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la posta del cuore della scrittura: dove l’importante, come in amore, è la verità

La verità, vi prego: via le parole incerte, la storia è tua

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la verità vi prego / Senza categoria

questo articolo è già uscito su Satisfiction “La verità, vi prego” è la posta del cuore della scrittura: inviami un tuo racconto o il primo capitolo del tuo romanzo e ti scriverò una lettera di valutazione franca, pubblica e gratuita. Per sapere come funziona leggi qui. La lettera di oggi è per Federica Sazzini e il primo capitolo del suo romanzo "L'attesa" Federica Sazzini nasce a Firenze nel 1983, dove risiede e lavora. Dopo cinque […]

La verità, vi prego per Ivano Porpora: modulare la fatica di scrivere e di leggere

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questo articolo è già uscito su Satisfiction “La verità, vi prego” è la posta del cuore della scrittura: inviami un tuo racconto o il primo capitolo del tuo romanzo e ti scriverò una lettera di valutazione franca, pubblica e gratuita. Per sapere come funziona leggi qui. La lettera di oggi è per Ivano Porpora e il primo capitolo del suo romanzo "Preghiera debole" Chi è Ivano Porpora: è nato a Viadana (MN) il 12/03/76. Ha […]

La verità, vi prego per Rosalba Scavia: decidi quando far partire la storia

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“La verità, vi prego” è la posta del cuore della scrittura: inviami un tuo racconto o il primo capitolo del tuo romanzo e ti scriverò una lettera di valutazione franca, pubblica e gratuita. Per sapere come funziona leggi qui. La lettera di oggi è per Rosalba Scavia e il suo racconto "Incontri nº2. Chi è Rosalba Scavia: psicoanalista ottantenne,vive e lavora a Roma. Scrive nel tempo libero traendo spunto dalle storie dei pazienti che hanno frequentato […]

La verità, vi prego per Giancarlo Bernardi: senza malinconia non c’è umorismo

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“La verità, vi prego” è la posta del cuore della scrittura: inviami un tuo racconto o il primo capitolo del tuo romanzo e ti scriverò una lettera di valutazione franca, pubblica e gratuita. Per sapere come funziona leggi qui. La lettera di oggi è per Giancarlo Bernardi e il 1º capitolo del suo "La moglie del fantasma". Chi è Giancarlo Bernardi: Ex-fisico in pensione. Forse a causa della mia formazione scientifica da sempre amo il genere […]

La verità, vi prego per Gandolfo Conte: mantieni le redini dell’originalità

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Caro Gandolfo, prima di tutto un mea culpa: cerco sempre di non farmi trascinare nella facile ironia contro gli aspiranti scrittori (attività molto in voga nell'ambiente editoriale), ma a volte inevitabilmente ci casco e, ti dirò, quando ho letto che Stefano Benni è stato un tuo ammiratore ho sghignazzato. Ma poi ho aperto il file del testo.

La verità, vi prego per @thebigLebowski: scrivi della mosca, non della ragnatela

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Cara @thebigLebowski, per descrivere Mariù dici che "è crisalide" e che "sembrava fatta di pioggia". Ma dici anche che "è ragno" e c'è un punto in cui mostri che schiaccia uno di quei ragnetti rossi e poi si succhia il dito, e un altro punto in cui scrivi: Lei gli morde il collo, tanto forte che quel liquido marcito ne emerge, e si scompone in frotte di ragnetti rossi, gli stessi che Mariù cerca nei vasi di sua madre e poi si mette in bocca. Si direbbe che tu stia cercando l'immagine giusta per rappresentare la tua protagonista. Però non la trovi e finisce che ne rincorri una dopo l'altra

La verità, vi prego per @GattaSorniona: non giudicare i tuoi personaggi

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Cara @GattaSorniona, ricordi la stra-citata citazione da Gustave Flaubert: Madame Bovary c'est moi? Qual è la prima cosa che ti viene in mente se ci pensi, oltre allo scolastico: "con questa frase l'autore sancisce la propria vicinanza alla protagonista del suo romanzo, fondendo le basi del realismo in letteratura"? La prima cosa che viene in mente a me è: Flaubert ha scelto Emma perché gli interessava davvero, gli piaceva, voleva provare a essere come lei e a dare a lei una parte di sé.

La verità, vi prego per @Disintegrazioni: sei tu a dover scrivere la storia, non il lettore

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Caro @Disintegrazioni, parliamo di come comunicare i sentimenti. Anzi: parliamo prima di come non farlo. Tu hai una scrittura molto discorsiva, e, se uno ha voglia di seguirti per vedere se hai delle cose da dire scopre che delle cose da dire ce le hai. Però, per vederle, seguirti non basta. Bisogna dribblare. Il tuo racconto è tutto fatto di pezzi in più che si trovano in mezzo al percorso e vanno scansati. Presi singolarmente potrebbero anche riempire di profondità la storia, ma tutti insieme la sommergono, al punto che della storia non c'è più traccia.

La verità, vi prego per @DispositivoSensibile: il punto di vista interno non è un continuo pensare

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Caro @Dispositivo, certamente ci avrai già pensato tu, ma voglio dirti che il tuo racconto mi ha fatto venire in mente un film che ha vinto l'oscar per la migliore sceneggiatura nel 2013: si chiama "Her". Il film è ambientato in un futuro prossimo in cui il protagonista può comprare un sistema operativo dotato di intelligenza artificiale perché gli faccia da segretaria tuttofare. Il software si dà da solo il nome di Samantha e poco alla volta comincia a fargli compagnia fino a che tra i due nasce una storia d'amore. Come nel tuo racconto, il conflitto alla base di "Her" è l'interazione tra gli uomini e i congegni tecnologici con cui si trovano a passare il tempo, anzi la vita intera. A differenza del tuo racconto, in questo film si mostra anche il punto di vista del dispositivo. Anche. Non solo. Proviamo a ragionare sul perché.

La verità, vi prego per @Sadie: se la realtà è un caos la narrazione deve domarla

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Cara @Sadie, la Nora del tuo romanzo suscita grande tenerezza, perché è capace di far venire fuori diversi aspetti di quell'età magica per cui ogni cosa non è mai solo se stessa, ma sempre la piccola parte di un insieme che sembra grandissimo, complicato e inarrivabile. Mentre si vive quell'età non si ha granché idea di quello che si sta facendo, si passa per lo più il tempo a rimpinzarsi d'informazioni, innamorarsi e sentirsi soli. È dunque logico che le sfere d'interesse siano tantissime e che tutto sembri fondamentale. Nora, però, non è una persona reale ma un personaggio narrativo: quindi, deve fare delle scelte.