All posts tagged: valutazione inediti

Perché Apnea? Il laboratorio di editing che esiste perché non c’era

Il nuovo programma di Apnea laboratorio di editing è quasi pronto (qui quello appena concluso) e come sempre la sua costruzione scandisce i giorni che mancano all’estate. Di solito li trascorro tra innocui mal di testa e incroci di date, scelta dei temi, mail e accordi con gli specialissimi ospiti esterni che arricchiscono il percorso fin dalla prima edizione. Stavolta sono una vera e propria compagnia che pian piano mi tira fuori da un inverno lungo e impegnativo segnato da una brutta esperienza e una noiosa convalescenza. L’umore e la stanchezza mi portano a ricordare come ho cominciato a fare quello che faccio: come ho superato il disfattismo apocalittico di chi, dopo aver finto di credere in me per molti anni, ha sentenziato che non c’era spazio nel mondo editoriale per una formazione atipica come la mia (non universitaria, non stagistica) e come sono invece approdata a smentire le nefaste previsioni aprendo un’agenzia letteraria insieme a due maestri d’armi del campo e conquistando un ruolo riconosciuto e visibile. L’ho fatto perché sono passata da qui: …

La verità vi prego: se il lettore non ti capisce, non ti legge

“La verità, vi prego” è la posta del cuore della scrittura: inviami un tuo racconto o il primo capitolo del tuo romanzo e ti scriverò una lettera di valutazione franca, pubblica e gratuita. Per sapere come funziona leggi qui. La lettera di oggi è per Eleonora e il suo racconto “Salsi colui”. [Chi è Eleonora: Scrivo da sempre e credo che non smetterò mai. Sono d’età. Sono totalmente dedicata alla forma del racconto pur con esperienze di tutti i tipi in passato, teacher d’inglese mi servo spesso della letteratura nelle mie lezioni, contemporanea, nel senso più triviale del termine. Pesco dai Social, You tube, Netflix.] Cara Eleonora, per dirti come mai il lettore non riesce a seguire la tua storia ti mostro tutti i punti in cui gli viene spontaneo farsi una domanda e non ottiene risposta, e tutti quelli in cui è costretto a impegnarsi in un grosso sforzo per figurarsi le immagini che la tua scrittura costruisce, e non viene ripagato. Le domande sorgono ogni volta che dai al lettore delle informazioni sulla …

La verità vi prego: scrivere di una cosa alla volta

“La verità, vi prego” è la posta del cuore della scrittura: inviami un tuo racconto o il primo capitolo del tuo romanzo e ti scriverò una lettera di valutazione franca, pubblica e gratuita. Per sapere come funziona leggi qui. La lettera di oggi è per *Anna* e l’incipit del suo romanzo “Recidiva di un amore”. [Chi è *Anna*: Sono una psicologa, ho 32 anni e vivo a Firenze dove mi occupo di psicologia giuridica e di adozioni internazionali. La lettura e la scrittura sono sempre state le mie passioni più grandi. L’idea di questo romanzo nasce dal desiderio di raccontare la relazione terapeutica, tutto quello che si consuma in una stanza di terapia esclusivamente dal punto di vista della paziente. Un amore che non è amore. O forse sì, da un altro punto di vista.] Cara Anna, quando si scrive si ha spesso l’esigenza di dire molte cose insieme, perché fino a quel momento non si erano dette o perché si conosce la buona norma del “riempire la pagina”, ma non del tutto o non …

La verità vi prego esperimento su autore edito: Ivano Porpora

questo articolo è già uscito su Satisfiction “La verità, vi prego” è la posta del cuore della scrittura: inviami un tuo racconto o il primo capitolo del tuo romanzo e ti scriverò una lettera di valutazione franca, pubblica e gratuita. Per sapere come funziona leggi qui. La lettera di oggi è per Ivano Porpora e il primo capitolo del suo romanzo “Preghiera debole”  Chi è Ivano Porpora: è nato a Viadana (MN) il 12/03/76. Ha pubblicato il romanzo La conservazione metodica del dolore (Einaudi 2012), il racconto Catastrofi nell’antologia italo-irlandese Tra una vita e l’altra (Guanda 2015), il dispetto Bruciavamo formiche nel saggio Sulla blasfemia (Armillaria 2016) e il racconto Il palcoscenico nell’antologia Teorie e tecniche di INdipendenza (Verbavolant 2016). Insegna scrittura. Questo è il primo capitolo del suo nuovo romanzo, ancora inedito. Caro Ivano, è la prima volta che questa rubrica ospita il testo di un autore edito e sono felice tu abbia voluto metterti alla prova. In realtà alla prova mi ci metto anche io, e tanto, perché, se è facile quando una …

La verità vi prego: mantieni le redini dell’originalità

Caro Gandolfo, prima di tutto un mea culpa: cerco sempre di non farmi trascinare nella facile ironia contro gli aspiranti scrittori (attività molto in voga nell’ambiente editoriale), ma a volte inevitabilmente ci casco e, ti dirò, quando ho letto che Stefano Benni è stato un tuo ammiratore ho sghignazzato.
Ma poi ho aperto il file del testo.

La verità vi prego: sei tu a dover scrivere la storia, non il lettore

Caro @Disintegrazioni,

parliamo di come comunicare i sentimenti. Anzi: parliamo prima di come non farlo.

Tu hai una scrittura molto discorsiva, e, se uno ha voglia di seguirti per vedere se hai delle cose da dire scopre che delle cose da dire ce le hai. Però, per vederle, seguirti non basta. Bisogna dribblare.
Il tuo racconto è tutto fatto di pezzi in più che si trovano in mezzo al percorso e vanno scansati. Presi singolarmente potrebbero anche riempire di profondità la storia, ma tutti insieme la sommergono, al punto che della storia non c’è più traccia.

La verità vi prego: il punto di vista interno non è un continuo pensare

Caro @Dispositivo,

certamente ci avrai già pensato tu, ma voglio dirti che il tuo racconto mi ha fatto venire in mente un film che ha vinto l’oscar per la migliore sceneggiatura nel 2013: si chiama “Her”.

Il film è ambientato in un futuro prossimo in cui il protagonista può comprare un sistema operativo dotato di intelligenza artificiale perché gli faccia da segretaria tuttofare. Il software si dà da solo il nome di Samantha e poco alla volta comincia a fargli compagnia fino a che tra i due nasce una storia d’amore.
Come nel tuo racconto, il conflitto alla base di “Her” è l’interazione tra gli uomini e i congegni tecnologici con cui si trovano a passare il tempo, anzi la vita intera. A differenza del tuo racconto, in questo film si mostra anche il punto di vista del dispositivo. Anche. Non solo. Proviamo a ragionare sul perché.

La verità vi prego: se la realtà è un caos la narrazione deve domarla

Cara @Sadie,

la Nora del tuo romanzo suscita grande tenerezza, perché è capace di far venire fuori diversi aspetti di quell’età magica per cui ogni cosa non è mai solo se stessa, ma sempre la piccola parte di un insieme che sembra grandissimo, complicato e inarrivabile. Mentre si vive quell’età non si ha granché idea di quello che si sta facendo, si passa per lo più il tempo a rimpinzarsi d’informazioni, innamorarsi e sentirsi soli. È dunque logico che le sfere d’interesse siano tantissime e che tutto sembri fondamentale.
Nora, però, non è una persona reale ma un personaggio narrativo: quindi, deve fare delle scelte.

La verità vi prego: mai perdere di vista atmosfera e tensione

Caro Giorgio,

lo vedi quel bambino sott’acqua? Quello è il tuo potenziale lettore. Gli altri, distesi, più rilassati, che si lasciano tenere a galla dalle onde o addirittura si appoggiano, sono i lettori di romanzi. Il lettore di racconti, invece, trattiene il fiato e nuota forte per scendere giù e toccare il fondale, fa una fatica enorme, e allora tu lo devi ripagare.

La verità vi prego: non superare il confine della credibilità

Caro Alberto,

a quanto pare il tuo protagonista è un catalizzatore di sorprese! Questa è una cosa buona: terribile sarebbe il contrario, ovvero mettere in scena un personaggio a cui non succede niente. Invece il tuo uomo (come si chiama? Che tipo di vita conduce? È solo?) vive una giornata davvero entusiasmante e, di primo acchito, sembra che questa non sia per lui una rarità (Non fui tanto sorpreso dall’arrivo di un pacco, ma per aver sentito la voce del portiere); (Tornai verso casa camminando leggero e sicuro, di quella sicurezza che dà l’alcool bevuto a digiuno e la consapevolezza di avere in tasca qualcosa di molto prezioso – è una sensazione che conosce già bene?)