All posts tagged: Umberto Eco

Prima e dopo la pubblicazione: come cambia un romanzo

Due anni fa Valentina Durante stava cercando un editore per il suo romanzo Afrodia e, nel frattempo, chiedeva pareri ai suoi contatti Facebook. Io non la conoscevo, ma qualche mese prima avevo letto questo suo racconto sulla rivista Vibrisse e per diversi giorni mi ci ero arrovellato su. Così, come accade ai lettori che si sentono in confidenza con gli autori dopo averne condiviso l’immaginario, mi sentii in diritto di chiederle il file word di quel romanzo. Lei fu paziente e me lo inviò. La proibizione, uscito poi nel 2019 per Laurana, è la versione definitiva di quella prima versione che potei leggere in anteprima. Avere l’occasione di confrontare due versioni di uno stesso romanzo, quella edita e quella inedita, aiuta a capire come la stessa storia possa essere raccontata in modi apparentemente simili, ma profondamente diversi. Mettetevi comodi e cercate di seguirmi. 1. Un kimono verde smeraldo Poche battute sulla trama di La proibizione: due donne, Leni e zia Eleonora, vivono nella stessa casa e sono legate da un rapporto morboso di reciproca dipendenza. La prima ha …

4+1 di Gianfranco Franchi

a cura di Luigi Loi Quattro libri italiani del Novecento o degli anni Zero “ingiustamente dimenticati” e uno da dimenticare: 700 battute a libro, spazi inclusi. Oreste Del Buono, La parte difficile, 1947. Nonostante l’Antimeridiano di qualche anno fa, Del Buono rimane abbandonato. Questo suo profondo romanzo, ex Mondadori, 1947, quindi Rizzoli, 1973, è il libro di due tabù nostrani: “il reducismo” e “come eravamo post bombardamenti”. Due argomenti fastidiosi per le patrie lettere. Il soldato torna a casa. Milano sembra un paese straniero: case distrutte, muri neri per gli incendi, fatiscenza, alberi sradicati. La porta di casa, tanto attesa, è a un passo. La famiglia si prepara ad abbracciarlo; qualcosa, tuttavia, s’è rotto. Il reduce non si riconosce più: è diventato un estraneo, è tormentato dall’abulia. Vuole soltanto restare a letto. Si restituirà all’alterità poco a poco, rovinosamente. Giani Stuparich, Colloqui con mio fratello, 1924. Tre edizioni, sin qua: l’originaria Treves, quindi una Garzanti, 1950, infine una Marsilio, 1985. Italo Svevo, scrivendo al critico francese Benjamin Crémieux, sosteneva che questo è “un libro che …

La letteratura, che non va bene quando è scritta dagli altri

Tanti anni fa durante la lezione di un laboratorio di scrittura consigliarono questo libro: “I dieci comandamenti di uno scrittore” di Stephen Vizinczey. Chi lo consigliò disse: Non fate caso al brutto titolo da lista banalizzante, respingente, da blog (la parola blog era ancora spesso accompagnata da una smorfia di disprezzo), perché in realtà dentro ci sono scritte cose di altissima levatura morale e letteraria. All’epoca io prendevo dal discorso sulla letteratura tutto quello che potevo prendere, e anche compravo tutti i libri che potevo comprare, così comprai anche questo. Lo avrò poi solo sfogliato qua e là, nel corso del tempo, ma mai letto per bene. Lo sto leggendo adesso. Non sono più una ragazzina e non sono più alla ricerca di maestri, anche se ne ho. So però che sono fallibili – eccome se lo sono – e so che le liste da blog possono racchiudere analisi tra le più interessanti mentre un libro cartonato di un autore con un nome impossibile da pronunciare non è assicurazione di alcunché. E dunque. photo by …

Scrivere racconti a scuola di judo

Andando ogni giovedì in edicola troverete – in abbinamento al Corriere della Sera – i volumi della collana La scuola del racconto curata dallo scrittore Guido Conti. La bellezza di questa collana sta nell’idea di proporre con semplicità due fondamenti base per imparare a scrivere. Il primo è che per imparare a scrivere bisogna imparare a leggere. Il secondo è che per imparare a scrivere bisogna imparare a leggere racconti. Un’altra cosa bella di questa collana è che non ha paura di usare la parola ‘scuola’ e, di conseguenza, non ha paura di ammettere quello che questa parola vuol significare: tutti, o quasi tutti, possono imparare a scrivere una storia che funzioni. Questa cosa pare che, finalmente, si cominci a dare per scontata anche in Italia. Raccontare è un’attitudine che abbiamo insita come essere umani, proprio come comunicare. Volevamo parlare, ci hanno insegnato l’alfabeto; volevamo lasciarci dei messaggi, ci hanno insegnato a scrivere. Vogliamo raccontare, ci possono insegnare a farlo. A patto, ovviamente, che ci mettiamo a studiare. Il metodo di studio che s’impara con …