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Non prenderla come una critica – Il libro che visse due volte di Sally Rooney

di Valentina Grotta A 28 anni Sally Rooney è già una scrittrice dal successo planetario, e questo dal suo primo libro Parlarne tra amici (Einaudi, traduzione di Maurizia Balmelli). Osannata, a giusta ragione, dal New Yorker, è stata selezionata con il suo secondo libro, Persone normali (Einaudi, traduzione di Maurizia Balmelli), per il prestigioso Man Booker Prize. La casa editrice Faber&Faber ha appena annunciato che la BBC sta girando una serie tratta dal secondo libro, con Daisy Edgar Jones e Paul Mescal. Persone normali è uscito da poco, a nemmeno un anno dal primo libro, e già tutti ne parlano. Se ne parla perché è un libro molto bello, ben riuscito, ma soprattutto: identico al primo. Normal People: il libro che visse (già) due volte Questa somiglianza è strana, ma innegabile per diversi motivi. I due romanzi sono simili in almeno tre elementi: la trama, la conseguente dinamica tra i personaggi e il leitmotiv di fondo. Schema della trama: A ama B, da questi ricambiato. Una serie di avvenimenti, tumulti interiori, insicurezze e fraintendimenti dividono la …

come scrivere una storia struggente e non farsi scoprire

Steve Tesich era uno sceneggiatore di Hollywood. Il protagonista del suo romanzo Karoo, si chiama Saul Karoo, ha cinquant’anni – poco meno di quanti ne avesse Tesich prima di morire – e di mestiere fa quasi lo sceneggiatore: Aggiusto sceneggiature scritte da altri. Riscrivo. Taglio e sistemo: taglio il superfluo e sistemo quel che resta. Sono uno scribacchino di professione con un’abilità che ha finito con l’esser considerata talento. Ho cominciato a leggere Karoo sapendo che avrei trovato un personaggio, uno stile e un’atmosfera simili a quelle de La versione di Barney, di Mordecai Richler. Avete presente lo stra-citato humor di Richler? Tutti prima o poi ne hanno parlato; la scheda Adelphi del libro dice ancora: “Una delle storie più divertenti che ci siano mai state raccontate”. Quando io lessi “La versione di Barney” lo humor non mi saltò così tanto agli occhi. Sì, c’era l’ironia, ma non mi sembrava una cosa così importante, una cosa di cui parlare tanto. A me incantavano le invocazioni che Barney Panofsky faceva alla donna che amava: «Miriam, la mia adorata Miriam»; «Oh Miriam, mia …