All posts tagged: Joan Didion

Lode e condanna a Bret Easton Ellis: 2 pareri a confronto su “Bianco”.

Il parere negativo di Fabrizio Coscia Quello che dirò qui farà arrabbiare i fan di Bret Easton Ellis, ma tant’è: mentre sfogliavo Bianco ho dovuto trattenere una certa irritazione. Mi veniva continuamente voglia di dire al suo autore: «Spostati, che non mi fai leggere il libro». Raramente mi è capitato di imbattermi in un testo così narcisisticamente autoreferenziale, supponente, banale, e in definitiva – per usare un solo aggettivo drastico – inutile. E non è una questione del fare saggistica parlando di sé, ci mancherebbe: che la critica sia sempre una sorta di autobiografia, un «resoconto dell’anima», per dirla con l’Oscar Wilde del Critico come artista è cosa già nota. Soprattutto negli ultimi tempi prende sempre più piede, mi pare, un genere ibrido, quello che gli inglesi chiamano «personal essay», o «lyrical essay». La questione è piuttosto nella differenza tra l’io e l’ego. Nel primo caso l’autobiografia serve a illuminare l’oggetto del discorso, nel secondo a oscurarlo. Ed è un po’ questo che succede con Bianco, raccolta di riflessioni e considerazioni sparse di un ex «giovane …

After Life, alla fine dell’estate eterna

di Giacomo Faramelli Scrivo questo pezzo da un treno regionale lanciato a ventidue chilometri orari nella wasteland umbra. Tutto è oltre la vita fuori di qui. Tutto è morente qui dentro. Gli interni consunti del treno, l’ottuagenario vicino di posto che mi fissa con sospetto e concupiscenza, l’anziana che gracida la lista dei morti del mese dietro di me. Che strano rapporto che hanno i vecchi con la morte. Mario Luzi diceva: “ai vecchi tutto è troppo”. Anche la morte? Quien sabe. Preferisco scontare la prigionia ferroviaria sul mio cellulare. In rete circola una storia tra le tante. Nel 2100 su Facebook ci saranno oltre un miliardo e quattrocento milioni di morti. In effetti, a meno che la vita non mi faccia lo scherzo di tenermi dritto fino a centoventi anni, sarò anche io tra loro. Mette addosso una malinconia particolare, è come tornare ragazzini: è giugno, hai l’intera estate davanti a te, sai che a settembre dovrai tornare a scuola. Una piccola morte appuntata nel futuro, un luogo lontanissimo nel tempo e nello spazio …