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Chi ha paura di Biancaneve?

Tra Barhtelme, Sexton, Gaiman: di questioni di classe e dell’orrore perduto. “Biancaneve”, dicemmo, “perché rimani con noi? Qui? In questa casa?” Ci fu silenzio. Poi disse: “Credo che si debba a una mancanza di immaginazione. Non sono stata capace di immaginare niente di meglio”. […] “Ma la mia immaginazione si sta risvegliando”. Donald Barthelme, Biancaneve Quella di Biancaneve è una delle fiabe più conosciute di sempre. Delle origini, tuttavia, è difficile parlare. Nonostante ci rimandi immediatamente alla tradizione nordica, i dettagli, le linee archetipiche e i motivi si ritrovano in altrove diversi tra loro, dall’Asia al Mediterraneo. Più ci si allontana indietro nel tempo, più la ricostruzione si oscura, si mescolano versioni: per dirla con Deleuze e Guattari, siamo nella struttura rizomatica e volatile di una storia che muta in intersezioni variabili di cui è impossibile (ma poi – perché auspicabile?) avere perfetta contezza.  Cos’è una fiaba? Una fiaba è un continuo processo di negoziazione.  Con le fiabe, come coi miti, e con i testi sacri, ci troviamo di fronte a testi autoritari, a cui veniamo …

Le scoperte dell’America: “American Gods”

Nell’incontro con un personaggio, se prestiamo attenzione, non ci mettiamo molto a intercettare le battute rilevanti, le linee di dialogo che ci serviranno dopo a indirizzarci nella storia. La percezione di dettagli del genere, ovviamente, si allena, finché arriva un momento in cui precede la nostra consapevolezza, e prima ancora di accorgercene siamo lì a ricordarci una frase letta o ascoltata il giorno prima, e a ripeterla ad alta voce nel bel mezzo di una conversazione.  “This is the only country in the world that wonders what it is”, questo è l’unico paese che si domanda che cos’è, dice Wednesday a Shadow all’inizio di American Gods, parlando dell’America. Eppure è un paese di cui tutto il resto del mondo pensa di aver capito tutto, ho pensato io. Esattamente come scrive Francesco Costa in Questa è l’America: “Ci sono molti posti del mondo di cui sappiamo meno che degli Stati Uniti d’America, ma non ci sono posti con un divario più ampio degli Stati Uniti tra quello che crediamo di sapere e quello che sappiamo effettivamente.” …