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Scrivo perché riconosco la compagnia di un’ombra che mi cammina a fianco

di Eduardo Savarese Ho fatto la quarantena in casa con Lisetta e Rodrigo, i miei gatti. Poiché sono attratto da tempo dalla vita claustrale o, per meglio dire, monacale (soprattutto per quanto attiene alla regolarità del ritmo quotidiano), ho preso la palla al balzo e ho cercato di organizzare la mia giornata-tipo come quella di un monaco. Dopo un po’ di attività fisica, lavoro e preghiera. Nel lavoro, molti studio e lettura. Partiamo dalla preghiera/meditazione (seduto in silenzio per unità temporali di trenta minuti con una candela accesa e ben coperto, ma scalzo). Dopo le prime settimane più misticheggianti, è sopravvenuta la fatica di liberarmi dal peso dei pensieri (di ogni genere). Insomma, più la quarantena procedeva, più sentivo ingombrante il mio io. Più meditavo, più mi appesantivo. Come mai? Credo la risposta sia nell’eccesso di solitudine: sono gli altri che scavano uno spazio in noi, gli altri che ci forniscono gli strumenti per trovare le parole, per raccontare la vita. Quindi ho bisogno degli altri, e dei corpi degli altri, per fondare un equilibrio …

Non prenderla come una critica – Taccuino delle piccole occupazioni di Graziano Graziani

La vertigine di catalogare Il protagonista di questo romanzo è Girolamo, e forse ha un problema di memoria. Il condizionale è d’obbligo, visto che anche i suoi interlocutori sono dubbiosi in proposito: mi deve scusare, avevo premesso che questa cosa le sarebbe sembrata assurda, ma sa, ero venuto qui per un problema di memoria, i ricordi che ho nella testa mi si mescolano e non riesco più a metterli in fila. È un bel problema, fece lui, ma io non so se posso esserle utile. Non lo so neanch’io, dissi, perdendo il filo, ma poi gli chiesi, Perché, di cosa si occupa? pg 202 Girolamo è nato il 29 febbraio, un giorno che esiste solo ogni quattro anni: «ha un nome importante. Si chiama Girolamo Girolimoni, come il mostro di Roma». Forse ha un sosia, un doppio nato anche lui il 29 febbraio, nello stesso ospedale, nella stessa città e alla stessa ora. Forse ha amato e continua ad amare una donna di nome Viola. Non continuo. Si sappia solo che Il taccuino delle piccole …