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Respiro n° 5 – i personaggi ci sono?

Un nome e un cognome non fanno un personaggio. Non lo fa nemmeno la descrizione fisica, l’appartenenza alla classe socio-culturale, la professione. Se è vero che “Dio è nei dettagli” (come dicevano in tanti, tra cui, forse, Flaubert) è vero anche che i dettagli senza la selezione non servono a niente, per cui sapere a che cosa è allergico, come si tocca i capelli, se balbetta o zoppica, qual è il suo colore preferito e che tipo di maglioni indossa non produrrà un personaggio, ma un nome e cognome con la balbuzie e un maglione rosso. Per fare un personaggio ci vuole la costruzione, che non procede per accumulo ma per la ricerca delle risposte ad alcune domande molto precise. Non tantissime (è davvero indispensabile sapere che cosa porta in tasca il tuo personaggio? No), ma in grado di suggerire risposte che non si limitino alla relazione diretta (Qual è il colore preferito del personaggio? Il rosso) ma mettano in moto il meccanismo di progressione della storia, accendano la luce nei diversi piani del palazzo …

Galateo editoriale #3. Maiuscole, punteggiatura e possessivi.

Un dattiloscritto formattato male e poco curato dal punto di vista morfosintattico è un pessimo biglietto da visita: font minuscole, interlinee strette, doppi spazi, apostrofi al posto degli accenti, orrori grammaticali rivelano sciatteria e ineleganza. Fedele all’idea che la forma sia sostanza, il Galateo editoriale vi condurrà attraverso il bon ton della formattazione e correzione testuale, affinché nessuno possa guardarvi dall’alto in basso.   «Non esiste direttore editoriale che leggerebbe cinque pagine di un qualsiasi manoscritto battuto a macchina con tanta sciatteria, come sono stati battuti a macchina questi tuoi manoscritti. […] Una tale sciatteria fa capire a qualsiasi direttore editoriale, con un’occhiata a un paio di pagine, che tu non hai nessun rispetto sincero per la letteratura, nessun desiderio sincero di scrivere letteratura; che tu sei o di una stupidità senza limiti o di una sfacciataggine senza pari a presentare dei manoscritti battuti a macchina in modo tanto raffazzonato». A lamentarsi in maniera così diretta (e, diciamo, a nome di tutti i redattori, agenti letterari, editor e consulenti del futuro e del passato) era Jack London. A ben …

Ed io avrò cura di te

  Un testo – romanzo o saggio che sia – prima di arrivare fra le mani di un lettore ha bisogno di cure particolari che lo rendano presentabile al meglio delle sue possibilità. A tal fine, nelle case editrici, lavorano figure professionali che di quel testo curano l’aspetto formale e contenutistico. Durante il corso ci concentreremo su queste figure e, in particolare, sui ruoli che svolgono e su come vanno svolti. Analizzeremo in modo pratico – con esempi tratti da libri pubblicati ed esercitazioni sui testi – che tipo di lavoro va fatto, e ci soffermeremo in particolare sul copy editing, il line editing e la correzione di bozze. Di che cosa parliamo? Di che cosa succede a un manoscritto prima di arrivare al “visto si stampi”. Di che cosa si intende per “cura redazionale del testo”. Di come si lavora sul testo per emendarlo da errori, incongruenze e anacronismi. Di quali sono gli errori più comuni, quelli meno evidenti, le incongruenze più nascoste e di come riuscire a scovarle. Quando e dove? 5, 12, …

Galateo editoriale #2. Capitoli, paragrafi e numeri di pagina

Un dattiloscritto formattato male e poco curato dal punto di vista morfosintattico è un pessimo biglietto da visita: font minuscole, interlinee strette, doppi spazi, apostrofi al posto degli accenti, orrori grammaticali rivelano sciatteria e ineleganza. Fedele all’idea che la forma sia sostanza, il Galateo editoriale vi condurrà attraverso il bon ton della formattazione e correzione testuale, affinché nessuno possa guardarvi dall’alto in basso.   Nella prima lezione del Galateo ci siamo occupati di margini, font e interlinee. In questa seconda tratteremo invece della struttura del dattiloscritto. Se l’altra volta le parole chiave erano “ordine e leggibilità”, adesso saranno “ordine e organizzazione” (come vedete, l’ordine è qualcosa di molto apprezzato). Capitoli La struttura di un testo può andare da un minimo a un massimo di gerarchizzazione: possiamo avere un testo che non presenta divisioni in capitoli e paragrafi (per esempio un racconto lungo o un romanzo breve); oppure uno diviso in parti, sezioni, capitoli, paragrafi, sottoparagrafi eccetera (per esempio un saggio). Generalmente, un testo di narrativa è diviso in capitoli che possono essere titolati o semplicemente numerati (o nessuno dei due). …

Respiro n° 4 – tentativi di idee di romanzo

La lezione di Apnea su come si riconosce l’idea che, alla stregua della spina dorsale di uno scheletro, sostiene l’intero corpo di un romanzo è, da sempre, la più difficile di tutte. E per questo la più utile. Qui è quando veniamo a contatto con la consapevolezza che per quanto possiamo essere dei bravi lettori, dei lettori critici, dei lettori tecnici, degli editor, cogliere davvero l’intenzione che tiene un romanzo in piedi è molto complesso e il rischio di confondersi, lasciarsi andare all’interpretazione, avvilupparsi è dietro l’angolo. L’idea di controllo di un romanzo non è la meta che si era prefisso l’autore, non è il tema, non è una morale, non è un motto, non è un simbolo, non è una soluzione criptata, non è la parola né il significato ultimo. Allora che cos’è? Qual è l’idea dietro al romanzo “Il valore affettivo” su cui lavoriamo? Mentre cerchiamo la risposta accumuliamo tentativi. La lettura è un esercizio continuo, proprio come la scrittura. Il senso di colpa non restituisce ciò che abbiamo perso. Smettere di vivere …

Respiro n° 3 – riconoscere e sviluppare i temi di un romanzo

Per la terza lezione di Apnea abbiamo discusso del tema (o i temi) che tiene in piedi un progetto narrativo. Se Apnea fosse un laboratorio di scrittura non dovrebbe interessarsi dei temi se non dopo aver affrontato le questioni che riguardano i personaggi, le relazioni, i conflitti, la trama: perché dare il via alla scrittura a cominciare dal tema – soprattutto se la penna è nelle mani di che è alle sue prime prove – rischia di mettere su carta delle tesi piuttosto che delle storie. E scrivere romanzi non è affatto dimostrare tesi, è semmai mostrare occasioni che abbiano valore universale. Ma Apnea non è un laboratorio di scrittura: qui ci occupiamo di lettura ed editing, ed è per questo che il nostro punto di partenza è per certi versi opposto a quello di chi scrive. Una volta letto tutto il testo, e prima di continuare a lavorarci su, noi dobbiamo assolutamente capire “che cosa si dice” in quel testo. Dobbiamo rispondere alla domanda: “Di che cosa si parla?” per essere in grado di …

Respiro n° 2 – prima di cominciare: la direzione da dare all’editing

Ho dato ai corsisti di Apnea due settimane di tempo per leggere integralmente il romanzo “Il valore affettivo” di Nicoletta Verna. Leggere come si era già detto in Respiro n°1 e dunque con fogli, penne e domande in testa, all’erta e concentrati, e non come si è abituati a fare da lettori per passione. Ognuno di loro ha organizzato un piccolo discorso intorno alle cose da rivedere e da fare per migliorare il romanzo. Io ho aggiunto le mie. Ne è venuta fuori una lista molto concreta e particolareggiata, ma che spogliata di tali riferimenti concreti e particolareggiati può essere utile a ragionare sulla composizione dei romanzi in generale, e non solo di quello a cui lavoriamo noi. Eccola qui, compattata in 10 punti: Capire perché la divisione in parti del testo è fatta proprio così e non in un altro modo Tenere a mente l’importanza della descrizione e dell’atmosfera Gestire consapevolmente il narratore inattendibile Costruire personaggi coerenti senza dimenticarsi l’importanza dei chiaro-scuri Chiedersi quanto si sia capaci di gestire le derive psicologiche dei personaggi …

Galateo editoriale #1. I margini, le font e l’interlinea

Un dattiloscritto formattato male e poco curato dal punto di vista morfosintattico è un pessimo biglietto da visita: font minuscole, interlinee strette, doppi spazi, apostrofi al posto degli accenti, orrori grammaticali rivelano sciatteria e ineleganza. Fedele all’idea che la forma sia sostanza, il Galateo editoriale vi condurrà attraverso il bon ton della formattazione e correzione testuale, affinché nessuno possa guardarvi dall’alto in basso.   Preambolo Nel corso degli anni ho avuto modo di leggere molti manoscritti (uso il termine  in un’accezione editoriale, ossia di copia d’autore dattiloscritta non ancora data alla stampa) e non ne ho mai trovati due che fossero uguali. Ovviamente non mi riferisco al contenuto ma alla “forma tipografica”: margini, font, interlinee, fino ad arrivare all’uso dei segni paragrafematici… Ogni manoscritto è un mondo a sé e, il più delle volte, è un mondo difficile da esplorare a causa di una formattazione del testo che rende la lettura (da parte di chi quel manoscritto deve valutarlo) difficoltosa e sfiancante. A ciò si aggiunge spesso l’abbondanza di refusi che smascherano una forma di sciatteria ancora …