editoria, galateo editoriale
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Gattopardi editoriali #7. Brutti, sporchi e cattivi

Pensiero più o meno diffuso vuole che l’editoria di un tempo fosse migliore di quella di oggi: libri più curati, maggior rispetto per gli scrittori, poco interesse per il profitto. Ma è davvero così o è solo la patina nostalgica di ciò che non abbiamo vissuto a farci sembrare tutto oro quel che in realtà è piombo (tipografico)? “Gattopardi editoriali” è la rubrica sull’editoria che cambia per restare (quasi) così com’è da sempre.

Tra le lamentele che ritornano spesso nei discorsi intorno ai libri, un posto d’onore spetta a quella sulla sovrabbondanza di “libri brutti”: le case editrici, si dice, non fanno che inondare il mercato di opere inutili, scadenti, culturalmente riprovevoli (i più ingenui si spingono a dire che si dovrebbero pubblicare “solo capolavori”).
Come abbiamo visto nella prima puntata dei “Gattopardi”, la lamentela ha radici antichissime e, praticamente, nasce insieme all’invenzione della stampa. Da allora, non ha mai smesso di essere feconda. Infatti, ancora (e già) nel Settecento e poi nellOttocento:

È una questione ancora aperta se l’invenzione della stampa abbia contribuito al progresso delle lettere e al perfezionamento della morale, più di quanto abbia loro nociuto. Non è questo il luogo per esaminare il problema, meno che mai per risolverlo: tutto quello che si può dire è che il numero dei libri è immenso, mentre quello dei buoni libri è piccolissimo.

— Louis Bollioud-Mermet (1709-1794), Sulla bibliomania, a cura di Pino di Branco, La vita felice 2008, p. 71.

È ancora Bettoni, alla fine degli anni venti [dell’Ottocento], in un dialogo «fra un tipografo, un libraio, un forastiere», a scrivere che «sarebbe a desiderarsi, che i signori tipografi editori avessero un po’ di tatto e di gusto, e fossero in somma iniziati alle buone lettere» per evitare di pubblicare libri che «restano a marcire nei magazzini, o servono ad alimentare le numerose famiglie dei topi».

—Alberto Cadioli, Le diverse pagine. Il testo letterario tra scrittore, editore, lettore, il Saggiatore 2020, versione ebook.

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