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Gattopardi editoriali #7. Brutti, sporchi e cattivi

Pensiero più o meno diffuso vuole che l’editoria di un tempo fosse migliore di quella di oggi: libri più curati, maggior rispetto per gli scrittori, poco interesse per il profitto. Ma è davvero così o è solo la patina nostalgica di ciò che non abbiamo vissuto a farci sembrare tutto oro quel che in realtà è piombo (tipografico)? “Gattopardi editoriali” è la rubrica sull’editoria che cambia per restare (quasi) così com’è da sempre. Tra le lamentele che ritornano spesso nei discorsi intorno ai libri, un posto d’onore spetta a quella sulla sovrabbondanza di “libri brutti”: le case editrici, si dice, non fanno che inondare il mercato di opere inutili, scadenti, culturalmente riprovevoli (i più ingenui si spingono a dire che si dovrebbero pubblicare “solo capolavori”).Come abbiamo visto nella prima puntata dei “Gattopardi”, la lamentela ha radici antichissime e, praticamente, nasce insieme all’invenzione della stampa. Da allora, non ha mai smesso di essere feconda. Infatti, ancora (e già) nel Settecento e poi nell’Ottocento: È una questione ancora aperta se l’invenzione della stampa abbia contribuito al progresso delle lettere …

Galateo editoriale #3. Maiuscole, punteggiatura e possessivi.

Un dattiloscritto formattato male e poco curato dal punto di vista morfosintattico è un pessimo biglietto da visita: font minuscole, interlinee strette, doppi spazi, apostrofi al posto degli accenti, orrori grammaticali rivelano sciatteria e ineleganza. Fedele all’idea che la forma sia sostanza, il Galateo editoriale vi condurrà attraverso il bon ton della formattazione e correzione testuale, affinché nessuno possa guardarvi dall’alto in basso.   «Non esiste direttore editoriale che leggerebbe cinque pagine di un qualsiasi manoscritto battuto a macchina con tanta sciatteria, come sono stati battuti a macchina questi tuoi manoscritti. […] Una tale sciatteria fa capire a qualsiasi direttore editoriale, con un’occhiata a un paio di pagine, che tu non hai nessun rispetto sincero per la letteratura, nessun desiderio sincero di scrivere letteratura; che tu sei o di una stupidità senza limiti o di una sfacciataggine senza pari a presentare dei manoscritti battuti a macchina in modo tanto raffazzonato». A lamentarsi in maniera così diretta (e, diciamo, a nome di tutti i redattori, agenti letterari, editor e consulenti del futuro e del passato) era Jack London. A ben …

Galateo editoriale #2. Capitoli, paragrafi e numeri di pagina

Un dattiloscritto formattato male e poco curato dal punto di vista morfosintattico è un pessimo biglietto da visita: font minuscole, interlinee strette, doppi spazi, apostrofi al posto degli accenti, orrori grammaticali rivelano sciatteria e ineleganza. Fedele all’idea che la forma sia sostanza, il Galateo editoriale vi condurrà attraverso il bon ton della formattazione e correzione testuale, affinché nessuno possa guardarvi dall’alto in basso.   Nella prima lezione del Galateo ci siamo occupati di margini, font e interlinee. In questa seconda tratteremo invece della struttura del dattiloscritto. Se l’altra volta le parole chiave erano “ordine e leggibilità”, adesso saranno “ordine e organizzazione” (come vedete, l’ordine è qualcosa di molto apprezzato). Capitoli La struttura di un testo può andare da un minimo a un massimo di gerarchizzazione: possiamo avere un testo che non presenta divisioni in capitoli e paragrafi (per esempio un racconto lungo o un romanzo breve); oppure uno diviso in parti, sezioni, capitoli, paragrafi, sottoparagrafi eccetera (per esempio un saggio). Generalmente, un testo di narrativa è diviso in capitoli che possono essere titolati o semplicemente numerati (o nessuno dei due). …

Galateo editoriale #1. I margini, le font e l’interlinea

Un dattiloscritto formattato male e poco curato dal punto di vista morfosintattico è un pessimo biglietto da visita: font minuscole, interlinee strette, doppi spazi, apostrofi al posto degli accenti, orrori grammaticali rivelano sciatteria e ineleganza. Fedele all’idea che la forma sia sostanza, il Galateo editoriale vi condurrà attraverso il bon ton della formattazione e correzione testuale, affinché nessuno possa guardarvi dall’alto in basso.   Preambolo Nel corso degli anni ho avuto modo di leggere molti manoscritti (uso il termine  in un’accezione editoriale, ossia di copia d’autore dattiloscritta non ancora data alla stampa) e non ne ho mai trovati due che fossero uguali. Ovviamente non mi riferisco al contenuto ma alla “forma tipografica”: margini, font, interlinee, fino ad arrivare all’uso dei segni paragrafematici… Ogni manoscritto è un mondo a sé e, il più delle volte, è un mondo difficile da esplorare a causa di una formattazione del testo che rende la lettura (da parte di chi quel manoscritto deve valutarlo) difficoltosa e sfiancante. A ciò si aggiunge spesso l’abbondanza di refusi che smascherano una forma di sciatteria ancora …