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Gli Editoriali. Flavia Vadrucci (Marsilio)

Redattori, social media manager, impaginatori, uffici tecnici, consulenti e ancora altri: sono loro gli editoriali, persone che lavorano i libri prima che diventino libri. Chi sono, cosa fanno e come lo fanno: una serie di domande per scoprire qualcosa di più sui mestieri dell’editoria.

Flavia Vadrucci (1980) ha scritto di libri e ne ha corretti fin troppi. Ha tradotto Tristan Tzara, e ne va molto fiera. Dopo diversi anni in trincea come copyeditor freelance per case editrici piccole, medie e grandi, lavora oggi per la narrativa straniera di Marsilio.

Come hai iniziato e perché?
Ho iniziato con l’editoria nel 2009 perché i libri erano l’unica cosa di cui mi importava. Venivo dalla consulenza politica, avevo lavorato come ghostwriter, e scrivevo recensioni. Mi sembrava di avere dimestichezza con le parole degli altri.

Come e quando sei arrivata alla Marsilio?
Sono arrivata nel 2015. Ho saputo che cercavano qualcuno in redazione e ho mandato un curriculum. Ricordo di aver bevuto due spritz prima di fare il colloquio: credo abbiano aiutato.

Quali sono le tue mansioni, nello specifico?
Mi occupo del coordinamento e della supervisione del lavoro redazionale per i libri di narrativa straniera. A volte rivedo io le traduzioni, ma principalmente organizzo e controllo l’attività dei redattori esterni. In più, faccio scouting e affianco il mio capo nella valutazione delle proposte di narrativa straniera da editori e agenti.

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Qual è il tuo flusso di lavoro e quali programmi utilizzi?
Non impaginiamo internamente, quindi non uso più InDesign (sebbene ogni tanto mi manchi). Lavoro soprattutto con lo strumento revisioni di Word e con Acrobat Reader e Acrobat Pro. Il mio flusso di lavoro è scandito dalla programmazione delle uscite in libreria e dai tre passaggi che facciamo sul testo dopo l’editing. Avendo esternalizzato il lavoro redazionale, abbiamo scelto di dedicare molto tempo a una bizzarra occupazione che potremmo definire “controllo qualità”.

Quali sono le risorse (testi, siti o altro) che hai sempre sott’occhio e che ti aiutano durante il tuo lavoro?
Vivo tra un dizionario e l’altro, con le norme redazionali sempre sotto mano. Ma a dir la verità, quello che più mi aiuta è alzare gli occhi sulle foto dei miei scrittori preferiti attaccate in bacheca. Quando stai affogando nella routine di bozze e chiusure, hai bisogno di ricordare a te stesso perché lo fai.

Qual è il libro Marsilio sul quale hai lavorato con più piacere?
Tutte le creature dovrebbero essere uguali, ma non è mai così. Mi fa piacere citare tre libri lavorati nel 2017 che avrei amato molto anche da lettrice: Le cose che abbiamo perso nel fuoco di Mariana Enriquez, Il cuore degli uomini di Nickolas Butler e La bellezza è una ferita di Eka Kurniawan.

Qual è il libro non Marsilio sul quale avresti voluto lavorare?
Avrei voluto lavorare su tutti i libri non Marsilio che ho in casa. Sono tanti, troppi per citarne solo uno.

Qual è la cosa che più ti piace fare del tuo lavoro?
Amo il corpo a corpo con il testo, ne sono dipendente.

Qual è la cosa che più ti annoia fare del tuo lavoro?
In una casa editrice di medie dimensioni, sulla redazione si rovescia anche tanta burocrazia. Forse è l’unica cosa di cui farei a meno.

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Hai una norma redazionale che applichi a malincuore?
In redazione prendo le norme per quello che sono e non do giudizi di valore. Preferisco contestare il principio di autorità in altre sedi.

Qual è quell’errore (o refuso) che ti fa saltare i nervi?
Quello che non abbiamo visto e che il simpatico lettore segnala dopo l’uscita in libreria.

A tuo avviso, qual è la caratteristica più importante per chi fa un lavoro come il tuo?
Il lavoro del redattore moderno ha tante facce. Spesso case editrici diverse richiedono mansioni diverse. Un discorso a parte andrebbe poi fatto sulla vita agra del freelance, per la quale serve una vocazione al sacrificio che non auguro a nessuno. In generale, un redattore deve essere attento, meticoloso, colto (una qualità che spesso si sottovaluta), ma soprattutto deve amare il testo e sentire su di sé la responsabilità della sua cura.

Consiglia un libro che parla del tuo lavoro e che credi possa essere utile a chi voglia iniziare.
Severino Cesari, Colloquio con Giulio Einaudi (Einaudi).

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