Di coscienza e altri inganni (just another bulleted list)

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personale
  1. obiezione di coscienza. Il mio dovere è farlo. Sono pagato per farlo. Ho giurato di farlo. Mi tocca farlo. Mi hanno ordinato di farlo. La società si aspetta che io lo faccia. Il mio lavoro richiede di farlo. Dovrei proprio farlo. C’è scritto che io lo faccia. Mi chiedono di farlo. Sono obbligato a farlo. Io non lo voglio fare. E, allora, non lo faccio.
  2. avere qualcosa sulla coscienza. Declinazione fisica del senso di colpa. Una gigantesca bolla d’acqua che si è ghiacciata e staziona sulla pancia, fluttuando leggermente a destra e a sinistra, troppo poco per permettere di respirare bene.
  3. dirlo in coscienza. Il pudore, quando si traveste da opinione.
  4. essere coscienzioso. La vigliaccheria, quando si traveste da prudenza.
  5. la coscienza sporca. Una bugia con cui sei andata a letto e ci hai litigato tutta la notte. E tu le toglievi le coperte e lei si prendeva il tuo cuscino. Chi si svegliava con i piedi freddi, chi aveva i capelli sudati. E ti concentravi nel sogno, ma nel sogno c’era ancora lei. E quando all’alba decidevi di metterti in piedi e andare a fare una doccia per sentirti meglio, sotto la doccia c’era già lei, e ti toccava aspettare.
  6. emancipazione delle coscienze. La malinconia del tempo in cui si parlava di Karl Marx. E ne veniva sempre fuori che l’omologazione era da combattere, ma allo stesso tempo si doveva essere tutti uguali, e nessuno sapeva come risolverla. Che tenerezza.
  7. coscienza religiosa? Nella Bibbia la coscienza non c’è (la coscienza è Dio). Il libero arbitrio sembra più il tizio che vuole per forza trascinarti in discoteca quando tu la mattina dopo hai l’esame (vinci tu se il tizio è brutto, vince lui se è bello).
  8. flusso di coscienza. Se lo fa Virginia Woolf o William Faulkner, sì. Se lo fanno gli altri (compreso James Joyce), no. Ma anche Marosia Castaldi, sì.
  9. voto di coscienza. Quella cosa per cui tutte le altre volte che voti lo fai secondo criteri razionali – la legge, la scienza, la giustizia, l’uguaglianza, il miglioramento della società, il funzionamento dello Stato, il benessere dei cittadini – e questa volta qui lo fai secondo umori personali.
  10. crisi di coscienza. I film d’amore con Julia Roberts (Se scappi ti sposo) o Jennyfer Lopez (Prima o poi mi sposo) in cui un uomo si deve sposare con una donna ma poi non se la sente di fingere tutta la vita di essere quello che non è, di amare quella che non ama, e allora si sposa con quella su cui è stato investito il budget della produzione.

Fuori lista: crisi d’identità. Chi non l’ha mai avuta – i consapevoli, i corretti, i coerenti, i giusti, i naturali, e quelli che “Da quando avevo dieci anni ho sempre saputo che volevo essere/fare x” – è probabile sia una persona mediocre. (E in ogni caso non sa niente della verità).

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2 Comments

  1. Caso di coscienza. – Propriamente, difficile questione di morale. Pragmaticamente, questione per la quale desideri una soluzione che, obbiettivamente, va contro i principi teorici che propini agli altri come sacrosanti. Sai già che sarà fatica farsi perdonare sia il pulpito che la predica.

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