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Gli scrittori italiani parlano troppo dei loro padri?

di Marco Terracciano Il 29 Dicembre scorso, Antonella Cilento scrive su Repubblica un articolo intitolato: C’era una volta la letteratura, oggi solo libri senza stile: Ognuno ci racconta dei suoi genitori scomparsi e della strada a ritroso che si fa per capirli e capirsi, di come ha avuto un figlio (ohibò, ho partorito), di come si è ammalato di tumore (caspita, si muore? L’ultima parola sulla questione l’aveva scritta un certo Tolstoj ma non importa), di come è difficile tessere relazioni (e mica tutti abitano a Cime tempestose, al massimo in un’ordinata periferia dove si gioca a playstation), di come è difficile essere padri, se si vuol restare bambini (e anche Barrie ha vissuto invano). Analizziamo questo passaggio. La prima cosa che salta all’occhio è l’avversione del critico verso una precisa tendenza della letteratura italiana contemporanea. «Ognuno» a inizio frase sta per: gli scrittori di oggi sono indistinguibili; «ci racconta dei suoi genitori scomparsi» sta per: ci rende partecipi dei fatti suoi; le citazioni in sequenza di Tolstoj, Cime tempestose, James Barrie stanno per: è …

Guadagnarsi la fiducia: l’editing secondo Andrea Pomella

di Marco Terracciano Qual è stata la tua prima esperienza con l’editing e cosa ti ha colpito? Il mio primo editing l’ho fatto con lo scrittore Gabriele Dadati su un saggio pubblicato da Laurana, 10 modi per imparare a essere poveri ma felici. Ho notato una differenza tra gli editor-scrittori e gli editor-editor, differenza che non è di qualità, ma di approccio al testo. Il punto di vista cambia profondamente. L’editor-scrittore conosce alcune sfumature dell’atto della scrittura, del modo in cui il mondo esterno ti entra dentro e tu attraverso il filtro interiore lo riporti nella pagina. Conosce quel meccanismo e riesce a comprenderti quasi un attimo prima che inizi a scrivere. L’editor-editor quella cosa in più ce l’ha in un’altra fase, non quando l’idea prende forma, ma nel momento immediatamente successivo. Hai qualche aneddoto da raccontare a proposito? Ti faccio l’esempio di quello che mi è successo durante l’editing di Anni luce. In quell’occasione il mio editor era Stefano Del Prete. È stato divertente perché ci siamo sentiti per la prima volta dopo che …

Per scrivere bene bisogna parlare tanto: l’editing secondo Demetrio Paolin

di Marco Terracciano Qual è, e quale è stata, la tua esperienza con l’editing? Io l’editing l’ho fatto e subito, nel senso che mi sono trovato da entrambi le parti del tavolo. Per dirla in poche parole, credo che l’editing sia come guardarsi allo specchio quando ti costringono, quando a un tratto qualcuno ti dice: “Guarda tu sei questa cosa qua!”, mostrandoti tutti i difetti che da solo avresti evitato di riconoscere. Il mio primo editing in assoluto è stato fatto su un testo di saggistica, non di narrativa. Pensavo quindi si trattasse solo di un affare di normalizzazione del testo, questione di virgole e cose di questo tipo. Non era così. È stato, invece, un mettermi di fronte ai difetti della mia scrittura che non pensavo di avere. Che tipo di difetti? Una delle cose che allora mi aveva colpito, per esempio, era il fatto che nella prima stesura ci fossero delle inflessioni provenienti dal parlato. Nel mio caso, l’uso della parola “forse”. La mia editor, Gaja Cenciarelli, mi disse: “Noi dobbiamo decidere, o …

Quando siamo diventati americani? Intellettuali tra Italia-madre, America-amante e una Disneyland già conosciuta

di Marco Terracciano Mario Soldati e l’Italia-madre Nel 1929 un giovanissimo Mario Soldati (1906-1999) parte per gli Stati Uniti, in fuga dall’Italia fascista. L’occasione gli si presenta dopo aver conseguito la laurea in Storia dell’Arte, grazie a una borsa di studio alla Columbia University ottenuta per l’intercessione del suo relatore Lionello Venturi. Pronto a salpare a bordo del transatlantico Conte Biancamano (il momento dello sbarco sulle coste orientali degli States divenne, negli anni Venti e Trenta, un vero e proprio topos letterario), Soldati spera di lasciare per sempre il suo paese di origine e diventare un emigrato a titolo definitivo. Rientrerà in Italia nel 1931. I suoi resoconti americani saranno pubblicati sul giornale genovese «Il lavoro», poi raccolti nel 1935 nel volume America primo amore  per conto dell’editore Bemporad. Mario Soldati è l’ideatore e il realizzatore del primo reportage enogastronomico della televisione italiana, Viaggio lungo la Valle del Po alla ricerca dei cibi genuini, e già il titolo ci trasmette un po’ dello spirito ingessato e scolastico della RAI degli anni Cinquanta. Così appare sugli schermi …

Un lavoro benefico e doloroso: l’editing secondo Silvia Ferreri

di Marco Terracciano La madre di Eva (romanzo inserito nella dozzina finalista della passata edizione del Premio Strega) è il tuo esordio letterario: come hai vissuto l’esperienza dell’editing? Mi fa molto piacere parlarne, perché la mia esperienza è stata da un lato estremamente interessante, dall’altro piuttosto difficile. L’editing in sé non è stato invasivo, anzi, abbiamo lavorato di cesello. La struttura del libro è rimasta identica, così come i capitoli. Credo che se un lettore leggesse il prima e il dopo non noterebbe la differenza, almeno in termini di composizione interna. La verità, però, è che la differenza c’è ed è notevole, dal momento che è stato fatto un grande lavoro di pulizia e asciugatura su una scrittura peraltro come la mia già piuttosto secca e cruda. Ogni tanto c’era qualche scivolone, qualche voragine di poeticità che andava contenuta, un eccesso di enfasi in alcune scene chiave. Apparentemente un lavoro di questo tipo non sposta nulla, ma è chiaro che se si limitano certe ridondanze, certe cadute di stile, cambia completamente il ritmo del romanzo. …