All posts tagged: lingua

I dialoghi, il doppiaggio e la credibilità (che nulla ha a che vedere con la realtà)

«Quanti anni hai detto di avere?» «Sette e mezzo.» «Sbagliato! Non l’hai mai detto!» «Credevo volessi dire quanti anni ho.» «Se avessi voluto dirlo, l’avrei detto.» Humpty Dumpty e Alice, Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, Lewis Carroll. Faccio parte di quella schiera di persone che traggono piacere dalla visione di un film o di una serie solo se questi non sono doppiati. Sia che si tratti di un prodotto la cui versione originale è stata girata in una lingua che comprendo e della quale colgo ogni sfumatura, sia che si parli un idioma che mi costringe a saltare compulsivamente tra sottotitoli e immagini, l’imperativo è categorico: non riesco a guardare nulla di doppiato. Il mio problema con il doppiaggio riguarda più punti di vista e coinvolge diversi livelli di godimento dell’opera: ha a che vedere con quella che percepisco come la sua autenticità e, soprattutto, con la sua credibilità. Mi disturbano le voci artefatte dei (pur bravi) doppiatori; i suoni eccessivamente puliti, i tentativi degli adattatori di replicare, con risultati talvolta improbabili, degli …

La lingua imperfetta

di Mira Costanzo Tempo fa ho scambiato qualche messaggio con un mio ex studente tedesco, tornato a Roma per una breve vacanza, e quando mi sono complimentata perché mi sembrava che il suo italiano fosse migliorato, lui ha risposto: «Al bar mi hanno portato un caffè corretto dopo che avevo chiesto un caffè e un cornetto! Saper scrivere non è saper parlare!». No, infatti. Imparare una lingua significa lavorare sulla comprensione orale, sulla comprensione scritta, sulla produzione orale, sulla produzione scritta e sull’interazione orale, ed è difficile raggiungere lo stesso livello su tutti i fronti. Da un punto di vista strettamente pragmatico, saper scrivere non è l’abilità più importante. Secondo uno studio di Wilga M. Rivers e Mary S. Temperley (“A Practical Guide to the Teaching of English as a Second or Foreign Language”, Oxford University Press, New York, 1978), l’attività linguistica di un adulto medio è così suddivisa: il 45% del tempo è dedicato ad ascoltare, il 30% a parlare, il 16% a leggere e il 9% a scrivere. Ciò di cui si ha …

il nido degli stereotipi linguistici

Andrea è il mio primo figlio. Io sono figlia unica. Non sono cresciuta con cugini o cugine; non ho avuto particolari amici d’infanzia. Le mie amiche e le parenti femmine della mia età, non hanno ancora figli. Di bambini so molto poco. Quello che so, è che da quando Andrea va al nido ascolto molte considerazioni, spiegazioni e illuminazioni sparse: «Ogni bambino è a sé» «I bambini piccoli dovrebbero stare con le mamme» «I bambini devono andare a scuola e stare con gli altri bambini» «Signora, finge di piangere!» «Tra qualche tempo non vorrà più andare via» «Mio figlio non riesce a staccarsi da me» «Mio figlio vuole stare solo in braccio a me» «Nooo, mio figlio nooo» «I bambini sono tutti uguali» «È che ora comincia a cacciare il carattere» «Mio figlio sa molto bene quello che vuole» «Signora, bisogna lavare sempre le mani e proteggere il bambino dai virus» «Metteteli a terra! Devono fare gli anticorpi!» «Mamme, e allora? La smettiamo o no con questo allattamento?» «Il latte materno fino ai tre anni …