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Non prenderla come una critica – Trilogia della catastrofe

Rodolfo Wilcock, nella prefazione alla Nube purpurea di Matthew Shiel, scrive che se all’interno di un opera di Émile Zola dovesse comparire un pesce volante l’intera struttura crollerebbe. Questa dichiarazione andrebbe osservata con la nostra consapevolezza di persone del ventunesimo secolo: i pesci volanti ci sono sempre stati, era Zola a censurarli. Più osserviamo la realtà nel dettaglio tanti più pesci volanti troviamo. Ce ne sono moltissimi nell’ultima raccolta di saggi dei tipi di effequ intitolata Trilogia della catastrofe. I tre autori sono Emmanuela Carbé, Jacopo La Forgia e Francesco D’Isa e si confrontano su tre diversi frammenti temporali: la fine, l’inizio e il durante del mondo. Tutti e tre seguono un leitmotiv, la catastrofe: uno dei metodi con cui si misura attualmente la realtà. Se nel Novecento questa misura era elitaria, e faceva percepire proprio Wilcock come un’avanguardia del fantastico, la catastrofe ha reso pure l’avanguardia popolare, tanto che Wilcock oggi si sposta di collocazione per andare nelle scienze statistiche: forse non avrebbe nulla da ridire, se non per la fatica del trasloco, dove …

Scrivo per cercare un mio posto fuori dai numeri

di Veronica Galletta Per tanti anni il mio rapporto con il mondo è stato mediato dai numeri. Ai numeri del resto ho dedicato gran parte della mia vita. I numeri ci sono sempre stati. Di me bambina ricordo un sogno, Topolino che si dondola su un’altalena sospesa nel nulla, tutto attorno fiori e numeri, numeri come stelline nel prato verde. Quando facevo il liceo, e non trovavo una soluzione, andavo a dormire apposta, perché gli studi di funzione mi venivano a trovare in sogno. E così ai primi anni dell’università. Quando ero molto stanca mi sognavo elevata alla n. Io nel letto sdraiata che dormivo, e sopra di me una grossa n. Dopo il liceo ho studiato ingegneria. Vista da qui, credo che dentro la scelta delle scienze applicate ci sia stato il mio primo tentativo, la voglia di specchiarmi fuori dalle mie stanze. In ogni caso, ingegneria era pur sempre un mondo di numeri, e anche una nicchia abbastanza comoda per contenermi tutta. C’era un che di esaltante nel modo in cui ho fatto …