All posts tagged: stereotipi

Scrivere è tentare un ordine alle cose

di Sandro Campani Una volta ho detto così: scrivere è l’unico modo che io abbia per tentare un ordine alle cose, ed essere sicuro che i volti non spariscano dov’è troppo tardi per tornare a rivederli. Vorrei trattenere quei volti scrivendo. Ma quando cerco di farlo, capisco che niente ha valore se non lascio che le cose diventino diverse da come io le ricordavo. Il volto di qualcuno che io amavo assume le cicatrici di un altro, gli amici si scambiano i nasi, o il modo di muovere le mani. Le parole che ci siamo detti non sono le nostre parole, ma quelle di due sconosciuti che ho sentito l’altro giorno in un negozio. Devo travisare le cose per renderle più veritiere. Dicevo così, e per me vale ancora. Nel frattempo ho continuato a scrivere, e ho capito altre cose riguardo ai miei motivi. Una è questa: mentre scrivo io raggiungo un grado di comprensione dell’essere umano, e quindi di me stesso, che è impensabile nel resto del mio tempo. Per la maggior parte del …

Era così bella nella sua bara: la letteratura e i cliché

sulla letteratura Lo script-doctor Robert McKee nel suo “Story – contenuti, struttura, stile, principi per la sceneggiatura e per l’arte di scrivere storie” scrive col solito modo diretto: Potendo scegliere tra materiale banale raccontato in modo brillante e materiale profondo raccontato male, il pubblico sceglierà sempre quello banale raccontato brillantemente. I maestri narratori sanno come spremere vita dalla più banale delle cose, mentre i narratori scadenti riducono a banalità le cose più profonde. Potete avere l’intuito illuminato di un Buddha, ma se non sapete narrare le vostre storie diventeranno aride come gesso. A McKee interessa dimostrare come il mestiere (che non è falsificazione, trama oscura o “operazione a tavolino”, ma consapevolezza di quello che fai: arte) non solo valorizzi il talento (virtù fragile), ma finisca per essere l’irrinunciabile pianeta sul quale il talento si può tenere in vita. E poi fa una distinzione tra talento letterario e talento narrativo: Il talento letterario – dice – è la “trasformazione creativa del linguaggio ordinario in una forma superiore più espressiva che descrive in modo intenso il mondo …

L’auto-fiction del memoriale

C’è un giornalista americano di nome Steve Kandell che qualche tempo fa ha scritto un lungo articolo su Buzzfeed intitolato Il peggior giorno della mia vita è diventato un’attrazione turistica. La sorella di Steve Kandell si chiamava Shari, aveva 27 anni ed è morta negli attentati alle torri gemelle dell’11 settembre. Dove un tempo c’erano le torri da qualche anno c’è un memoriale e, da pochi mesi, un museo. Il museo raccoglie i “pezzi” della tragedia: video, immagini, travi dei grattacieli, camion dei pompieri distrutti, oggetti personali ritrovati tra le macerie; in una stanza riservata ai familiari delle vittime dei raccoglitori in legno conservano i resti dei corpi non ancora identificati, come quello di Shari. Steve Kandell è andato a visitare il luogo in cui è morta sua sorella: si è portato dietro un senso di perdita vecchio di tredici anni, il dolore insistente che continua a renderlo attuale, un’invidiabile lucidità ed è entrato. Poi, più tardi, da qualche parte, si è seduto e ha scritto:

il nido degli stereotipi linguistici

Andrea è il mio primo figlio. Io sono figlia unica. Non sono cresciuta con cugini o cugine; non ho avuto particolari amici d’infanzia. Le mie amiche e le parenti femmine della mia età, non hanno ancora figli. Di bambini so molto poco. Quello che so, è che da quando Andrea va al nido ascolto molte considerazioni, spiegazioni e illuminazioni sparse: «Ogni bambino è a sé» «I bambini piccoli dovrebbero stare con le mamme» «I bambini devono andare a scuola e stare con gli altri bambini» «Signora, finge di piangere!» «Tra qualche tempo non vorrà più andare via» «Mio figlio non riesce a staccarsi da me» «Mio figlio vuole stare solo in braccio a me» «Nooo, mio figlio nooo» «I bambini sono tutti uguali» «È che ora comincia a cacciare il carattere» «Mio figlio sa molto bene quello che vuole» «Signora, bisogna lavare sempre le mani e proteggere il bambino dai virus» «Metteteli a terra! Devono fare gli anticorpi!» «Mamme, e allora? La smettiamo o no con questo allattamento?» «Il latte materno fino ai tre anni …