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Scrivere personaggi diversi: tre lezioni per non cadere nei cliché

Siamo consapevoli dello sguardo con cui osserviamo, creiamo e raccontiamo i personaggi di una storia? Cosa accade quando i personaggi che popolano il nostro racconto non ci somigliano (per genere, provenienza, cultura, corporeità)? Come evitare che i nostri personaggi siano bidimensionali e ridotti a “portatori di un’istanza”? Come riconoscere gli stereotipi in agguato e affrontare la diversità? Scrivere personaggi diversi è un percorso fatto di tre brevi workshop, tre lezioni in diretta online in cui affrontare gli stereotipi e i luoghi comuni che affollano il nostro immaginario quando scriviamo e costruiamo storie. 26 novembre: “Personaggi femminili e sguardi di genere” Perché c’è ancora un problema che riguarda la scrittura dei personaggi femminili? Il male gaze (lo sguardo maschile), le descrizioni inverosimili e le inversioni di tendenza: tra questioni di genere e voci credibili. 3 dicembre: “Decolonizzare l’immaginario: provenienza e stereotipi” Come si racconta un personaggio di una nazionalità che non è la nostra? Un viaggio tra stereotipi e decolonizzazione dello sguardo occidentale. 10 dicembre: “Corpi, desideri e cliché: rappresentazioni e diversità” Personaggi LGBTQ+, sessualità al …

Costruire un mondo: da Aladdin a Handmaid’s Tale

[All’età di sette anni fui molto infastidita dalla visione di Aladdin, il film d’animazione Disney del 1992, in cui l’intera vicenda di amore e conflitto accade perché la principessa Jasmine non è libera di sposare chi desidera. Deve, infatti, sottostare alle leggi dello stato, che la vorrebbero moglie di un altro erede al trono. L’intera vicenda si basa su questa prima condizione. Sul finale però, arriva il twist che ribalta ogni cosa: il sultano, padre della protagonista, ricorda improvvisamente che lui può cambiare le regole imposte dallo Stato (cioè da lui) e che la principessa, dopo tante peripezie, potrà sposare chiunque desideri, anche un povero ladro senza passato. Capii che mi trovavo davanti a un prodotto che voleva raccontarmi qualcosa, intrattenermi e, possibilmente, fornirmi un preciso messaggio finale. Pazienza se per farlo avrebbe sconvolto, da un momento all’altro, le leggi del mondo che mi aveva presentato in prima istanza e, con esse, il presupposto su cui si basava tutta la trama. Sorvolando sulla pignoleria della me bambina che non accettò tale infrazione, so che in …