All posts tagged: chiara m. coscia

“È bello essere cattive”. Antieroi(Femmi)ne alla riscossa.

di Chiara M. Coscia Durante uno degli ultimi episodi di Masterchef Italia, uno dei partecipanti, tale Guido – che si è aggiudicato il vistoso ruolo del “più bravo” – dopo aver goduto della possibilità di mettere gli altri concorrenti in difficoltà, ha esposto candidamente davanti alle telecamere il pensiero: “È bello essere cattivi”. Una frase del genere, se non filtrata attraverso tutto il meccanismo di produzione dello show, può risultare fastidiosa, deprecabile anche. Tuttavia, si tratta di un’asserzione immediatamente comprensibile e totalmente coerente con il personaggio di Guido. C’è sempre l’antipatico-potenziale futura stella Michelin a Masterchef. Quello che poi, alla fine, vince. Fa parte del format della competizione accesa (solo in Masterchef Australia si amano tutti). E funziona benissimo, perché il pubblico brama gli antieroi. Anche in cucina, evidentemente. I personaggi sono specchio della società e della complessità di cui questa è portatrice, e se, a partire dal Novecento, risulta già impossibile chiuderli all’interno di una dicotomia fissa e stabile eroe/villain, l’acquisizione di complessità e umanità ha continuato a fare progressi che potremo definire “fisiologici”, …

Il mio corpo non è mai solo il mio: la rappresentazione narrativa dei disturbi del corpo

di Chiara M. Coscia Tutte le vite sono difficili a modo loro, ma c’è un livello di difficoltà ulteriore nelle vite di chi si trova impigliato in un disturbo alimentare che è arduo da chiarire a chi non è mai stato toccato, neanche da lontano, dalla questione. Un disturbo alimentare mina l’essere umano nella sua parte più animale e primaria: il nutrimento. Che si voglia parlare di dipendenza, malattia mentale, “una fase”, non si può prescindere dal fatto che stiamo parlando di cibo: qualcosa con cui tutti dobbiamo avere a che fare, ogni giorno, tutti i giorni, per tutta la durata dell’esistenza. La fame è il nostro primo congegno di sopravvivenza. Romperne il meccanismo è come camminare sul cornicione. Di notte. Sbronzi. Fame. Storia del mio corpo è il titolo del memoir di Roxane Gay che non ho letto l’anno scorso ma che ho finito ieri. È la storia di una violenza subita e di quella auto-perpetrata. Roxane viene condotta in un capanno nel bosco dal ragazzo “di buona famiglia” che frequentava a 12 anni e si …

“Quando si tratta di scopare siamo tutti bestie selvagge”. “The Deuce” e la riscrittura porno di Cappuccetto Rosso.

di Chiara M. Coscia Vi siete mai chiesti come mai abbiamo paura dei lupi? I lupi sono animali schivi, in Italia specie protetta che rasenta il rischio dell’estinzione, parenti prossimi di quello che consideriamo da sempre l’animale amico per eccellenza: il cane – eppure da sempre consideriamo il lupo come bestia selvaggia e feroce. Probabilmente la colpa è di Cappuccetto Rosso. Le fiabe, come i miti, i testi sacri e le leggende, sono i testi autoritari per eccellenza. E la scelta del termine – autoritario – non è esagerata. Sin dall’infanzia veniamo sottoposti – più o meno metodicamente, più o meno consapevolmente – a una serie di meccanismi di modellizzazione veicolati in questi racconti che cominciano e finiscono tutti allo stesso modo, che sono corredati da immagini bidimensionali senza tempo, ambientati in luoghi inesistenti, e che hanno il preciso scopo di insegnarci come stare al mondo. Le principesse sono tutte bellissime e bionde, e quando sono more hanno la pelle bianca come il latte. I principi sono tutti coraggiosi e forti. E le bambine che …