Autore: Primavera Contu

I dialoghi, il doppiaggio e la credibilità (che nulla ha a che vedere con la realtà)

«Quanti anni hai detto di avere?» «Sette e mezzo.» «Sbagliato! Non l’hai mai detto!» «Credevo volessi dire quanti anni ho.» «Se avessi voluto dirlo, l’avrei detto.» Humpty Dumpty e Alice, Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, Lewis Carroll. Faccio parte di quella schiera di persone che traggono piacere dalla visione di un film o di una serie solo se questi non sono doppiati. Sia che si tratti di un prodotto la cui versione originale è stata girata in una lingua che comprendo e della quale colgo ogni sfumatura, sia che si parli un idioma che mi costringe a saltare compulsivamente tra sottotitoli e immagini, l’imperativo è categorico: non riesco a guardare nulla di doppiato. Il mio problema con il doppiaggio riguarda più punti di vista e coinvolge diversi livelli di godimento dell’opera: ha a che vedere con quella che percepisco come la sua autenticità e, soprattutto, con la sua credibilità. Mi disturbano le voci artefatte dei (pur bravi) doppiatori; i suoni eccessivamente puliti, i tentativi degli adattatori di replicare, con risultati talvolta improbabili, degli …

Narrarsi Addosso – Dal blog alle Ere Oniriche di Marta Zura-Puntaroni

Narrarsi addosso: sguardi sul mondo dello storytelling made in Facebook, dell’autofiction targata Twitter, della promozione ai tempi della visibilità. Ho conosciuto la scrittura di Marta Zura Puntaroni su Facebook. Sono, però, arrivata tardi: il suo blog, dal titolo Diario di una snob, rimbalzava di tanto in tanto sul mio feed da anni, ma faticava a inserirsi fra le mie letture quotidiane, per mancanza di tempo più che d’interesse. La mia curiosità è stata smossa, e stavolta sul serio, dal passaparola social mediatico, da quei “Sto leggendo questo” cinguettati e postati da coloro che per me sono dei micro-influencer (colleghi, alla stretta o alla larga, voci alle quali delego uno speranzoso “ti raccomando se ti è piaciuto”, o semplicemente lettori e lettrici di cui sento di potermi fidare) quando è uscito per Minimum Fax il suo romanzo d’esordio, La Grande Era Onirica. Ho messo insieme i pezzi: un blog dal titolo vincente, dalle tagline brillantemente autoesplicative (“The opposite of midcult.”; “High-tech, super-hip, cyber-chic, anti-fashion minimalist.”), un romanzo subito etichettato come generazionale, forse autofiction, forse literary fiction, un’autrice scoperta …

Life’s a pitch! – Breve non significa sbrigativo

Il pitch è una breve presentazione che ha l’obiettivo di convincere chi legge. Progetti cinematografici, startup, web series e, sì, perfino quegli oggetti dall’aura sacrale che chiamiamo libri: tutto ha bisogno di un lancio, perché tutto ciò che richiede un budget ha bisogno di un finanziatore. O almeno di qualcuno che ci creda. Hai un progetto di scrittura e non sai come raccontarlo? Inviami una sinossi: ti aiuterò a trovare le parole per strutturare il tuo pitch. Per sapere come funziona leggi qui. La sinossi di oggi è di Antonella Albano, per il suo romanzo inedito “In viaggio verso dove”: «Amanda è sposata e senza figli; insegna, ma odia farlo. I suoi genitori sono morti da poco, lasciandola desolata e lei desidera qualcosa di diverso per sé. Il marito, Lorenzo, non comprende quell’ inquietudine, ricattato dal mancato successo della ditta in cui ha investito tutto se stesso. Amanda ha una relazione, ma capisce che non è quello il punto. Quando però vede la possibilità di comprare una proprietà con un trullo, chiede aspettativa, mette in vendita …

Narrarsi addosso: “Camera Single” di Chiara Sfregola.

Narrarsi addosso: sguardi sul mondo dello storytelling made in Facebook, dell’autofiction targata Twitter, della promozione ai tempi della visibilità. Chiacchiericcio social e letteratura Facebook è quel luogo virtuale che negli ultimi anni ha assunto per me, come per tanti altri, un valore misto: è stato un ausilio prezioso alla mia capacità di socializzare (già influenzata dai mille spostamenti di città in città), un processo sperimentale di costruzione dell’identità pubblica e una piattaforma di microblogging, oltre che area di reclutamento e rassegna stampa mattutina. È, in definitiva, il luogo in cui ho scoperto il maggior numero di progetti: spettacoli, iniziative, librerie reali e virtuali, artisti e scrittori. Scrittrici, più spesso, per quanto mi riguarda. Chiara Sfregola, che ha esordito l’anno scorso con il suo romanzo Camera Single per Leggereditore, è una di loro. E corrisponde a uno di quei percorsi che nascono sul web, in forma di (auto)narrazione e condivisione, arrivano all’editore e poi tornano al web, ai social, in forma di promozione (e, ancora, di condivisione). Ciò che mi colpisce è che spesso, quando si …

Life’s a pitch! – Il dove, il chi, il cosa. E il quando.

Il pitch è una breve presentazione che ha l’obiettivo di convincere chi legge. Progetti cinematografici, startup, web series e, sì, perfino quegli oggetti dall’aura sacrale che chiamiamo libri: tutto ha bisogno di un lancio, perché tutto ciò che richiede un budget ha bisogno di un finanziatore. O almeno di qualcuno che ci creda. Hai un progetto di scrittura e non sai come raccontarlo? Inviami una sinossi: ti aiuterò a trovare le parole per strutturare il tuo pitch. Per sapere come funziona leggi qui. La sinossi di oggi è di Enrico, per il suo romanzo inedito “Il sonno dei Giusti”: «Nella città dell’amore, Ettore, Miranda e Orlando sono morti. Questa è l’unica cosa che sanno con sicurezza. Risvegliati alla non-vita al fianco di una macchina distrutta, ascoltando l’eco dei loro sentimenti e passioni, non sanno come siano morti né quale sia il motivo. Di certo questa strana ragazza, Ginevra, a cui tutti e tre sembrano essere legati, conosce il loro passato. Ma come fare per oltrepassare il sudario che separa il regno dei vivi da quello dei …

Costruire un mondo: da Aladdin a Handmaid’s Tale

[All’età di sette anni fui molto infastidita dalla visione di Aladdin, il film d’animazione Disney del 1992, in cui l’intera vicenda di amore e conflitto accade perché la principessa Jasmine non è libera di sposare chi desidera. Deve, infatti, sottostare alle leggi dello stato, che la vorrebbero moglie di un altro erede al trono. L’intera vicenda si basa su questa prima condizione. Sul finale però, arriva il twist che ribalta ogni cosa: il sultano, padre della protagonista, ricorda improvvisamente che lui può cambiare le regole imposte dallo Stato (cioè da lui) e che la principessa, dopo tante peripezie, potrà sposare chiunque desideri, anche un povero ladro senza passato. Capii che mi trovavo davanti a un prodotto che voleva raccontarmi qualcosa, intrattenermi e, possibilmente, fornirmi un preciso messaggio finale. Pazienza se per farlo avrebbe sconvolto, da un momento all’altro, le leggi del mondo che mi aveva presentato in prima istanza e, con esse, il presupposto su cui si basava tutta la trama. Sorvolando sulla pignoleria della me bambina che non accettò tale infrazione, so che in …