All posts tagged: Richard Yates

Il realismo vive, e si chiama Richard Yates

Sono anni che ascolto annoiata le teorie anti-realiste. I dottissimi perché che scommettono sulla morte del “romanzo borghese” in favore ora della parodia, ora della distopia, ora dei plus-mondi, ora del racconto dell’antropocene, e ora di chissà quale categoria stagionale di cui il “dopo tutto questo” (l’emergenza covid) ci convincerà. La maggior parte delle volte il disprezzo per il realismo nasce da un accumulo di pranzi-di-famiglia, traumi-del-corpo, liti-di-coppia e tropi vari di cui effettivamente il realismo si serve non sempre con onore. Una messa in scena del chi siamo nella nostra vita reale: siamo insieme buoni e cattivi, coraggiosi e ignavi, traditori e pronti alla morte. Compiamo azioni positive e azioni negative dunque le compieranno anche i nostri personaggi. Tutto questo guardarsi e ricopiare non è allettante. Quando capita, il realismo delude. Ma giudicare un’arte dalle prove artistiche poco riuscite non è un esercizio corretto e in più crea un grosso equivoco. Si confonde il realismo con la mimesi, il realismo con lo specchio della realtà, con il guardare dal buco della serratura, con lo …

La scrittura alcolica: “Viaggio a Echo spring” di Olivia Laing

Fare la propria parte Tempo fa, quando volevo capire cosa significasse sognare ripetutamente uno tsunami che mi spazzava via dalla faccia della terra, ho letto un libro che si intitola Psicanalisi delle acque. La frase che sembrava facesse al caso mio mi sembrò questa:  L’acqua mi accarezza, mi culla e mi sorregge, a patto che anche io faccia la mia parte.  In qualunque situazione, anche quella più confortevole, è necessario uno sforzo personale perché la medesima situazione non si trasformi in un trappola. È questa la prima immagine che mi è venuta in mente leggendo Viaggio a Echo spring. Storie di scrittori e alcolismo di Olivia Laing. Obiettivo del libro: il mobiletto dei liquori L’obiettivo del libro è chiaro fin dall’inizio, limpido nella sua semplicità come l’argomento di una tesi di laurea: Volevo sapere cosa spinge le persone a bere e quali effetti ha su di loro. Nel caso specifico, volevo sapere perché gli scrittori bevono e come questa miscela di spiriti si è ripercossa sull’organismo della letteratura. Poi la Laing dichiara il suo metodo: …

COSTRUTTORI – scrivere un romanzo

COSA Costruttori è il titolo di un racconto di Richard Yates il cui protagonista accetta di scrivere racconti su commissione. La frustrazione, il cinismo e la rassegnazione che lo accompagnano in quella che a lui pare un’attività poco dignitosa gli permetteranno, in realtà, di esplorare i suoi strumenti di scrittore e di maturare con più profondità le sue idee sulla scrittura, trasformando i tentativi di imitazione in un percorso d’autore. Il corso COSTRUTTORI segue l’esempio del protagonista di Yates: costruire, un pezzo alla volta, la scrittura. L’obiettivo che ci poniamo nasce da una serie di negazioni: esistono le “tecniche di scrittura” che basta studiare per diventare scrittori? No. Esiste l’ispirazione che giunge dal cielo bella e fatta? No. Esiste Il metodo? No. Esiste il romanzo che si scrive da sé? No. Posso solo desiderare qualcosa per farla accadere? No. Scrivere è un’attività umana, creativa, artistica. Ci sono molti modi per arrivare a compierla e tutti devono necessariamente passare per il provarci. Educazione (leggere), allenamento, teoria, pratica. La scrittura non avviene solo nell’incontro tra la penna e …

Scrittori maschi americani: 4 grandi protagoniste femminili + 1 libro senza personaggi donna

di Marta Ciccolari Micaldi (McMusa) a cura di Chiara M. Coscia Grandi donne raccontate da grandi uomini: 4 stupendi personaggi femminili + 1 romanzo che di donne non ne ha neanche una ma che le donne amano molto. Almeno alcune. 1. Clara in Lonesome Dove di Larry McMurtry (trad. Margherita Emo — Einaudi) In una classica epopea western dove si narra l’impresa di due leggendari ex ranger (Gus e Call) alla guida di una mandria che deve attraversare mezza America per andare dal Texas al Montana, compare Clara. Prima nei pensieri e nei ricordi di uno dei due uomini, poi nel capitolo più lungo dell’intero romanzo (un libro di più di 600 pagine). Larry McMurtry, il più grande scrittore texano vivente, interrompe il lungo cammino della mandria per portarci a casa di una donna tenace, aggrappata alla vita come alle redini dei cavalli che alleva, ironica, indipendente e profonda alla maniera del West. È nelle sue mani che l’autore ripone il destino di tutti quegli uomini rudi, anche i meno probabili. 2. April in Revolutionary Road di Richard Yates (trad. …

Scrivere è inseguire la verità (quello che le scuole di scrittura non dicono)

(Avviso: le buone scuole di scrittura sono importantissime! Iscrivetevi ai loro corsi!) Se provate a leggere il programma di un’onesta scuola di scrittura la successione degli argomenti delle lezioni che troverete sarà grosso modo questa: PUNTO DI VISTA VOCE NARRANTE STRUTTURA DELLA STORIA (I 3 ATTI) PERSONAGGI CONFLITTI TRAMA SCENE MONTAGGIO STILE EDITING Parlo dei programmi seri, non di quelli che hanno come titolo delle lezioni “l’incipit”, “il dialogo”, “la descrizione”, “il finale”. Quelli meglio lasciarli perdere. I programmi seri prendono in considerazione l’approccio a un testo narrativo nel suo insieme, analizzando le singole parti senza dimenticare di cosa si sta parlando: una storia. Non esercizi scolastici ed estemporanei (punto di vista: scrivi come se fossi un gatto; dialoghi: due sconosciuti s’incontrano al bar, cosa si dicono?), ma prove di composizione: disporre un’idea in forma narrativa. Comunemente per idea s’intende una cosa a metà tra “di cosa parla la storia” e “di cosa vuoi parlare tu” e il “di cosa vuoi parlare tu” si declina ora in “la mia esperienza” ora in “i temi che …

Dove sono le finestre?: la costruzione del racconto secondo Richard Yates

“Costruttori” di Richard Yates ha tutte le cose che non sopporto trovare in un racconto. Ha una “voce fuori campo” che introduce la storia. Ha uno scrittore sfortunato e senza soldi per protagonista. Si chiude con una domanda. Eppure. Eppure, “Costruttori” di Richard Yates è per me il padre e la madre di qualsiasi cosa c’entri con la letteratura, con la bellezza di leggere, con la bellezza di scrivere, con la perfezione della forma racconto, con le mie idee sulla vita, e con il mio lavoro. Conoscevo Carver, conoscevo Cheever e, naturalmente, conoscevo Hemingway e Flannery ‘O Connor, e li amavo. Ma Yates. Avete mai letto un racconto come “Costruttori” di Richard Yates? La voce fuori campo è la voce di Yates che non riesce a restarsene fuori e lasciar parlare la storia per sé, e che non riesce a far esordire un protagonista scomodo senza avvisare: “guardate che questo protagonista è scomodo”. La maggior parte delle storie non ha bisogno del proprio autore che si metta in mezzo e le rovini e infatti anche …