19 Risultati della ricerca per: chiara coscia

Tre donne, due sguardi, una sola lettura comune.

Riflessione a quattro mani di Valentina Grotta e Chiara Marianna Coscia sul saggio di Lisa Taddeo. In una scena della seconda stagione della serie Peaky Blinders, Polly si trova faccia a faccia con l’uomo che l’ha aggredita sessualmente, intenzionata a sparargli. Questi, per convincerla a non farlo, le sussurra “Una parte di te…”, suggerendo che qualcosa dentro di lei, in un modo oscuro e misterioso, desiderava quello che è successo. Lei risponde “Io non ho parti!”. Cosa c’entra questo con Tre donne di Lisa Taddeo? Sembra niente, ma c’entra tutto, perché è oramai tema ricorrente in tutti i prodotti di fiction odierna ritrovarsi a fare i conti con scene come questa. Nel libro della Taddeo, edito da Mondadori, lo vediamo nel trattamento che riceve una delle protagoniste, Maggie, in tribunale durante il processo del professore con cui ha avuto una storia, nello sguardo delle altre donne nel gruppo d’ascolto quando Lina dichiara pubblicamente di avere un amante, nel modo in cui Sloane si osserva attraverso lo sguardo altrui. Siamo abituati così tanto a veder raccontate …

I migliori 3 film candidati agli Oscar 2020, secondo noi

Parasite (Gisaengchung), di Bong Joon-Ho (Palma D’Oro 2019) (visto da Chiara M. Coscia) Bong Joon-Ho era già uno degli artisti più interessanti al mondo già dieci anni fa, quando ha girato il suo segmento di Tokyo! – film collettivo (con Michel Gondry e Leos Carax) che mette insieme tre sguardi diversi sulla capitale giapponese di tre registi non giapponesi – raccontando il micromondo di un hikikomori e lo sconvolgimento che gli prende a contatto con l’esterno: 30 minuti scarsi di rapimento totale. Oggi, dopo aver vinto la Palma D’oro al Festival di Cannes, è addirittura candidato agli Oscar, e in odor di vittoria, con un film che è per certi aspetti un volume di arte cinematografica esposta in tutta la sua potenza. Parasite non è solo la storia di una guerra tra poveri nel tentativo di accaparrarsi una fetta di ricchezza. Non è solo il racconto di un’impossibile scalata sociale impedita all’origine, dal principio, mostrata in tutta la sua bugia. Non è solo la rassegnazione di come, in fin dei conti, l’intelligenza, la sapienza e …

Non leggete né regalate questi libri a Natale (se)

Visto che siamo più buoni, visto che ci sentiamo di compiere gesti importanti, visto che vorremmo migliorarci o migliorare, visto che siamo colmi di sensi di colpa per le aspettative mancate a settembre, per il tempo che scivola via senza darci tregua, perché “almeno a Natale” dovrei/vorrei: finisce che sotto l’albero chiediamo o doniamo libri. Ma un libro letto o regalato a Natale non è sempre cosa buona, soprattutto se la scelta risponde, come spesso capita ai regali, ai gusti di chi li compie e non di chi li riceve. ILDA vi augura buone feste con la sua lista alternativa dei libri da non leggere e non regalare se non fanno per voi. Il suo corpo e altre feste di Carmen Maria Machado, traduzione di Gioia Guerzoni, codice edizioni sconsigliato da Chiara M. Coscia se Tra le letture notturne che mi tengono compagnia durante l’insonnia autunnale ce n’è stata una, da poco uscita in italiano, che mi è rimasta addosso come cera colata. Non si scrosta. Il suo corpo e altre feste di Carmen Maria …

Lode e condanna a Bret Easton Ellis: 2 pareri a confronto su “Bianco”.

Il parere negativo di Fabrizio Coscia Quello che dirò qui farà arrabbiare i fan di Bret Easton Ellis, ma tant’è: mentre sfogliavo Bianco ho dovuto trattenere una certa irritazione. Mi veniva continuamente voglia di dire al suo autore: «Spostati, che non mi fai leggere il libro». Raramente mi è capitato di imbattermi in un testo così narcisisticamente autoreferenziale, supponente, banale, e in definitiva – per usare un solo aggettivo drastico – inutile. E non è una questione del fare saggistica parlando di sé, ci mancherebbe: che la critica sia sempre una sorta di autobiografia, un «resoconto dell’anima», per dirla con l’Oscar Wilde del Critico come artista è cosa già nota. Soprattutto negli ultimi tempi prende sempre più piede, mi pare, un genere ibrido, quello che gli inglesi chiamano «personal essay», o «lyrical essay». La questione è piuttosto nella differenza tra l’io e l’ego. Nel primo caso l’autobiografia serve a illuminare l’oggetto del discorso, nel secondo a oscurarlo. Ed è un po’ questo che succede con Bianco, raccolta di riflessioni e considerazioni sparse di un ex «giovane …

L’estate è finita ricomincia la vita: lista delle cose lette/viste davvero in casa Ilda

Si diceva a luglio della farsa dei buoni propositi settembrini: quelli per cui si comincia a spergiurare già da inizio agosto caricandoli fino all’inverosimile così da mandare tutto all’aria già al primo del mese. Ebbene, noi non solo a luglio sapevamo già che detti propositi settembrini sarebbero stati una farsa, ma intuivamo che lo sarebbero più o meno stati anche quelli estivi. Dunque ci siamo lasciati con la lista delle cose da leggere e vedere durante l’estate e ci riprendiamo con la lista delle cose che abbiamo letto e visto davvero. Giurin giurello, l’estate è finita, ricomincia la vita (cit.) L’estate finita di Francesca de Lena Io di solito sono quella che spara altissimo e poi non ne ricava niente, quindi posso perfino dirmi soddisfatta del risultato estivo: non ho letto tutti i racconti di  Petali e altri racconti scomodi (Guadalupe Nettel, La nuova frontiera, traduzione di Federica Niola) ma alcuni sì: ben scritti, misurati e suggestivi come sono i buoni racconti, ma alla lunga troppo onirico-romantici per i miei gusti. Quel tono che senza risultare …

L’estate di Ilda: una lista confusa

La farsa dei buoni propositi è di solito riservata ai mesi di settembre e gennaio, seguita nei mesi di ottobre e febbraio da quella dei buoni propositi mancati. E d’estate che si fa? Ci si dice che si ha più tempo, ci si può rilassare, non ci sono mete da raggiungere e impegni da perseguire, ma bisogna approfittare del lungo (?) tempo di inattività per fare quelle cose rimandate da una vita e che ora è davvero il momento di concedersi, perché i giorni non siano tutti uguali e perché ci si possa dire quando sarà il momento: “ho fatto anche questo”. Fatto cosa? Leggere libri, guardare serie tv. La nostra amata e incredibile vita spericolata, insomma, che non siamo nemmeno troppo sicuri di riuscire ad affrontare ma, ok, ci metteremo tutte le nostre forze. Buona estate! L’estate di Luigi Loi Ho comprato A casa quando è buio di James Purdy (traduzione di Floriana Bossi, Racconti edizioni) e sono curioso. La curiosità nasce da motivi del tutto pericolosi, mettere le dita nella presa elettrica e aspettare …

Scrittori maschi americani: 4 grandi protagoniste femminili + 1 libro senza personaggi donna

di Marta Ciccolari Micaldi (McMusa) a cura di Chiara M. Coscia Grandi donne raccontate da grandi uomini: 4 stupendi personaggi femminili + 1 romanzo che di donne non ne ha neanche una ma che le donne amano molto. Almeno alcune. 1. Clara in Lonesome Dove di Larry McMurtry (trad. Margherita Emo — Einaudi) In una classica epopea western dove si narra l’impresa di due leggendari ex ranger (Gus e Call) alla guida di una mandria che deve attraversare mezza America per andare dal Texas al Montana, compare Clara. Prima nei pensieri e nei ricordi di uno dei due uomini, poi nel capitolo più lungo dell’intero romanzo (un libro di più di 600 pagine). Larry McMurtry, il più grande scrittore texano vivente, interrompe il lungo cammino della mandria per portarci a casa di una donna tenace, aggrappata alla vita come alle redini dei cavalli che alleva, ironica, indipendente e profonda alla maniera del West. È nelle sue mani che l’autore ripone il destino di tutti quegli uomini rudi, anche i meno probabili. 2. April in Revolutionary Road di Richard Yates (trad. …

La fine non è mai certa: serie tv senza finali o dai finali memorabili

di Chiara M. Coscia Nell’universo della serialità televisiva, viviamo in un tempo di inizi. Iniziano serie nuove, miniserie, formati sperimentali, tutto comincia e vive in un continuum che spesso non si articola più nell’anno in anno ma nell’adesso e poi chissà quando. Le stagioni si susseguono senza necessariamente essere posizionate in un rapporto di continuità regolarmente scandita. Le serie continuano, continuano, continuano, e accade, spesso, che non “finiscano”, per diminuito interesse del pubblico e rientro del network, ma che vengano piuttosto tagliate in corso d’opera, monche senza la concessione di dignità di un “finale”. Questa sospensione è probabilmente la forma più diffusa di fine a cui vanno incontro la maggior parte delle serie TV, per esempio Sense 8, sospesa per via dell’enorme costo di produzione, e che solo grazie al suo successo tra i fan più accaniti ha ottenuto un episodio conclusivo. A questa interruzione in corso d’opera si affianca una forma di wrap-up affrettato e non programmato, che lascia sufficiente margine di apertura per possibili ripescaggi (vedi alla voce Twin Peaks), ma che dà …

Nella profondità perduta: i personaggi secondari di Game of Thrones

di Chiara M. Coscia Non c’era modo di saperlo prima, ma probabilmente ho scelto la peggior settimana di sempre per scrivere questo pezzo. Eppure, nel bel mezzo di quello che sembra essere un hangover di quelli infiniti, con i risvegli appiccicosi e pesanti del mattino, sullo sfondo le piogge di questi giorni, quando ancora non si sa quanto ci metteremo a riprenderci dall’ultimo episodio andato in onda, questo articolo vuole essere una sorta di necrologio anticipato di qualcosa che, nonostante tutto, sappiamo già che ci mancherà tanto. Nel lontano 2011, quando Game of Thrones fece il suo ingresso sugli schermi e cominciò ad affacciarsi nelle nostre conversazioni, la mia reazione era più o meno oscillante tra uno sguardo al cielo (pfff, fantasy) e la curiosità indotta (ma come mai piace a tanti?). Con il tempo, di Game of Thrones me ne sono innamorata. Amo soprattutto le mappe, mi affascina la costruzione del mondo, la topografia dettagliata, il paesaggio portatore di confini e liti, quella immensa cartografia su cui si muovono pedine e si combattono guerre …

Da Superman a “Legion” passando per Shyamalan. Il superpotere della malattia mentale.

di Chiara M. Coscia Tra le varie complessità sempre più spesso incorporate dai personaggi di nuova creazione, la malattia mentale gioca un ruolo iperattivo. Ne troviamo rappresentazioni plurime: quasi tutti gli antieroi di cui si è parlato in queste pagine durante l’ultimo mese sono afflitti, chi più chi meno, da una certa forma di disturbo psicologico. In questo senso, i supereroi contemporanei non fanno eccezione. Esiste una cronologia di base della narrativa dei supereroi che parte da Superman e arriva ai giorni nostri. Creato nel 1933 dalla penna di Jerry Siegel e dalle tavole di John Shuster, il supereroe più famoso di tutti i tempi nasce in realtà come cattivo, un personaggio malvagio di nome Bill Dunn che ottiene i suoi poteri grazie a una droga sperimentale, e li usa esclusivamente a proprio vantaggio. Con il primo albo nel 1938, in piena avanzata del Nazismo in Europa e a fine New Deal negli Usa, Superman “si trasforma” nel primo supereroe dei fumetti, stabilendo sin da subito lo standard e alcune regole base del genere: la …