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Gattopardi editoriali #4. Pecunia non olet

Pensiero più o meno diffuso vuole che l’editoria di un tempo fosse migliore di quella di oggi: libri più curati, maggior rispetto per gli scrittori, poco interesse per il profitto. Ma è davvero così o è solo la patina nostalgica di ciò che non abbiamo vissuto a farci sembrare tutto oro quel che in realtà è piombo (tipografico)? “Gattopardi editoriali” è la rubrica sull’editoria che cambia per restare (quasi) così com’è da sempre. Una delle cose più difficili da accettare, per chi si accosta al mondo editoriale per la prima volta, è il fatto che una casa editrice sia innanzitutto un’azienda, e come tale abbia bisogno di fare profitto, guadagnare, maneggiare vil denaro per potere sopravvivere, pagare i dipendenti e i collaboratori e continuare a pubblicare – magari lanciandosi anche in imprese rischiose – quei libri che ci piacciono tanto.Per molti, è complicato sostituire all’idea romantica di un’editoria iperuranica posta a distanze siderali dalla terrestre pecunia che olet, quella di un’editoria che deve fare tutti i giorni i conti con una cosa semplice come il “campare”.Eppure, denaro, profitto, …

Gattopardi editoriali #3. Editing selvaggi

Pensiero più o meno diffuso vuole che l’editoria di un tempo fosse migliore di quella di oggi: libri più curati, maggior rispetto per gli scrittori, poco interesse per il profitto. Ma è davvero così o è solo la patina nostalgica di ciò che non abbiamo vissuto a farci sembrare tutto oro quel che in realtà è piombo (tipografico)? “Gattopardi editoriali” è la rubrica sull’editoria che cambia per restare (quasi) così com’è da sempre. Una verità universalmente riconosciuta (?) vuole che la contemporanea pratica dell’editing tenda a piallare stili e voci diverse, appiattendole tutte a una medietas che rende i testi più facilmente vendibili e digeribili al pubblico.Che la questione sia concreta, non ci sono studi (almeno a conoscenza di chi scrive) che possano confermarlo o smentirlo.Ciò che però possiamo affermare con una certa sicurezza è che “l’editing selvaggio” (ammesso che selvaggio sia), praticato ai fini più diversi, non è un’invenzione o una deriva dell’editoria di oggi, ma un esercizio ben presente da tempo, e che già in passato ha toccato vette di altissima audacia.In futuro ritorneremo ancora …

APNEA scuola di lettura e editing

CHE COS’È Apnea è un corso di formazione per lettori unico nel suo genere: una scuola di lettura tecnica e critica di lungo periodo, che fornisce gli strumenti per trasformare la passione di leggere in una competenza. Apnea forma lettori forti. Per diventare un lettore forte non conta quanti sono i libri che leggi, ma quanto vale la tua capacità di leggerli: proprio come per la scrittura questa capacità s’impara, si educa, si perfeziona. Se vuoi specializzare il tuo occhio di lettore, se lavori in editoria, se vorresti fare il redattore, il giornalista culturale, l’editor, il critico o se hai semplicemente una passione per le storie: Apnea ti dà gli strumenti per leggere professionalmente. Un laboratorio di editing lungo 6 mesi è a tutti gli effetti un apprendistato. La classe di allievi editor lavorerà a un romanzo inedito seguendo passo-passo il lavoro che Francesca de Lena compie su ogni manoscritto che riceve. Si comincia con le prime impressioni e la scelta della direzione per il lavoro di (ri)struttura del testo e si finisce con il …

Gattopardi editoriali #2. Liberi librai in libera editoria

Pensiero più o meno diffuso vuole che l’editoria di un tempo fosse migliore di quella di oggi: libri più curati, maggior rispetto per gli scrittori, poco interesse per il profitto. Ma è davvero così o è solo la patina nostalgica di ciò che non abbiamo vissuto a farci sembrare tutto oro quel che in realtà è piombo (tipografico)? “Gattopardi editoriali” è la rubrica sull’editoria che cambia per restare (quasi) così com’è da sempre. Tra i dibattiti che più animano (e presumibilmente continueranno ad animare) l’ambiente editoriale, uno è stato recentemente messo a riposo dall’ultima legge sulla lettura e riguarda lo sconto massimo applicabile ai libri. L’altro, che non verrà mai messo a tacere, vede contrapposti le categorie di “libraio di catena” vs. “libraio indipendente”: dove il secondo è sempre ammantato di un’aura di passione, competenza e professionalità che mancherebbe al primo; il quale, di contro, è spesso accusato di avere una scarsissima preparazione culturale. Ma la scontistica selvaggia e i librai impreparati parrebbero essere problemi ben radicati anche un secolo fa… pardon, due secoli fa. Per quanto riguarda …

Gattopardi editoriali #1. Avere vent’anni

Pensiero più o meno diffuso vuole che l’editoria di un tempo fosse migliore di quella di oggi: libri più curati, maggior rispetto per gli scrittori, poco interesse per il profitto. Ma è davvero così o è solo la patina nostalgica di ciò che non abbiamo vissuto a farci sembrare tutto oro quel che in realtà è piombo (tipografico)? “Gattopardi editoriali” è la rubrica sull’editoria che cambia per restare (quasi) così com’è da sempre. Nel 2018, in Italia, sono stati pubblicate 78.875 novità (216 nuovi libri al giorno): una cifra senza dubbio alta – per un mercato impossibilitato ad assorbirla tutta – in mezzo alla quale, presumibilmente, abbondano libri mediocri se non pessimi.Ma non che un tempo se la passassero meglio, anzi.Pare, infatti, che il problema della sovrabbondanza di “libri brutti” – e delle curatele editoriali non proprio specchiatissime – sia sorto insieme all’editoria moderna; almeno a leggere la lettera che Niccolò Perotti, erudito umanista, scrisse a Francesco Guarnieri nel 1471, appena venti anni dopo l’invenzione della stampa a caratteri mobili; nella lettera, oltre a criticare l’edizione di Plinio …

Respiro n° 5 – i personaggi ci sono?

Un nome e un cognome non fanno un personaggio. Non lo fa nemmeno la descrizione fisica, l’appartenenza alla classe socio-culturale, la professione. Se è vero che “Dio è nei dettagli” (come dicevano in tanti, tra cui, forse, Flaubert) è vero anche che i dettagli senza la selezione non servono a niente, per cui sapere a che cosa è allergico, come si tocca i capelli, se balbetta o zoppica, qual è il suo colore preferito e che tipo di maglioni indossa non produrrà un personaggio, ma un nome e cognome con la balbuzie e un maglione rosso. Per fare un personaggio ci vuole la costruzione, che non procede per accumulo ma per la ricerca delle risposte ad alcune domande molto precise. Non tantissime (è davvero indispensabile sapere che cosa porta in tasca il tuo personaggio? No), ma in grado di suggerire risposte che non si limitino alla relazione diretta (Qual è il colore preferito del personaggio? Il rosso) ma mettano in moto il meccanismo di progressione della storia, accendano la luce nei diversi piani del palazzo …

Galateo editoriale #3. Maiuscole, punteggiatura e possessivi.

Un dattiloscritto formattato male e poco curato dal punto di vista morfosintattico è un pessimo biglietto da visita: font minuscole, interlinee strette, doppi spazi, apostrofi al posto degli accenti, orrori grammaticali rivelano sciatteria e ineleganza. Fedele all’idea che la forma sia sostanza, il Galateo editoriale vi condurrà attraverso il bon ton della formattazione e correzione testuale, affinché nessuno possa guardarvi dall’alto in basso.   «Non esiste direttore editoriale che leggerebbe cinque pagine di un qualsiasi manoscritto battuto a macchina con tanta sciatteria, come sono stati battuti a macchina questi tuoi manoscritti. […] Una tale sciatteria fa capire a qualsiasi direttore editoriale, con un’occhiata a un paio di pagine, che tu non hai nessun rispetto sincero per la letteratura, nessun desiderio sincero di scrivere letteratura; che tu sei o di una stupidità senza limiti o di una sfacciataggine senza pari a presentare dei manoscritti battuti a macchina in modo tanto raffazzonato». A lamentarsi in maniera così diretta (e, diciamo, a nome di tutti i redattori, agenti letterari, editor e consulenti del futuro e del passato) era Jack London. A ben …

Galateo editoriale #2. Capitoli, paragrafi e numeri di pagina

Un dattiloscritto formattato male e poco curato dal punto di vista morfosintattico è un pessimo biglietto da visita: font minuscole, interlinee strette, doppi spazi, apostrofi al posto degli accenti, orrori grammaticali rivelano sciatteria e ineleganza. Fedele all’idea che la forma sia sostanza, il Galateo editoriale vi condurrà attraverso il bon ton della formattazione e correzione testuale, affinché nessuno possa guardarvi dall’alto in basso.   Nella prima lezione del Galateo ci siamo occupati di margini, font e interlinee. In questa seconda tratteremo invece della struttura del dattiloscritto. Se l’altra volta le parole chiave erano “ordine e leggibilità”, adesso saranno “ordine e organizzazione” (come vedete, l’ordine è qualcosa di molto apprezzato). Capitoli La struttura di un testo può andare da un minimo a un massimo di gerarchizzazione: possiamo avere un testo che non presenta divisioni in capitoli e paragrafi (per esempio un racconto lungo o un romanzo breve); oppure uno diviso in parti, sezioni, capitoli, paragrafi, sottoparagrafi eccetera (per esempio un saggio). Generalmente, un testo di narrativa è diviso in capitoli che possono essere titolati o semplicemente numerati (o nessuno dei due). …

Respiro n° 4 – tentativi di idee di romanzo

La lezione di Apnea su come si riconosce l’idea che, alla stregua della spina dorsale di uno scheletro, sostiene l’intero corpo di un romanzo è, da sempre, la più difficile di tutte. E per questo la più utile. Qui è quando veniamo a contatto con la consapevolezza che per quanto possiamo essere dei bravi lettori, dei lettori critici, dei lettori tecnici, degli editor, cogliere davvero l’intenzione che tiene un romanzo in piedi è molto complesso e il rischio di confondersi, lasciarsi andare all’interpretazione, avvilupparsi è dietro l’angolo. L’idea di controllo di un romanzo non è la meta che si era prefisso l’autore, non è il tema, non è una morale, non è un motto, non è un simbolo, non è una soluzione criptata, non è la parola né il significato ultimo. Allora che cos’è? Qual è l’idea dietro al romanzo “Il valore affettivo” su cui lavoriamo? Mentre cerchiamo la risposta accumuliamo tentativi. La lettura è un esercizio continuo, proprio come la scrittura. Il senso di colpa non restituisce ciò che abbiamo perso. Smettere di vivere …