interviste, libri (quasi) non letti
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Libri (Quasi) Non Letti #5


Ci sono libri che leggiamo e rileggiamo, di cui citiamo passi a memoria, che ci hanno cambiato la vita o solo una giornata. E poi ci sono libri su cui abbiamo altri programmi, che ci fanno compagnia da anni, fedeli in attesa, quelli interrotti o dimenticati, altri che appaiono inaspettati e sembrano inseguirci o solo chiamarci, libri che in qualche modo fanno già parte di noi. Come il Lettore di “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, editori, scrittori, illustratori e librai raccontano i loro libri non letti.

Risponde Daniela Di Sora, editrice Voland.

  • Libri che puoi fare a meno di leggere.

I libri dei politici. Soprattutto se sono romanzi. A ognuno il suo mestiere.

  • Libri fatti per altri usi che la lettura.

I libri sono anche ottimi oggetti contundenti, un’arma di difesa in tutti i sensi.

  • Libri che tutti hanno letto dunque è quasi come se li avessi letti anche tu o Libri che hai sempre fatto finta d’averli letti mentre sarebbe ora ti decidessi a leggerli davvero.

La saga di Harry Potter. Tutti continuano a ripetermi che non sono solo libri per ragazzi che sono belli e scritti bene, e io ci credo. Ma non mi attirano. Peraltro, non mi attirano le saghe. E anche Haruki Murakami: proprio non riesco ad appassionarmi a quel tipo di scrittura, ci ho riprovato anche recentemente con Kafka sulla spiaggia, ma niente. L’ho rimesso sul comodino.

  • Libri che se tu avessi più vite da vivere certamente anche questi li leggeresti volentieri ma purtroppo i giorni che hai da vivere sono quelli che sono.

Sono una lettrice onnivora, le librerie sono piene di libri e li leggerei quasi tutti volentieri, non farei altro. Leggerei persino Zafon o Dan Brown. Ma per fortuna i giorni da vivere sono quelli che sono.

  • Libri che hai intenzione di leggere ma prima ne dovresti leggere degli altri.

Mi dico spesso con raccapriccio che non so nulla di letterature che certamente hanno opere antiche e moderne di grande interesse, come la letteratura cinese, o magari quella vietnamita. Invidio la ricchezza che espongono anche in questo campo le librerie francesi, sono spesso tentata di leggere qualcosa almeno in francese, ma poi non ne faccio nulla, non ho le basi per sapere come muovermi, solo la curiosità e non è sufficiente.

  • Libri troppo cari che potresti aspettare a comprarli quando saranno rivenduti a metà prezzo.

Non mi viene in mente niente, se desidero un libro me lo compro. Stiamo parlando di narrativa, naturalmente.

  • Libri che da tanto tempo hai in programma di leggere o Libri che potresti mettere da parte per leggerli magari quest’estate.

Se faccio vacanze decentemente lunghe, mi scelgo un autore da rileggere (vedi ultima risposta), altrimenti per i weekend un bel noir, qualcosa che mi impegni e mi distragga allo stesso tempo.

  • Libri che da anni cercavi senza trovarli.

Mi piacerebbe avere la prima edizione di Storia della poesia cèca contemporanea, di Angelo Maria Ripellino, del 1950, ma più per affezione che per altro.

  • Libri che riguardano qualcosa di cui ti occupi in questo momento o Libri che vuoi avere per tenerli a portata di mano in ogni evenienza.

Un paio di romanzi francesi su cui sto riflettendo, ma di cui non vi dirò nulla, neanche sotto tortura.

  • Libri che ti mancano per affiancarli ad altri libri nel tuo scaffale.

Anni fa successe una cosa quasi incredibile. A quel tempo abitavo a Mosca, città in cui ho lavorato per 6 anni, e avevo comprato in un piccolo negozio di libri usati le Opere di Dostoevskij, autore che amo sopra ogni altro, in 12 volumi, una edizione non particolarmente pregiata, con la tipica carta giallina di epoca sovietica. Mancava però il volume n.7. Un paio di anni dopo, mentre facevo il trasloco per tornare in Italia, un giornalista che pure lavorava a Mosca mi pregò di mettere un suo pacco fra le mie cose da trasportare a Roma. In quel pacco c’era il volume n.7 della stessa edizione delle Opere di Dostoevskij. Riuscii a convincerlo a cedermi quel volume, e completai la raccolta. Per il resto, credo di avere tutto quello che desidero.

  • Libri che ti ispirano una curiosità improvvisa, frenetica e non chiaramente giustificabile.

Recentemente mi ha ispirato questo tipo di curiosità Le case del malcontento di Sacha Naspini. E ne sono stata molto contenta.

  • Libri letti tanto tempo fa che sarebbe ora di rileggerli.

Di solito quando vado in vacanza ne approfitto per rileggere sistematicamente un autore, o almeno le cose che ho amato di più di un autore. Mi sa che quest’anno tocca a Stendhal, da tempo ho voglia di rileggerlo.

Daniela Di Sora è nata a Roma, dove si è laureata in lingua e letteratura russa con Angelo Maria Ripellino. Dopo la laurea ha lavorato per sei anni a Mosca e quattro in Bulgaria. Tornata in Italia, ha vinto il concorso a ricercatore all’Università di Pisa, dove è rimasta per diciassette anni, per poi trasferirsi all’Università di Roma Tor Vergata. Ha sempre continuato a occuparsi di lingue e letterature slave anche traducendo dal russo e dal bulgaro per alcune case editrici, prima di decidersi a fondarne una: la Voland, nata nel 1994 con l’intento di proporre ottime traduzioni di ottimi libri. Non solo slavi.

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