger solo se ha un blog sul fatto di essere mamma, e io non ce l’ho. Il mio blog si chiama I libri degli altri e qui a volte ne parlo, del mio essere mamma, come sto facendo adesso, ma non è l’argomento principale, la mia mammeità: l’argomento principale è la lettura e la scrittura e la narrazione. E allora, niente, non sono una mammablogger.

Quando ho capito questa cosa di non essere una mammablogger ci sono rimasta molto male. Peccato, ho pensato, mi sarebbe piaciuto tantissimo: mammablogger è un’espressione che sembra una gran cosa.
Poi ho conosciuto Le nuove mamme che hanno questo bel sito in cui terrò la mia rubrica Scena Madre e questa rubrica si chiamerà così perché parlerò di quelle scene della letteratura in cui compare una madre.

Prenderò una poesia, un racconto, una pièce teatrale, un romanzo, una sceneggiatura. Isolerò la parte in cui c’è una madre in piena scena. E la leggerò in senso professionale, che è quello che faccio di mestiere. Un pezzo per volta verrà fuori una mappatura della figura materna in letteratura, ma non in senso filosofico-esistenziale, e neanche critico-letterario. Proprio nel senso d’indagare le mamme in quanto personaggi narrativi e basta, che è una cosa interessante, secondo me, e per questo invito tutti e tutte a segnalarmi Scene Madri di poesie, racconti, pièce teatrali, romanzi e sceneggiature che conoscete, che vi piacciono o non vi piacciono, che vorreste inserire in questa mappatura.

Come dicevo, Le nuove mamme è un sito di mamme differente dai siti di mamme: parla di famiglie moderne, allargate, omogenitoriali e monogenitoriali; di sesso, adolescenti, gossip, fertilità, scuola, lavoro, attualità e donne non madri. E io sono contenta di scrivere questa rubrica proprio su Le nuove mamme, e uno dei motivi per cui sono così contenta – ma questa è una considerazione strettamente personale, di cui non importa niente a nessuno – è che questa cosa farà finalmente sentire una mammablogger anche me.

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4 Comments

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    Sulla questione mammablogging io, che sono dispersiva fin da prima di esser mamama, ho ‘risolto’ aprendo un blog diverso per ogni attività di cui mi occupo. Incluso un mammablog. E per l’equità che caratterizza un buon genitore, trascuro e maltratto tutti i blog nello stesso modo!
    Ti segnalo un altro sito attento fin dalla sua nascita a mandare un messaggio “nonsolomamma”, ed è Genitoricrescono.com Tanto poco mamma, che si è ricordato già nel titolo anche del papà 😉
    E restando sul tema, ti consiglio la lettura di “Di madre ce n’è più d’una” di Loredana Lipperini, tanto per citare una esperta di letteratura che è tra le poche e i pochi in Italia – occupandosi di femminismo e diritti – a saper tematizzare egregiamente la maternità.
    Tullia Della Moglie
    ps. forse ti farà piacere sapere che alcune nobilissime scuole di pensiero psicopedagogico di matrice scandinava con influense anglosassoni incoraggiano il piede scalzo nel fanciullo come pratica alla base del suo armonico sviluppo.

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  2. Cara @scritturamimesica ma ovviamente io mi rifaccio proprio a quelle nobilissime scuole di pensiero psicopedagogico di matrice scandinava con influenze anglosassoni! Le conosco benissimo! 😉

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