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Respiro n° 2 – prima di cominciare: la direzione da dare all’editing

Ho dato ai corsisti di Apnea due settimane di tempo per leggere integralmente il romanzo “Il valore affettivo” di Nicoletta Verna. Leggere come si era già detto in Respiro n°1 e dunque con fogli, penne e domande in testa, all’erta e concentrati, e non come si è abituati a fare da lettori per passione. Ognuno di loro ha organizzato un piccolo discorso intorno alle cose da rivedere e da fare per migliorare il romanzo. Io ho aggiunto le mie. Ne è venuta fuori una lista molto concreta e particolareggiata, ma che spogliata di tali riferimenti concreti e particolareggiati può essere utile a ragionare sulla composizione dei romanzi in generale, e non solo di quello a cui lavoriamo noi. Eccola qui, compattata in 10 punti: Capire perché la divisione in parti del testo è fatta proprio così e non in un altro modo Tenere a mente l’importanza della descrizione e dell’atmosfera Gestire consapevolmente il narratore inattendibile Costruire personaggi coerenti senza dimenticarsi l’importanza dei chiaro-scuri Chiedersi quanto si sia capaci di gestire le derive psicologiche dei personaggi …

Workshop: Come leggere un romanzo

Come si capisce se una storia c’è o non c’è? Quali sono le cadute che rivelano una scrittura acerba? Da cosa si riconosce una buona promessa di romanzo? A queste e ad altre domande risponderà il workshop “Come leggere un romanzo” condotto da Francesca de Lena, editor indipendente e agente letteraria. Durante il workshop scoprirai che possono bastarti 20 cartelle per identificare una scrittura e/o una storia sulla quale vale la pena investire il tuo tempo di lettore o professionista. Per farlo, ti eserciterai su testi di narrativa italiana inediti e analizzerai con occhio tecnico pagine di libri-maestri pubblicati. Di cosa parliamo? Di come e in base a che cosa scegliere il romanzo da continuare a leggere Di cosa è possibile scovare nelle prime 20 cartelle di un testo Di dove cercare gli indizi della buona scrittura Di come capire se c’è potenzialità e, se c’è, di come rimediare ai problemi Quando e dove? Sabato 5 maggio dalle 16:00 alle 19:00 Domenica 6 maggio dalle 10:00 alle 13:00 6 ore di laboratorio via skype, quindi …

La tua storia non è la mia

Io e mio figlio Andrea siamo in macchina, è appena finita la sua giornata all’asilo, lo riporto a casa, ci lamentiamo del sole che rimbalza sul parabrezza e ci acceca. Andrea dice: Mannaggia mamma, questo sole lo dobbiamo fare grigio. Io rispondo: Ma no, che tristezza il sole grigio. Andrea scoppia a piangere. Gli chiedo che succede, ma lui va avanti a singhiozzi così forti che sono costretta a fermare la macchina, raggiungerlo sul seggiolino e stringerlo forte: gli faccio ‘nzù ‘nzù nelle orecchie, gli asciugo le guance con i baci, gli do un po’ d’acqua. Prova a spiegarmi che a lui il sole grigio piace, perché è bello, perché così non dà fastidio. Perché non vuoi fare il sole grigio con me? mi dice. Sono così mortificata che non faccio di meglio che perpetrare la mia ostinazione: hai ragione, a mamma, è solo che pensavo che con il sole grigio venisse la pioggia, e a noi non piace quando piove – e sbaglio di nuovo, perché Andrea dice a me la pioggia piace, e …

La verità vi prego: non lasciare il lettore a zonzo nella scena

Cara Deborah,

c’è una cosa molto importante da tenere presente quando si scrive una storia ed è il tempo massimo della sospensione. I lettori amano essere accompagnati tra misteri e svelamenti, ma a patto che non vengano lasciati in mezzo alla scena, confusi, per troppo tempo. Trascinarli di pagina in pagina senza chiarire loro quello che accade, farli rimbalzare da una mezza verità all’altra, li spazientisce e ritarda l’immedesimazione.