4 Comments

  1. Pingback: L’aspirante scrittore e la penultima puntata di True detective | dear luka

  2. SimoneGhelli says

    Scusami se mi permetto di commentare, ma non mi trovi d’accordo (almeno non in generale). Credo che dipenda innanzitutto dal piano dell’opera, se insomma in questa prevalga ad esempio il piano della trama oppure no. In ogni caso, perché dovrebbe essere inutile a priori mettere in testa al proprio personaggio una domanda del tipo “Sarebbe mai riuscita a dimenticare, a passare oltre quell’anno terribile in cui la sua vita era stata devastata da un uomo che non la meritava?” Se ad esempio la trama prevede di raccontare quello che accade nei 10 anni successivi e l’autore decide di non spiegare questo evento, ma soltanto di farci capire che il personaggio viene da un anno terribile senza poi descriverlo, non vedo perché questa soluzione non dovrebbe funzionare. Certo, poi concordo con te che mettere in testa al personaggio tutta una serie di domande in fila ha poco senso, ma quello è un esempio un po’ al limite…

    Mi piace

    • Ciao Simone, non ti scusare! I commenti sono qui apposta!
      Io nell’articolo volevo parlare proprio della serie di domande in fila, che non ha senso mettere perché appiattisce la narrazione, “spiega” troppo e annoia. A dir la verità volevo fare un esempio ancora più brutto di quello che ho scritto, ma non ci sono riuscita. In ogni caso, ti assicuro, non è per niente un esempio al limite. Direi che è quasi la norma, tra gli aspiranti scrittori.

      Mi piace

  3. Marco Amato says

    Ho scoperto True Detective da poco. Ho visto il quarto e il quinto episodio. Grazie all’on demand adesso il primo e il secondo. Come alcune serie di qualità Usa può insegnare molto nell’arte della narrazione. Appena arriverò al settimo ripenserò a questo articolo per comprendere meglio il tuo giudizio sul funziona ma non è bello.

    Ma il punto sono le domande in sequenza.
    Questo è quello che combina Buzzati nel Deserto dei tartari:
    “E dietro, che cosa c’era? Di là di quell’inospitale edificio, di là dei merli, delle casematte, delle polveriere, che chiudevano la vista, quale mondo si apriva? Come appariva il regno del Nord, il pietroso deserto per dove nessuno era mai passato? La carta – ricordava vagamente Drogo – segnava al di là del confine una vasta zona con pochissimi nomi, ma dall’alto della fortezza si sarebbe visto almeno qualche paese, qualche prato, una casa, oppure soltanto la desolazione di una landa disabitata?”
    Sicuramente sono poco eleganti, ma possono essere efficaci. Il problema è saperli gestire con sapienza narrativa, cosa non facile per l’aspirante. Richiede talento, ma soprattutto esperienza. Lo scivolone è molto probabile.

    Dal mio punto di vista queste catene sono poco emotive perché se le pone il personaggio e non il lettore. Meglio creare la situazione della domanda e farla percepire al lettore. Se crei la situazione, rimarcarla dopo è un errore, crei ridondanza o sminuisci la consapevolezza di chi legge. Illuminante in tal senso un tuo precedente post: fidarsi del lettore.

    In questi casi preferisco di gran lunga la soluzione di Manzoni. Una domanda secca e capitale.
    Don Abbondio di fronte ai bravi ti brucia con:
    “Che fare?”
    Tornare indietro o affrontarli. Questo tipo di domanda non è del personaggio ma per il lettore. In qualche modo chi legge diventa partecipe dell’interrogativo. Tu che faresti sapendo quando il don è fifone e quanto sono bravi quelli?

    Escamotage ottimo per tirare per la giacchetta il lettore, pardon per la berretta…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...