All posts tagged: scrittrici

La prima cosa scritta

5 domande a partire da una fotografia: quella del primo testo scritto. Le prime parole delle quali scrittrici e scrittori hanno deciso di fare qualcosa, o quelle che hanno mostrato loro che scrivere era ciò che volevano davvero (e in cui davvero riuscivano). La svolta nella loro formazione, anche se in un momento iniziale, e nel loro percorso autoriale. A cura di Francesca de Lena. Intervista di Francesca Ceci. Risponde Azzurra D’Agostino. Questa è la prima pagina di un lungo poemetto scritto di getto nel 2002, poi pubblicato per I Quaderni del battello ebbro l’anno seguente, in una plaquette dal titolo dialettale che significa: “Da nessuna parte”. Cosa questa foto racconta del testo e cosa racconta di te?Questa foto racconta il primo testo in cui ho capito che era successo qualcosa. Che avevo intravisto una traccia per terra, o sentito un suono che guida, o la lucina nel bosco buio. Da molti anni, o forse per la prima volta, non conducevo io un testo, non ero presente sulla pagina, ma ero in ascolto totale. Quello …

Scrivo perché sono venute a trovarmi le storie e ho capito di farne parte

di Barbara Fiorio È iniziato tutto quando ero piccola: sono venute a trovarmi le storie e ho capito di farne parte. Le storie delle fiabe, dei fumetti, dei cartoni animati, dei film, dei dischi, quelle inventate da papà, quelle viste a teatro con la mamma (fin da quando andavo all’asilo). Tutte le storie. Parlavano la mia lingua, erano vecchie amiche, ci capivamo. Di televisione, a casa, ce n’era una, era per i grandi e comunque dopo il Carosello dovevo andare a dormire (storie anche nel Carosello!). Però casa mia era piena di libri: mi venivano letti e presto, quando ho imparato a leggere, ho avuto anche io la mia libreria personale. Mi piaceva stare con gli altri, giocare, fare sport, andare a scuola, certo, però le storie, eh, quelle erano il rifugio, la ricarica, il mio spazio personale. Erano porte che mi conducevano in altri mondi, e non c’erano confini. Scriverne è stato immediato e naturale, ho cominciato a farlo dal primo momento in cui ho imparato a usare l’alfabeto e la penna. Scrivevo storie …

Tre donne, due sguardi, una sola lettura comune.

Riflessione a quattro mani di Valentina Grotta e Chiara Marianna Coscia sul saggio di Lisa Taddeo. In una scena della seconda stagione della serie Peaky Blinders, Polly si trova faccia a faccia con l’uomo che l’ha aggredita sessualmente, intenzionata a sparargli. Questi, per convincerla a non farlo, le sussurra “Una parte di te…”, suggerendo che qualcosa dentro di lei, in un modo oscuro e misterioso, desiderava quello che è successo. Lei risponde “Io non ho parti!”. Cosa c’entra questo con Tre donne di Lisa Taddeo? Sembra niente, ma c’entra tutto, perché è oramai tema ricorrente in tutti i prodotti di fiction odierna ritrovarsi a fare i conti con scene come questa. Nel libro della Taddeo, edito da Mondadori, lo vediamo nel trattamento che riceve una delle protagoniste, Maggie, in tribunale durante il processo del professore con cui ha avuto una storia, nello sguardo delle altre donne nel gruppo d’ascolto quando Lina dichiara pubblicamente di avere un amante, nel modo in cui Sloane si osserva attraverso lo sguardo altrui. Siamo abituati così tanto a veder raccontate …