All posts tagged: serie tv

Visionari #2: cosa ne pensiamo delle miniserie “Catherine the Great” e “Feud: Bette&Joan”

Conoscete il Burlington Bar di Chicago? Negli ultimi anni si è diffusa la pratica di darsi appuntamento lì per guardare Game of Thrones. C’è una telecamera puntata sul bancone che mostra la storia impressa sulle facce dei clienti, le loro espressioni durante la visione: tutti si sincronizzano sulle stesse immagini ma ognuno conserva la propria percezione del racconto. Visionari è il gruppo di ILDA che vuole riproporre questo rituale di condivisione delle serie tv: se vuoi partecipare ti aspettiamo qui.  VISIONARI #2: CATHERINE THE GREAT E FEUD: BETTE&JOAN Per il secondo appuntamento di Visionari abbiamo scelto di mettere insieme due miniserie appartenenti, in via ipotetica, alla stessa macro-categoria tematica: women&power, storie di donne imponenti e del loro rapporto, interno ed esterno, con il potere dominante. Per quanto l’attività comparativa non abbia, in linea di principio, limiti, è in genere buona norma stabilire una base comune tra gli elementi del discorso, che sia centro di similitudine o di contrapposizione. Tuttavia, se Feud rientra perfettamente (e ne oltrepassa anche i confini) nella categoria donne e potere, dopo aver …

“Daybreak”: la fine del mondo non è poi la fine del mondo.

Non c’è nessun aspetto più determinante in una storia del punto di vista. Questo non solo vale per tutte le storie che rientrano nell’ambito della finzione, ma è il motivo primario per cui il racconto del reale, la Storia, è così sfuggente alla significazione univoca. Quello che accade, infatti, quando dei personaggi e il mondo che abitano passano da un “autore” (che sia esso scrittore o semplice “voce narrante orale” poco importa) a un altro, è che quei personaggi e quel mondo diventano altri personaggi, altro mondo. Nelle narrazioni che fanno passaggi transmediali, questo aspetto risulta particolarmente visibile e analizzabile. Cosa succede a un racconto quando passa dal potere creativo individuale di uno scrittore a quello collettivo di coloro che lavorano a una serie, per esempio? Di norma lo sguardo si allarga, l’universo narrativo si espande, la storia cambia. A confermare questa tesi, arriva la serie Netflix di Brad Peyton e Aron Eli Coleite, Daybreak, tratta dalla graphic novel omonima di Brian Ralph, che però con quest’ultima ha in comune ben poco oltre il titolo. …

Damigelle, principesse e altre donzelle che non vogliono essere salvate

I tropi narrativi sono quegli strumenti di cui si serve chi racconta una storia. Personaggi, ambientazioni, espedienti: come immagini stock, come munizioni immagazzinate in un arsenale, i tropes sono mezzi a disposizione di chi scrive, pronti sugli scaffali, strutture riconoscibili da riempire di contenuto. Qual è il confine tra tropi e cliché? Quali sono gli esempi di tropi ben dosati e quali i luoghi comuni da scardinare? Tropo #4: la donzella in difficoltà  Hercules: «[confuso] Ma… voi non siete una… donzella in difficoltà?» Meg: «[catturata dal centauro] Sono una donzella, sono in difficoltà, me la cavo da sola. Buona giornata.» (dal film “Hercules” , Walt Disney Pictures) Dal mito greco di Orfeo ed Euridice a Raperonzolo, dall’Alcesti di Euripide a Super Mario, il tropo della damigella in difficoltà che aspetta solo di essere salvata dal prode cavaliere o eroe di turno non ha bisogno di alcuna presentazione. Un tropo così elementare da aver ricevuto ogni tipo di trattamento: è stato estremizzato, ridotto a parodia, giustificato dalle circostanze, invertito, sovvertito. Ma anche ampiamente utilizzato e riutilizzato …

Visionari #1: cosa ne pensiamo della serie tv “Euphoria”

Conoscete il Burlington Bar di Chicago? Negli ultimi anni si è diffusa la pratica di darsi appuntamento lì per guardare Game of Thrones. C’è una telecamera puntata sul bancone che mostra la storia impressa sulle facce dei clienti, le loro espressioni durante la visione: tutti si sincronizzano sulle stesse immagini ma ognuno conserva la propria percezione del racconto. Visionari è il gruppo di ILDA che vuole riproporre questo rituale di condivisione delle serie tv: se vuoi partecipare ti aspettiamo qui.  VISIONARI #1: EUPHORIA Euphoria racconta le vicende di un gruppo di liceali in una non precisata e eterotopica cittadina suburbana, presumibilmente californiana, nonostante non ci sia dato saperlo per certo. Gli unici luoghi a cui viene dato un nome sono quelli in cui non si è, e questa   precisa scelta narrativa, più che privare l’ambientazione di connotazioni, aggiunge pezzi, atmosfera, ampiezza. L’estate scorsa, prima ancora che andasse in onda, la serie si è imposta sui social con un hype alle stelle. Le aspettative amplificate dalla fortissima presenza online dei protagonisti e da una campagna di promozione …

Autori, autrici e personaggi femminili: quello che le donne (decisamente) non dicono

«She was beautiful but didn’t know it. She was 5’7 and 101 pounds. Her feet were size 3. Her hat size was Infant. She’d never thrown up, even once. Her periods lasted 45 minutes. Her top was see-through.» («Era bellissima ma non sapeva di esserlo. Era alta un metro e settanta per 45 chili. Calzava 35. La taglia del suo cappello era “Infant”. Non aveva mai vomitato in vita sua, nemmeno una volta. Le sue mestruazioni duravano 45 minuti. Aveva una canottiera trasparente.» Lucy Huber, Twitter ) Qualche tempo fa ho fatto un gioco (di ruolo, nel vero senso della parola): da un match su una dating app era nata una chiacchierata con un ragazzo. Un ragazzo etero, cisgender. Un uomo nella norma, diremmo. Ben presto, si arriva a un argomento cruciale per le mie interazioni: quanto è importante scardinare i ruoli di genere canonici nelle relazioni eterosessuali? “Non ho mai avvertito questo bisogno”, risponde lui senza esitazione. La cosa non mi sorprende. Mi incuriosisce, invece, la proposta che mi fa poche battute dopo: fingiamo …

Il pilota di “The Boys”: dal minuto 5:45 una contro-storia di supereroi

Faccio una breve premessa: non ho letto The Boys, ho solo visto The Boys. Se mi dite che il fumetto è più bello mi fido. Sono consapevole delle diverse libertà della forma grafica rispetto a quella seriale, e immagino che la versione scritta e disegnata di The Boys abbia una carica feroce di violenza che è stata inevitabilmente diluita nella versione seriale. Tuttavia credo anche che il potenziale di una storia, in termini di profondità di narrazione, possibilità espressive ed evocative, immedesimazione ed empatia, raggiunga il massimo nella serialità come medium. Più che nel cinema, più che nei fumetti, più che nei libri. Lo dico con profonda convinzione e con una grossa dose di parzialità. E non sto dicendo che quel massimo sia stato raggiunto da The Boys. Che anno glorioso per i supereroi! L’opera a fumetti di Garth Ennis e Darick Robertson è arrivata a Luglio scorso su Amazon Prime, nella sua versione seriale creata da Eric Kripke, in questo 2019 ricchissimo di gente mascherata e superdotata, più o meno malandata, che popola l’immaginario …

Mindhunter e i mostri dell’infanzia

La mia ossessione per i mostri ha una data di nascita. È il 4 ottobre 1992. Per gli umbri è da sempre una data simbolo: festeggiamo Francesco, il più punk tra i santi, allergico alle regole e pronto solo a prendersi cura degli altri e del mondo attorno a sé. È un altro tempo. Le leghe di orchi e goblin armati di bandiere verdi non hanno ancora cominciato a berciare Prima gli umbri! I tour plebiscitari di Capitan Nutella nei mercati a caccia di vecchine o nei teatri con influencer più o meno reali sono ancora fantascienza, Philip K. Dick ma dopo la peperonata. Sarebbe più corretto riconoscere all’anima della regione un dualismo gnostico che come un pendolo oscilla tra periodi di comunanza d’intenti con la santità e un egoismo così limitante da far includere nella propria visione del mondo nemmeno la metà del proprio orticello. Siamo in una fase buona: una volta caduto il muro abbiamo accolto gli albanesi, occhieggiandoli di traverso, con la diffidenza nebbiosa di valligiani e contadini. A breve arriveranno “i …

L’estate è finita ricomincia la vita: lista delle cose lette/viste davvero in casa Ilda

Si diceva a luglio della farsa dei buoni propositi settembrini: quelli per cui si comincia a spergiurare già da inizio agosto caricandoli fino all’inverosimile così da mandare tutto all’aria già al primo del mese. Ebbene, noi non solo a luglio sapevamo già che detti propositi settembrini sarebbero stati una farsa, ma intuivamo che lo sarebbero più o meno stati anche quelli estivi. Dunque ci siamo lasciati con la lista delle cose da leggere e vedere durante l’estate e ci riprendiamo con la lista delle cose che abbiamo letto e visto davvero. Giurin giurello, l’estate è finita, ricomincia la vita (cit.) L’estate finita di Francesca de Lena Io di solito sono quella che spara altissimo e poi non ne ricava niente, quindi posso perfino dirmi soddisfatta del risultato estivo: non ho letto tutti i racconti di  Petali e altri racconti scomodi (Guadalupe Nettel, La nuova frontiera, traduzione di Federica Niola) ma alcuni sì: ben scritti, misurati e suggestivi come sono i buoni racconti, ma alla lunga troppo onirico-romantici per i miei gusti. Quel tono che senza risultare …

L’estate di Ilda: una lista confusa

La farsa dei buoni propositi è di solito riservata ai mesi di settembre e gennaio, seguita nei mesi di ottobre e febbraio da quella dei buoni propositi mancati. E d’estate che si fa? Ci si dice che si ha più tempo, ci si può rilassare, non ci sono mete da raggiungere e impegni da perseguire, ma bisogna approfittare del lungo (?) tempo di inattività per fare quelle cose rimandate da una vita e che ora è davvero il momento di concedersi, perché i giorni non siano tutti uguali e perché ci si possa dire quando sarà il momento: “ho fatto anche questo”. Fatto cosa? Leggere libri, guardare serie tv. La nostra amata e incredibile vita spericolata, insomma, che non siamo nemmeno troppo sicuri di riuscire ad affrontare ma, ok, ci metteremo tutte le nostre forze. Buona estate! L’estate di Luigi Loi Ho comprato A casa quando è buio di James Purdy (traduzione di Floriana Bossi, Racconti edizioni) e sono curioso. La curiosità nasce da motivi del tutto pericolosi, mettere le dita nella presa elettrica e aspettare …

La “Manic Pixie Dream Girl” e lo sguardo maschile

I tropi narrativi sono quegli strumenti di cui si serve chi racconta una storia. Personaggi, ambientazioni, espedienti: come immagini stock, come munizioni immagazzinate in un arsenale, i tropes sono mezzi a disposizione di chi scrive, pronti sugli scaffali, strutture riconoscibili da riempire di contenuto. Qual è il confine tra tropi e cliché? Quali sono gli esempi di tropi ben dosati e quali i luoghi comuni da scardinare? Tropo #2: Manic Pixie Dream Girl La fatina in continuo movimento, il piccolo elfo frenetico, la ragazza dei sogni un po’ eccentrica (ma comunque aderente a dei canoni estetici ben precisi: pelle bianca, tratti occidentali, lineamenti delicati, corpo snello e aggraziato e grandi occhi espressivi), possibilmente adorabile ed energica, ma in fondo decisamente “broken”, fragile, da “aggiustare”. Il trionfo del male gaze, lo sguardo maschile, ma anche l’espressione di una scrittura che non prevede profondità né evoluzione del personaggio: una figura femminile al servizio dello sviluppo del protagonista, rigorosamente maschio (ed etero). La definizione del tropo compare per la prima volta sulla rivista di cultura pop The A.V. …