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L’ultimo romanzo di Domenico Starnone

di Marco Terracciano C’è qualcosa che non quadra nell’ultimo romanzo di Domenico Starnone. Annunciato come il terzo capitolo della trilogia ideale inaugurata con Lacci e proseguita con Scherzetto, Confidenza riprende molti degli schemi narrativi dei suoi due predecessori. È un romanzo breve (140 pagine), ha una struttura tripartita, gioca sul cambio dei punti di vista. Al centro della storia c’è il tipico uomo starnoniano, un uomo alla mercé delle donne, burattino «giulivo» manovrato da mani sempre sapienti. Eppure qualcosa non torna, aleggia una strana calma apparente durante la lettura. Non è una brezza tiepida che soffia sulle macerie di una guerra. Se così fosse sarebbe uno schema riconoscibile perché molti suoi romanzi giocano col contrasto tra equilibrio e disordine. No, è proprio la guerra la grande assente, meno allegoricamente la dimensione della violenza e della lacerazione. L’ultimo romanzo di Domenico Starnone non è un romanzo violento, e questa è veramente una novità. Cambio di tono Facciamo un passo indietro. C’è un momento preciso nella carriera di Starnone in cui la violenza diventa uno dei temi …

Lacci di Domenico Starnone: un romanzo che sa di racconti

  Il nuovo, bellissimo, romanzo di Domenico Starnone s’intitola “Lacci” e racconta lo stare insieme. Non l’amore, non la coppia, non il matrimonio, ma: frequentare la vita insieme, che in alcuni casi prevede anche separarsi e poi ritornare, senza che questo significhi ritrovarsi. Il romanzo ha una struttura che in ogni parte evoca la forma del racconto; com’è ovvio non la duplica fedelmente, ma ne suggerisce di continuo il legame: questo è un pezzo a sé; questa scena si basta da sola; qui puoi anche fermarti per un po’, c’è tutto quello che bisogna sapere. È composto di tre parti, e queste parti non si chiamano Parti, ma Libri (storie con un inizio e una fine): Libro primo; Libro secondo; Libro terzo. Il “Libro primo” è il più affascinante e il più tecnico del romanzo: la voce narrante di Vanda, la moglie lasciata, costruisce il periodo della rottura del matrimonio attraverso 12 lettere indirizzate al marito fedigrafo. Starnone fa qui in maniera magistrale un’operazione a metà tra “La voce umana” di Jean Cocteau e “Caro …