Autore: Francesca de Lena

APNEA 3ª edizione – candidature aperte per il nuovo romanzo

APNEA LABORATORIO DI EDITING CERCA IL NUOVO ROMANZO DA EDITARE DURANTE LA 3ª EDIZIONE. COME PUOI PARTECIPARE, SE SEI UN AUTORE: Se hai un romanzo concluso o hai intenzione di chiuderlo hai tempo fino al 30 giugno per inviarlo completo di sinossi (breve riassunto) e scaletta (schema capitolo per capitolo o parte per parte) a ilibrideglialtri@gmail.com Il 15 settembre comunicheremo il romanzo scelto. APNEA lavorerà gratuitamente al tuo romanzo per 8 mesi: la classe di editor coordinata da Francesca de Lena s’incontrerà a porte chiuse per le lezioni e con te una volta al mese. Insieme vi occuperete di tutti gli aspetti narrativi, strutturali e stilistici, a patto che t’impegni nel confronto e nelle riscritture entro le date di nuova consegna. Alla fine del percorso di scrittura e editing il tuo romanzo sarà un romanzo migliore e si potrà presentarlo a premi, agenzie letterarie e case editrici. Se non sai cos’è APNEA laboratorio di editing, leggi qui.

La verità vi prego: scrivere di una cosa alla volta

“La verità, vi prego” è la posta del cuore della scrittura: inviami un tuo racconto o il primo capitolo del tuo romanzo e ti scriverò una lettera di valutazione franca, pubblica e gratuita. Per sapere come funziona leggi qui. La lettera di oggi è per *Anna* e l’incipit del suo romanzo “Recidiva di un amore”. [Chi è *Anna*: Sono una psicologa, ho 32 anni e vivo a Firenze dove mi occupo di psicologia giuridica e di adozioni internazionali. La lettura e la scrittura sono sempre state le mie passioni più grandi. L’idea di questo romanzo nasce dal desiderio di raccontare la relazione terapeutica, tutto quello che si consuma in una stanza di terapia esclusivamente dal punto di vista della paziente. Un amore che non è amore. O forse sì, da un altro punto di vista.] Cara Anna, quando si scrive si ha spesso l’esigenza di dire molte cose insieme, perché fino a quel momento non si erano dette o perché si conosce la buona norma del “riempire la pagina”, ma non del tutto o non …

La letteratura, che non va bene quando è scritta dagli altri

Tanti anni fa durante la lezione di un laboratorio di scrittura consigliarono questo libro: “I dieci comandamenti di uno scrittore” di Stephen Vizinczey. Chi lo consigliò disse: Non fate caso al brutto titolo da lista banalizzante, respingente, da blog (la parola blog era ancora spesso accompagnata da una smorfia di disprezzo), perché in realtà dentro ci sono scritte cose di altissima levatura morale e letteraria. All’epoca io prendevo dal discorso sulla letteratura tutto quello che potevo prendere, e anche compravo tutti i libri che potevo comprare, così comprai anche questo. Lo avrò poi solo sfogliato qua e là, nel corso del tempo, ma mai letto per bene. Lo sto leggendo adesso. Non sono più una ragazzina e non sono più alla ricerca di maestri, anche se ne ho. So però che sono fallibili – eccome se lo sono – e so che le liste da blog possono racchiudere analisi tra le più interessanti mentre un libro cartonato di un autore con un nome impossibile da pronunciare non è assicurazione di alcunché. E dunque. photo by …

Era così bella nella sua bara: la letteratura e i cliché

sulla letteratura Lo script-doctor Robert McKee nel suo “Story – contenuti, struttura, stile, principi per la sceneggiatura e per l’arte di scrivere storie” scrive col solito modo diretto: Potendo scegliere tra materiale banale raccontato in modo brillante e materiale profondo raccontato male, il pubblico sceglierà sempre quello banale raccontato brillantemente. I maestri narratori sanno come spremere vita dalla più banale delle cose, mentre i narratori scadenti riducono a banalità le cose più profonde. Potete avere l’intuito illuminato di un Buddha, ma se non sapete narrare le vostre storie diventeranno aride come gesso. A McKee interessa dimostrare come il mestiere (che non è falsificazione, trama oscura o “operazione a tavolino”, ma consapevolezza di quello che fai: arte) non solo valorizzi il talento (virtù fragile), ma finisca per essere l’irrinunciabile pianeta sul quale il talento si può tenere in vita. E poi fa una distinzione tra talento letterario e talento narrativo: Il talento letterario – dice – è la “trasformazione creativa del linguaggio ordinario in una forma superiore più espressiva che descrive in modo intenso il mondo …

Scrivere è inseguire la verità (quello che le scuole di scrittura non dicono)

(Avviso: le buone scuole di scrittura sono importantissime! Iscrivetevi ai loro corsi!) Se provate a leggere il programma di un’onesta scuola di scrittura la successione degli argomenti delle lezioni che troverete sarà grosso modo questa: PUNTO DI VISTA VOCE NARRANTE STRUTTURA DELLA STORIA (I 3 ATTI) PERSONAGGI CONFLITTI TRAMA SCENE MONTAGGIO STILE EDITING Parlo dei programmi seri, non di quelli che hanno come titolo delle lezioni “l’incipit”, “il dialogo”, “la descrizione”, “il finale”. Quelli meglio lasciarli perdere. I programmi seri prendono in considerazione l’approccio a un testo narrativo nel suo insieme, analizzando le singole parti senza dimenticare di cosa si sta parlando: una storia. Non esercizi scolastici ed estemporanei (punto di vista: scrivi come se fossi un gatto; dialoghi: due sconosciuti s’incontrano al bar, cosa si dicono?), ma prove di composizione: disporre un’idea in forma narrativa. Comunemente per idea s’intende una cosa a metà tra “di cosa parla la storia” e “di cosa vuoi parlare tu” e il “di cosa vuoi parlare tu” si declina ora in “la mia esperienza” ora in “i temi che …

La verità, vi prego: via le parole incerte, la storia è tua

questo articolo è già uscito su Satisfiction “La verità, vi prego” è la posta del cuore della scrittura: inviami un tuo racconto o il primo capitolo del tuo romanzo e ti scriverò una lettera di valutazione franca, pubblica e gratuita. Per sapere come funziona leggi qui. La lettera di oggi è per Federica Sazzini e il primo capitolo del suo romanzo “L’attesa”  Federica Sazzini nasce a Firenze nel 1983, dove risiede e lavora. Dopo cinque lunghi e amati anni di studio al liceo classico Galileo decide di scoprire l’altro lato della cultura, quella scientifica. Si laurea in ingegneria energetica e consegue il dottorato in ingegneria industriale. Il mondo delle lettere però non ha mai smesso di averlo dentro di sé, e con questo primo racconto ha iniziato a riversarlo su carta. Cara Federica, voglio mostrarti come nella scrittura un problema di forma diventi un problema di sostanza, e viceversa. Osserva bene questi stralci del tuo primo capitolo, che ricopio qui sottolineando alcune parti.

La tua storia non è la mia

Io e mio figlio Andrea siamo in macchina, è appena finita la sua giornata all’asilo, lo riporto a casa, ci lamentiamo del sole che rimbalza sul parabrezza e ci acceca. Andrea dice: Mannaggia mamma, questo sole lo dobbiamo fare grigio. Io rispondo: Ma no, che tristezza il sole grigio. Andrea scoppia a piangere. Gli chiedo che succede, ma lui va avanti a singhiozzi così forti che sono costretta a fermare la macchina, raggiungerlo sul seggiolino e stringerlo forte: gli faccio ‘nzù ‘nzù nelle orecchie, gli asciugo le guance con i baci, gli do un po’ d’acqua. Prova a spiegarmi che a lui il sole grigio piace, perché è bello, perché così non dà fastidio. Perché non vuoi fare il sole grigio con me? mi dice. Sono così mortificata che non faccio di meglio che perpetrare la mia ostinazione: hai ragione, a mamma, è solo che pensavo che con il sole grigio venisse la pioggia, e a noi non piace quando piove – e sbaglio di nuovo, perché Andrea dice a me la pioggia piace, e …

Leggere un io che parla

Abbiamo due romanzi. Entrambi cominciano da un “trauma”. Entrambi costruiscono le prime 20 pagine su un’alternanza di spazi e tempi (anche verbali): siamo prima qui, poi lì, poi lì, e intanto il tempo è andato avanti o indietro. Nelle prime 20 pagine dell’uno funziona meglio la struttura: si dà conto del trauma 1ª scena in luogo chiuso e collettivo: presentazione relazioni cesura: flash back rivelatore 2ª scena in luogo chiuso e collettivo: presentazione relazioni, 1ª scelta scena di conflitto Nelle prime 20 pagine dell’altro funzionano meglio il ritmo, le motivazioni, le informazioni: si dà conto del trauma 1ª scena in luogo chiuso e collettivo: presentazione relazioni e motivazioni cesura: racconto del passato e scene: personaggi, relazioni, motivazioni, conflitti (lo spazio-tempo della storia tornerà dopo le 20 pagine) Mentre ne discutiamo ci capita di nominare due soli libri pubblicati: “I ponti di Madison County” di Robert James Waller e “Il lamento di Portnoy” di Philip Roth e non necessariamente per motivi di stretta comparazione, ma perché stiamo guardando la voce che hanno: ci ragioniamo. “I ponti” comincia con la voce …

Lasciate fare la poesia ai poeti

Uno dei commenti che scrivo più spesso ai margini di un romanzo da valutare o editare è: sta facendo poesia. Se lo pronunciassi pubblicamente starei dicendo un’inesattezza anche abbastanza fastidiosa, perché nel mio lessico privato quella frase significa: “scrive belle parole a vuoto”, mentre la poesia è tutt’altro che questo, è anzi proprio il contrario di questo: la poesia carica le parole di significato. Ma ognuno di noi può permettersi il lusso di non correggersi quando pensa, di parlarsi in quella maniera inesatta e caotica e anche contraddittoria dettata dalla necessità di far presto e intendersi con una strizzatina d’occhio – ed è un lusso che io mi concedo quando per lavoro parlo (scrivo) per me. Com’è ovvio, se l’analisi di ciò che leggo non deve restare nel mio cervello, ma essere comunicata all’autore, all’agenzia letteraria o a chi altri, “aggiusto” la mia frase in modo che abbia un significato più certo, comprensibile, condivisibile. E però dentro di me la voglia, doverosamente ammansita, di “dirlo come mi viene” resta. Mi vibrò in corpo come una primavera …

Si comincia, andiamo in APNEA!

Apnea è un laboratorio sperimentale di editing, una cosa che non è mai stata fatta prima. Un gruppo di persone lavorerà insieme per 6 mesi su due romanzi. Alla fine del lavoro i romanzi saranno presentati ad agenzie e premi letterari. Avevo annunciato che la classe sarebbe stata composta da 5 persone, e invece ne ho selezionate 8 (7 più una uditrice): non me lo aspettavo. Sono arrivate 19 richieste e ho preso in considerazione solo quelle che partivano da una base di esperienza reale (lavorativa o di formazione) riguardo la narrazione. Tutti i selezionati frequentano l’ambiente editoriale come editor, correttori, lettori, traduttori, ghost writer o organizzatori di eventi, oppure hanno lungamente frequentato corsi di scrittura creativa con Raul Montanari, Antonio Paolacci, Paolo Cognetti, Antonella Cilento. Tutti quindi partono da un minimo comune denominatore: conoscono quello di cui stiamo parlando. Se dico “conflitto”, se dico “trasformazione”, se dico “coerenza del personaggio” non devo spiegare a cosa mi riferisco. Per me questo era un requisito fondamentale. Alcuni più e alcuni meno, ma tutti, hanno nella prova di …