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Moda e fantascienza: l’immaginario di Rick Owens

di Claudia Vanti Alla vista dell’immagine iniziale della sfilata p/e 2022 di Rick Owens al Palais di Tokyo di Parigi (il 28 settembre scorso) chi scrive ha momentaneamente pensato che si trattasse di un fotogramma sottratto a scene inedite dell’ultimo Dune diretto da Denis Villeneuve. Esagerazione? Autosuggestione dettata dall’enorme quantità di reazioni e commenti al film appena uscito? L’ambientazione – l’indirizzo preferito di Rick Owens per la maggior parte delle sue sfilate –  ha scalinate e colonne imponenti, e statue di gusto modernista che fanno pensare a un palazzo imperiale o a delle vestigia di qualche civiltà sull’orlo della distruzione, o comunque a un luogo pronto a ospitare riunioni intergalattiche dall’esito incerto. O a fare da sfondo all’arrivo della casa Atreides su Arrakis/Dune, come gli edifici brutalisti e i soffitti altissimi che nel film dichiarano a gran voce la grandezza (del regime) e l’arroganza della nobiltà dominante. “Grandeur”, per dirla eufemisticamente. La regia della sfilata pensata per la diffusione via diretta streaming ha avuto, in più, il pregio di trasformare un pallido sole parigino di …

Quando siamo diventati americani? Intellettuali tra Italia-madre, America-amante e una Disneyland già conosciuta

di Marco Terracciano Mario Soldati e l’Italia-madre Nel 1929 un giovanissimo Mario Soldati (1906-1999) parte per gli Stati Uniti, in fuga dall’Italia fascista. L’occasione gli si presenta dopo aver conseguito la laurea in Storia dell’Arte, grazie a una borsa di studio alla Columbia University ottenuta per l’intercessione del suo relatore Lionello Venturi. Pronto a salpare a bordo del transatlantico Conte Biancamano (il momento dello sbarco sulle coste orientali degli States divenne, negli anni Venti e Trenta, un vero e proprio topos letterario), Soldati spera di lasciare per sempre il suo paese di origine e diventare un emigrato a titolo definitivo. Rientrerà in Italia nel 1931. I suoi resoconti americani saranno pubblicati sul giornale genovese «Il lavoro», poi raccolti nel 1935 nel volume America primo amore  per conto dell’editore Bemporad. Mario Soldati è l’ideatore e il realizzatore del primo reportage enogastronomico della televisione italiana, Viaggio lungo la Valle del Po alla ricerca dei cibi genuini, e già il titolo ci trasmette un po’ dello spirito ingessato e scolastico della RAI degli anni Cinquanta. Così appare sugli schermi …

Un lavoro benefico e doloroso: l’editing secondo Silvia Ferreri

intervista a cura di Marco Terracciano La madre di Eva (romanzo inserito nella dozzina finalista della passata edizione del Premio Strega) è il tuo esordio letterario: come hai vissuto l’esperienza dell’editing? Mi fa molto piacere parlarne, perché la mia esperienza è stata da un lato estremamente interessante, dall’altro piuttosto difficile. L’editing in sé non è stato invasivo, anzi, abbiamo lavorato di cesello. La struttura del libro è rimasta identica, così come i capitoli. Credo che se un lettore leggesse il prima e il dopo non noterebbe la differenza, almeno in termini di composizione interna. La verità, però, è che la differenza c’è ed è notevole, dal momento che è stato fatto un grande lavoro di pulizia e asciugatura su una scrittura peraltro come la mia già piuttosto secca e cruda. Ogni tanto c’era qualche scivolone, qualche voragine di poeticità che andava contenuta, un eccesso di enfasi in alcune scene chiave. Apparentemente un lavoro di questo tipo non sposta nulla, ma è chiaro che se si limitano certe ridondanze, certe cadute di stile, cambia completamente il …