All posts tagged: racconto

La festa

A seguito della nostra call abbiamo ricevuto 106 racconti. Letti, selezionati, editati prima dalla classe di Apnea ’20/’21 poi dalla nostra redazione, ne sono infine stati scelti 13 per la pubblicazione. Questo è il sesto, lo ha scritto Niccolò Amelii e ha richiesto poche correzioni, a cura della corsista di Apnea Fiore Suozzo e della redazione. A una festa si mangia, si beve, si fuma e soprattutto si parla d’arte, di musica, di letteratura. Il racconto è un esercizio di stile nel quale la forma attraverso la narrazione riesce a farsi sostanza e a mettere in scena efficacemente un chiacchiericcio frammentario in cui il susseguirsi delle citazioni e lo sfoggio di cultura rivelano il disorientamento e la pochezza di chi vi si aggrappa. di Niccolò Amelii Quando arrivo è già tardi eppure il banchetto è ancora pieno di stuzzichini e sciroppini e salsine e il chiacchiericcio smodato e cicaleggiante come fossimo nel bel mezzo di un brunch agostano tra la spiaggia e il lido. Gruppetti misti qua e là, alcuni sparpagliati intorno a un tavolino tondo di mogano al …

Natale per sempre

A seguito della nostra call abbiamo ricevuto 106 racconti. Letti e selezionati dalla classe di Apnea ’20/’21, ne sono infine stati scelti 13 per la pubblicazione. Questo è il quinto, lo ha scritto Riccardo Romagnoli e ha richiesto un editing che lo aiutasse a chiarire certi non detti di troppo, a far emergere il nucleo conflittuale più intimo del protagonista e a rafforzare l’identità stilistica. L’editing è a cura di Francesca de Lena e della corsista di Apnea Letizia Merello, correzione della redazione. Bravo l’autore soprattutto nella costruzione dell’atmosfera. La Vigilia di Natale, una città soffocata dalla neve, l’incontro fra un anziano e una giovane donna, entrambi soli, il primo da molto tempo.Una favola nera carica di atmosfera, dove la solitudine può essere un animale che cerca e dona compagnia, ma anche una belva affamata che divora. di Riccardo Romagnoli Lenta cade lenta lenta. Neve larga e leggera. Bianca e bianchissima. Precipita e va. Vola e cade. Lenta lenta. Fitta. Continua. Dal cielo si stacca e porta giù il cielo, bianco esso e bianca lei. …

La muta

A seguito della nostra call abbiamo ricevuto 106 racconti. Letti e selezionati dalla classe di Apnea ’20/’21, ne sono infine stati scelti 13 per la pubblicazione. Questo è il quarto, lo ha scritto Gabriella Dal Lago e ha richiesto un editing che lo aiutasse a ritmarsi, compattarsi e perfezionare le relazioni tra i personaggi e il nucleo simbolico della storia, più rappresentativo e immediato senza trucchetti di suspense. L’editing è a cura della corsista di Apnea Susanna Bissoli con il supporto di Francesca de Lena, correzione della redazione. Molto brava l’autrice a far propri i suggerimenti ricevuti. In crisi con il lavoro e la vita personale, una ragazza torna in provincia dai genitori per una pausa e scopre di essere stata rimpiazzata da uno strano animale da compagnia. Scrittura di ampio respiro, fatta di dialoghi ficcanti e una narrazione piena e ritmata, l’autrice affresca il ritratto di una famiglia in cambiamento, alla ricerca di nuovi equilibri. di Gabriella Dal Lago Tre cuori arancioni: è la risposta che mia madre manda sul gruppo “Famiglia” di whatsapp …

Le limacce

A seguito della nostra call abbiamo ricevuto 106 racconti. Letti e selezionati dalla classe di Apnea ’20/’21, ne sono infine stati scelti 13 per la pubblicazione. Questo è il terzo, lo ha scritto Emanuela D’amore e ha richiesto un editing che lo aiutasse a svelarsi, ampliarsi, strutturarsi e chiarirsi, concretizzando la lingua e tendendo le immagini evocative verso un obiettivo, così da valorizzarle. L’editing è a cura della corsista di Apnea Allegra Fornaro con il supporto di Francesca de Lena, correzione a cura della redazione. Molto brava l’autrice a far proprio ogni suggerimento ricevuto. Una vedova e le sue due figlie gemelle in un microcosmo familiare tutt’altro che rassicurante. La prospettiva straniante della voce narrante ci offre l’affresco vivido di una donna che affronta il lutto scivolando nella paranoia, al punto di credere che la maternità sia stata la sua maledizione. di Emanuela D’amore La Sicilia è una terra calda, si impasta nelle mani tra le spine dei suoi fichi d’india, il sale e il giallo degli agrumi. Io ero una donna del Sud, ma …

Croste

A seguito della nostra call abbiamo ricevuto 106 racconti. Letti, selezionati, editati prima dalla classe di Apnea ’20/’21 poi dalla nostra redazione, ne sono infine stati scelti 13 per la pubblicazione. Questo è il secondo, lo ha scritto Alberto Cogo e ha richiesto poche correzioni, a cura della corsista di Apnea Cristina Troncia e della redazione. Un padre si avventura nel bosco con il figlio per cercare Jack, il cane smarrito. Il lettore si ritrova immerso in una natura inospitale, che alimenta paure e cura ferite, punisce e ripara. La scrittura dell’autore, con pennellate decise ed essenziali e dialoghi bruschi, riflette l’inclemenza della natura. di Alberto Cogo La bambina lo puntò da una feritoia tra i capelli che le scendevano dalla fronte al petto. La mano correva avanti e indietro sopra il gomito, come la zampa di un gatto su un gomitolo di lana. «Il braccio è mio e ci faccio quel che voglio», disse. «Se non la smetti ti toglierai tutta la crosta», ribatté il fratello. «Non m’importa». «Continuerà a sanguinare». «Lo so».  «E …

Il memoriale

A seguito della nostra call abbiamo ricevuto 106 racconti. Letti, selezionati, editati prima dalla classe di Apnea ’20/’21 poi dalla nostra redazione, ne sono infine stati scelti 13 per la pubblicazione. Questo è il primo, lo ha scritto Francesco Celotto e ha richiesto pochissime correzioni, a cura della redazione. Un Avvocato di Stato in pensione supplica un Editore non di pubblicare il suo memoriale ma di rispondere a una domanda molto particolare. Le parole sfruttate tutta la vita con maestria per piegare la realtà, dice, gli si sono rivoltate contro: è possibile abbiano vita propria? Con una perfetta resa del linguaggio formale e stiloso del personaggio, l’autore di Il memoriale scrive uno stupefacente racconto surreale in cui le parole prendono il controllo della vita. di Francesco Celotto Caro Editore, Le sarà certo capitato qualche volta di smarrire un’idea, un’efficace soluzione di un’assillante questione appena intravista tra i Suoi pensieri e già dileguata, interrotta bruscamente dallo squillo del telefono, dal suono del citofono o dal brontolio della caffettiera che annuncia il caffè. E poi al ritorno …

costruttori – corso di scrittura

CHE COS’È Siamo abituati a credere che ci siano persone fantasiose e altre razionali, che tra le scrittrici e gli scrittori ci sia chi va di scaletta e chi naviga a vista, ma l’invenzione di una storia è sempre il frutto di tutti gli aspetti della nostra personalità. Imparare a riconoscere le potenzialità della nostra logica e quelle della nostra emotività, capire quando è il momento di far prevalere l’una o l’altra, è il primo passo per liberare la creatività. Tracceremo il percorso che dalle prime intuizioni porta alla costruzione di una storia grazie a un metodo di lavoro che consente di dare libero sfogo al nostro immaginario emotivo, incanalandolo in un progetto concreto. Iniziare a scrivere sul serio è come intraprendere un viaggio in cui si è padroni dei propri mezzi e ci si può quindi permettere il lusso di lasciarsi andare, sperimentare fin dove il viaggio ci conduce, perché quando ce ne sarà bisogno avremo gli strumenti per ritrovare la rotta. Se è vero che attraverso la scrittura desideriamo scoprire la nostra voce …

E se il romanzo fosse una forma aperta?

di Alfredo Zucchi Lo studio del racconto come forma letteraria, delle sue strutture e della sua storia mi ha spinto, per opposizione, a riflettere su certe questioni che riguardano invece il romanzo. Una di queste ha a che vedere con l’intreccio e la chiusa: il finale di un romanzo, la sua riuscita e la sua necessità. Se il racconto è una forma letteraria in cui vige il paradosso di Achille e la tartaruga, la vertigine del romanzo invece è quella del naufragio: è il mare aperto. Nel primo caso quello che fa tremare le gambe allo scrittore è l’infinitamente piccolo, nel secondo è invece l’infinitamente grande. Un romanzo porta con sé un ampio raggio di finali possibili – ed è terribile, per lo scrittore, dirsi che è quasi impossibile sbagliare. L’estensione gradua, la graduazione stempera: si naviga nel vago. Un racconto, al contrario, fin dalle prime battute vuole una e una sola chiusa, quella lì – ed è quasi impossibile trovarla. È peggio di una roulette russa: «Un uomo va al casinò, vince un milione, …

High school drama e ’900 letterario: “13 Reasons Why” come “The Lottery” di Shirley Jackson

di Chiara M. Coscia 13 Reasons Why , ideata da Brian Yorkey e trasmessa su Netflix, avrebbe potuto fermarsi al tredicesimo episodio della prima stagione. La serie si era dimostrata un fedele e puntuale adattamento televisivo dell’omonimo romanzo di Jay Asher. Alla fine abbiamo una confessione registrata, quindi possiamo esultare: è fatta! Pagherà! Andrà in galera! Una storia che finisce – almeno un po’ – bene. E invece. Questa seconda stagione amarissima ci mostra che non è così. La struttura stavolta è quella di un lungo procedural, che ricostruisce e approfondisce la vicenda e i punti di vista dei diversi personaggi attraverso il processo dei Baker, i genitori di Hannah, contro la Liberty High School. La storia di Hannah si allarga, si arricchisce delle storie degli altri, gli stessi personaggi a cui erano indirizzate le cassette, che hanno la loro versione dei fatti, ma che non contraddicono quella di Hannah, anzi: la completano, le danno una dimensione ancora più ampia, ancora più dolorosa. Certe reazioni della ragazza che nei primi episodi della prima stagione sembravano “eccessive” …

La verità vi prego: decidi quando far partire la storia

“La verità, vi prego” è la posta del cuore della scrittura: inviami un tuo racconto o il primo capitolo del tuo romanzo e ti scriverò una lettera di valutazione franca, pubblica e gratuita. Per sapere come funziona leggi qui. La lettera di oggi è per Rosalba Scavia e il suo racconto “Incontri nº2. Chi è Rosalba Scavia: psicoanalista ottantenne,vive e lavora a Roma. Scrive nel tempo libero traendo spunto dalle storie dei pazienti che hanno frequentato il suo studio in quarant’anni di attività. Ama l’acqua calda delle terme della Tuscia che frequenta almeno una volta alla settimana anche in pieno inverno. In gioventù ha avuto una vita piuttosto avventurosa in giro per il mondo prima di approdare definitivamente a Roma. Adesso viaggia con la mente e con gli occhi leggendo libri, anzi divorandoli bulimicamente. Cara Rosalba, ti spiego subito il perché del titolo, e lo faccio con un elenco: L’aveva detto tante e tante volte che la gente ormai non credeva più alle sue minacce. Mia madre mi chiama sempre quando sono sotto la doccia e …