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Scrittori maschi americani: 4 grandi protagoniste femminili + 1 libro senza personaggi donna

di Marta Ciccolari Micaldi (McMusa) a cura di Chiara M. Coscia Grandi donne raccontate da grandi uomini: 4 stupendi personaggi femminili + 1 romanzo che di donne non ne ha neanche una ma che le donne amano molto. Almeno alcune. 1. Clara in Lonesome Dove di Larry McMurtry (trad. Margherita Emo — Einaudi) In una classica epopea western dove si narra l’impresa di due leggendari ex ranger (Gus e Call) alla guida di una mandria che deve attraversare mezza America per andare dal Texas al Montana, compare Clara. Prima nei pensieri e nei ricordi di uno dei due uomini, poi nel capitolo più lungo dell’intero romanzo (un libro di più di 600 pagine). Larry McMurtry, il più grande scrittore texano vivente, interrompe il lungo cammino della mandria per portarci a casa di una donna tenace, aggrappata alla vita come alle redini dei cavalli che alleva, ironica, indipendente e profonda alla maniera del West. È nelle sue mani che l’autore ripone il destino di tutti quegli uomini rudi, anche i meno probabili. 2. April in Revolutionary Road di Richard Yates (trad. …

4+1 di Gianfranco Franchi

a cura di Luigi Loi Quattro libri italiani del Novecento o degli anni Zero “ingiustamente dimenticati” e uno da dimenticare: 700 battute a libro, spazi inclusi. Oreste Del Buono, La parte difficile, 1947. Nonostante l’Antimeridiano di qualche anno fa, Del Buono rimane abbandonato. Questo suo profondo romanzo, ex Mondadori, 1947, quindi Rizzoli, 1973, è il libro di due tabù nostrani: “il reducismo” e “come eravamo post bombardamenti”. Due argomenti fastidiosi per le patrie lettere. Il soldato torna a casa. Milano sembra un paese straniero: case distrutte, muri neri per gli incendi, fatiscenza, alberi sradicati. La porta di casa, tanto attesa, è a un passo. La famiglia si prepara ad abbracciarlo; qualcosa, tuttavia, s’è rotto. Il reduce non si riconosce più: è diventato un estraneo, è tormentato dall’abulia. Vuole soltanto restare a letto. Si restituirà all’alterità poco a poco, rovinosamente. Giani Stuparich, Colloqui con mio fratello, 1924. Tre edizioni, sin qua: l’originaria Treves, quindi una Garzanti, 1950, infine una Marsilio, 1985. Italo Svevo, scrivendo al critico francese Benjamin Crémieux, sosteneva che questo è “un libro che …

4+1 di Francesco Borrasso

di Luigi Loi 4+1 è una madeleine fatta di libri: ogni scrittore sceglie quattro fiction con i personaggi che hanno incarnato subito o rispecchiato lo spirito dei tempi; più il jolly: l’autofiction che negli ultimi dieci anni ha rispecchiato maggiormente questo Zeitgeist. L’autore di oggi è Francesco Borrasso. Samuel, protagonista del romanzo L’invenzione dell’amore di José Ovejero. Samuel è un attore contemporaneo. Incarna quell’individualismo che Bauman esprime attraverso il concetto di “società liquida”: fugge via da ciò che è continuo e durevole, i suoi giorni sono costellati da legami superficiali. Nel mondo odierno, basato su un consumismo che abbraccia anche i rapporti umani, le persone vengono considerate merce intercambiabile. Così, Samuel, simula di essere un’altra persona, si finge conoscente di una donna di nome Clara, che avrebbe potuto avere altri nomi, altre fattezze. A Samuel non interessa, se non come possibilità di evasione da una realtà inconsistente, in cui le persone sono come oggetti. Nedra, protagonista del romanzo Una perfetta felicità di James Salter. Nel mondo connesso, in cui la felicità si misura sulle reti …

Gli Editoriali. Giulia Taddeo

Redattori, social media manager, impaginatori, uffici tecnici, consulenti e ancora altri: sono loro gli Editoriali, persone che lavorano i libri prima che diventino libri. Chi sono, cosa fanno e come lo fanno: una serie di domande per scoprire qualcosa di più sui mestieri dell’editoria. Nata a Pisa nel 1981, Giulia Taddeo vive a Milano dove lavora all’ufficio stampa di SEM, di altri marchi del gruppo Feltrinelli (Feltrinelli Kids e UP, Gribaudo) e a LiberAria, per la collana di narrativa straniera d’avanguardia #PhileasFogg. Su instagram è @clumsyjules e su twitter @giuliataddeo Come hai iniziato e perché? L’animo da giullare e da piovra – come dice la mia amica Mariavittoria (mi piace pensare che intenda che ho tanti amici e conoscenti e sono brava a mettere in contatto le persone, e non che abbia un passato con il commissario Cattani) ce l’ho da sempre ma a questo lavoro mi sono avvicinata nel 2003 col primo stage formativo all’ufficio stampa della mostra Duccio. All’origine della pittura senese quando studiavo alla facoltà di Lettere a Siena. Dal 2005 – a …

Guadagnarsi la fiducia: l’editing secondo Andrea Pomella

di Marco Terracciano Qual è stata la tua prima esperienza con l’editing e cosa ti ha colpito? Il mio primo editing l’ho fatto con lo scrittore Gabriele Dadati su un saggio pubblicato da Laurana, 10 modi per imparare a essere poveri ma felici. Ho notato una differenza tra gli editor-scrittori e gli editor-editor, differenza che non è di qualità, ma di approccio al testo. Il punto di vista cambia profondamente. L’editor-scrittore conosce alcune sfumature dell’atto della scrittura, del modo in cui il mondo esterno ti entra dentro e tu attraverso il filtro interiore lo riporti nella pagina. Conosce quel meccanismo e riesce a comprenderti quasi un attimo prima che inizi a scrivere. L’editor-editor quella cosa in più ce l’ha in un’altra fase, non quando l’idea prende forma, ma nel momento immediatamente successivo. Hai qualche aneddoto da raccontare a proposito? Ti faccio l’esempio di quello che mi è successo durante l’editing di Anni luce. In quell’occasione il mio editor era Stefano Del Prete. È stato divertente perché ci siamo sentiti per la prima volta dopo che …

Ogni errore è un’occasione: l’editing secondo Carola Susani

Quando è avvenuto il tuo primo incontro con l’editing? Come l’hai vissuto? Si è modificato nel tempo? Com’è stata la prima volta e com’è oggi?   Avevo sedici anni, pubblicavo i miei primi racconti su una rivista palermitana, si chiamava «Perapprossimazione», una rivista diretta da Gaetano Testa, che veniva dalla Scuola di Palermo del Gruppo 63. Uno dei redattori, poi diventato mio grande amico, Francesco Gambaro, interveniva pesantemente sulle frasi, portando alle ultime conseguenze le mie scelte lessicali un po’ cerebrali, un po’ timide, così “circonvoluzioni della mente” diventava “circonvallazioni della mente”. E si apriva un mondo. È stata una scuola di possibilità. Oggi soffro molto la prima lettura dell’editor che non ha ancora preso le misure del libro, le domande sul testo che mi rivelano che qualcosa secondo me chiarissimo non è arrivato, che alcune chiavi del libro non risultano reperibili. Normalmente, in seconda lettura, si forma fra me e l’editor un’alleanza sicura: lui mi capisce e io accetto più di buon grado i consigli che finalmente anch’io mi spiego. Così è capitato con Fabio …

4+1: Anatomie di Giordano Tedoldi

di Luigi Loi 4+1 è una madeleine fatta di libri: ogni scrittore sceglie i quattro che più rappresentano le connessioni tra corpo e narrazioni, più uno, il jolly: il libro legato alla sua personale visione del corpo come territorio di confine tra potere e autodeterminazione, tra significati politici e ridefinizioni. L’autore di oggi è Giordano Tedoldi. Franz Kafka, Il processo Se fossi stato Orson Welles, alla richiesta di elencare i miei cinque libri favoriti sul tema corpo e identità avrei risposto: 1, Il processo di Kafka; 2, Il processo di Kafka; 3, Il processo di Kafka; 4, Il processo di Kafka; 5, Il processo di Kafka (questa parte è stata scritta senza fare uso del copia e incolla). Perché Orson Welles? Perché ha girato l’unico film tratto da Kafka che non fa vergognare il regista? Ma no, la verità è che gli invidio il modo sprezzante con cui si liberava di incombenze fastidiose, come le liste, con spirito e al tempo stesso rispondendo pertinentemente. Ma, seriamente, perché Il processo di Kafka? Per la scena – …

Per scrivere bene bisogna parlare tanto: l’editing secondo Demetrio Paolin

di Marco Terracciano Qual è, e quale è stata, la tua esperienza con l’editing? Io l’editing l’ho fatto e subito, nel senso che mi sono trovato da entrambi le parti del tavolo. Per dirla in poche parole, credo che l’editing sia come guardarsi allo specchio quando ti costringono, quando a un tratto qualcuno ti dice: “Guarda tu sei questa cosa qua!”, mostrandoti tutti i difetti che da solo avresti evitato di riconoscere. Il mio primo editing in assoluto è stato fatto su un testo di saggistica, non di narrativa. Pensavo quindi si trattasse solo di un affare di normalizzazione del testo, questione di virgole e cose di questo tipo. Non era così. È stato, invece, un mettermi di fronte ai difetti della mia scrittura che non pensavo di avere. Che tipo di difetti? Una delle cose che allora mi aveva colpito, per esempio, era il fatto che nella prima stesura ci fossero delle inflessioni provenienti dal parlato. Nel mio caso, l’uso della parola “forse”. La mia editor, Gaja Cenciarelli, mi disse: “Noi dobbiamo decidere, o …

Gli Editoriali. Anna Voltaggio (Nutrimenti)

Redattori, social media manager, impaginatori, uffici tecnici, consulenti e ancora altri: sono loro gli Editoriali, persone che lavorano i libri prima che diventino libri. Chi sono, cosa fanno e come lo fanno: una serie di domande per scoprire qualcosa di più sui mestieri dell’editoria. Anna Voltaggio è nata a Palermo, dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna si è trasferita a Roma dove vive e lavora. Dal 2017 è responsabile dell’ufficio stampa di Nutrimenti. Ha lavorato per Fazi Editore, L’Ancora del Mediterraneo/Cargo, Giulio Perrone Editore, Newton Compton, Elliot Edizioni. Ha ideato l’agenzia di comunicazione Totem Libri, dedicata ad autori e progetti editoriali, tramite la quale ha seguito e curato progetti di promozione alla lettura. Come hai iniziato e perché? Ho iniziato all’improvviso. Durante un corso di formazione sul lavoro editoriale ho seguito una lezione tenuta da Martina Donati che allora era la responsabile dell’ufficio stampa di Fazi Editore, sapevo a mala pena che ruolo fosse ma quella lezione mi ha entusiasmata. Poche settimane dopo Martina mi propose di fare uno stage con lei. Come e …

4+1: Anatomie di Tommaso Giagni

di Luigi Loi 4+1 è una madeleine fatta di libri: ogni scrittore sceglie i quattro che più rappresentano le connessioni tra corpo e narrazioni, più uno, il jolly: il libro legato alla sua personale visione del corpo come territorio di confine tra potere e autodeterminazione, tra significati politici e ridefinizioni. L’autore di oggi è Tommaso Giagni. John Howard Griffin, Nero come me, 1960 Classico dimenticato (in Italia) della non-fiction, è il diario di uno psichiatra bianco che alla fine degli anni Cinquanta, con l’aiuto di un dermatologo, cambiò la pigmentazione della propria pelle e da nero attraversò il profondo sud razzista degli USA. Da nero conobbe la segregazione, le ipocrisie, la disuguaglianza. Cambiare il proprio corpo per non riconoscersi e poter assumere davvero una nuova prospettiva. Inchiesta di un’attualità drammatica, che sarebbe il caso di riportare in libreria. Giovanni Boine, Il peccato, 1914 Altro testo un po’ nell’ombra della trascuratezza, Il peccato è modernissimo, pionieristico romanzo psicologico (in anticipo su Zeno, per dire) e contemporaneamente ricerca di corporeità, di un contatto fisico impedito da una …