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La divertentissima parodia che non vedremo mai: “Utopia” di Gillian Flynn

Quando Utopia di Dennis Kelly fece la sua comparsa sugli schermi era il 2013. Era un tempo in cui Game of Thrones aveva già animato eserciti di fan che viaggiavano in Nord Europa solo per andare a visitare la barriera. Più indietro negli anni, nel 1979, Jean Francois Lyotard parlava di grands récits e petit récits, e non sapeva né poteva immaginare che la sua analisi della “condizione” postmoderna sarebbe stata applicata, in futuro, anche alle serie TV. Da me.  Ecco, mi piace pensare che la fine di Game of Thrones abbia creato quel genere di spartiacque che Lyotard intercetta tra modernismo e postmodernismo, tra grandi narrazioni e grandi ideologie, e piccole narrazioni, destabilizzanti, parodiche, ripetitive e, tuttavia, fortemente innovative. Non è un giudizio di valore sulle serie pre e post GoT il mio (se ci fosse bisogno di specificarlo, sono un’amante della letteratura postmoderna), è solo una constatazione curiosa.  Era il 2013, dicevo, e scegliere una serie da vedere era questione di poco, non c’era bisogno di ore di scrolling su Netflix, bastava che …

Emilio Isgrò, Studio per Var ve Yok, 2010

Cosa farsene delle regole di scrittura

Perché le regole di scrittura piacciono? Molte delle persone che scrivono credono di avere in pugno la capacità di raccontare storie. Lo credono semplicemente in virtù del loro scrivere. La maggioranza prende un foglio e una penna, butta giù d’un fiato tutta la vicenda, si compiace del risultato, accende il computer per “ricopiare”, non rilegge, e invia a chiunque: case editrici, agenti letterari, amici di facebook. Per questo (ma non solo per questo) gli aspiranti scrittori vengono trattati nell’ambiente editoriale con malcelato disprezzo, atteggiamento che a essere onesti non cambia neanche verso quegli aspiranti che si pongono delle sane domande o di quelli che, addirittura, cercano delle risposte. Aprire la porta del proprio lavoro per offrirlo al pubblico fa un gran bene al mondo dell’editoria, di solito esclusivista, misterioso e superbo. È quindi bello che, per approfittare del desiderio di risposte, l’industria editoriale abbia plasmato una riconosciuta categoria da scaffale: quella dei libri che racchiudono consigli di scrittura, così come un tempo si faceva con gli aforismi. Agli aspiranti scrittori questi prodotti piacciono non solo perché desiderano apprendere le tecniche narrative, ma anche perché vogliono riconoscersi …