4+1, interviste
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4+1: cartografia di Roma di Errico Buonanno

di Luigi Loi

4+1 è una madeleine fatta di libri: ogni scrittore ne sceglie quattro che più rappresentano la sua città e la sua terra, più uno, il jolly: il libro legato alla sua geografia sentimentale. L’autore di oggi è Errico Buonanno, e ci racconta Roma.

Cesare Pascarella, La scoperta dell’America e altri sonetti.
La scoperta di Roma inizia, per me, con La scoperta dell’America. Intendo il poemetto di Pascarella, che mio padre mi leggeva divertito e che, in una notte di luglio dei primi anni Ottanta, vidi recitare in una sorta di teatro-osteria all’aperto. Interpreti d’eccezione, Fiorenzo Fiorentini e la Sora Lella. Al termine della rappresentazione mi avvicinai a lei. Avrò avuto sei anni: “Sora Le’, è stata bravissima”. “Te so’ piaciuta? – mi disse – Allora damme ’n bacetto”. Grazie a Pascarella, io baciai la sora Lella.

Carlo Emilio Gadda, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana.
Poi la scoperta di Roma continuò. E continuò col Pasticciaccio di Gadda. Non tanto perché Roma è, per sua intima essenza, pasticcio e gnommero, confusione, contaminazione di dialetti, di lingue e di storie. Piuttosto, io per via Merulana ci passeggiavo alla ricerca del palazzo in cui il romanzo è ambientato, il Palazzo degli Ori. Ed è un palazzo che, come si sa, non esiste: la strada c’è, la città c’è, il palazzo no. Il Pasticciaccio mi insegnò la differenza tra la Roma reale e la Roma romanzesca. Tra il fantasma e la pietra solida.

Rocco Carbone, Libera i miei nemici.
Roma è fatta di incontri. E i libri si legano alle persone, ai momenti in cui li hai letti. I libri diventano vivi, e vivi restano. Crescevo, e Roma diventava per me la città degli scrittori che iniziavo a frequentare, la città della formazione, dei maestri e degli amici. Un libro, un autore: Rocco Carbone con il suo Libera i miei nemici. In cui c’è la città del carcere, della violenza, ma anche della speranza e della tenerezza che potevi leggere negli occhi di Rocco. Lui a Roma c’era venuto da lontano. E a Roma Rocco manca ancora.

Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo, Suburra.
Infine la Roma di oggi, la Roma che va raccontata a ogni costo. Perché è la Roma di sempre, dei traffici, del potere. La Roma senza più innocenza da macchietta, senza scuse.

Alberto Savinio, Ascolto il tuo cuore, città.
E poi il mio +1, che con Roma c’entra fino a un certo punto. Ma c’entra con me, che a Roma, da ragazzo, diventavo uomo. E che tra i giardini di quella strana isola universitaria che era ed è Villa Mirafiori imparavo a dare nomi alle cose con i libri di Alberto Savinio. E oggi, a ripensarci, mi sembra che quei libri parlino tutti di Roma. Di una città fuori dal tempo, in cui la classicità può irrompere in una stanza all’improvviso. E, con loro, posso dire: “Ascolto il tuo cuore, città”.

Errico Buonanno è nato a Roma. È uno scrittore e giornalista Rai. Ha pubblicato, tra gli altri, Piccola serenata notturna (Marsilio 2003, già vincitore della quattordicesima edizione del Premio Calvino), L’eternità stanca (Laterza 2012), La sindrome di Nerone (Rizzoli 2013), Vite straordinarie di uomini volanti (Sellerio 2018)

 

foto di copertina di giuseppe d’antonio

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