All posts tagged: lettura

Libri (Quasi) Non Letti #5

Ci sono libri che leggiamo e rileggiamo, di cui citiamo passi a memoria, che ci hanno cambiato la vita o solo una giornata. E poi ci sono libri su cui abbiamo altri programmi, che ci fanno compagnia da anni, fedeli in attesa, quelli interrotti o dimenticati, altri che appaiono inaspettati e sembrano inseguirci o solo chiamarci, libri che in qualche modo fanno già parte di noi. Come il Lettore di “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, editori, scrittori, illustratori e librai raccontano i loro libri non letti. Risponde Daniela Di Sora, editrice Voland. Libri che puoi fare a meno di leggere. I libri dei politici. Soprattutto se sono romanzi. A ognuno il suo mestiere. Libri fatti per altri usi che la lettura. I libri sono anche ottimi oggetti contundenti, un’arma di difesa in tutti i sensi. Libri che tutti hanno letto dunque è quasi come se li avessi letti anche tu o Libri che hai sempre fatto finta d’averli letti mentre sarebbe ora ti decidessi a leggerli davvero. La saga di Harry Potter. Tutti continuano …

Ohio, il grande romanzo americano dei Millennials

All’inizio c’è solo una bara vuota avvolta nella bandiera americana che sfila lenta per le vie di New Canaan, Ohio. È il funerale solenne di Rick Brinklan, figlio lucente della Rust Belt nato a metà degli anni ottanta, promessa della squadra di football del liceo, arruolatosi come tanti coetanei dopo l’11 settembre e morto in guerra. L’intera città saluta il feretro lungo la strada, tutti i suoi ex compagni di scuola sono tornati nella provincia profonda per rendergli omaggio, tutti tranne i quattro protagonisti di Ohio, Stephen Markley (Einaudi Stile Libero BIG, trad.ne Cristiana Mennella). I quattro protagonisti, che scandiscono uno dopo l’altro il tempo della narrazione, tornano a New Canaan sei anni dopo il funerale del loro ex compagno. Convergono “su questa cittadina dell’Ohio da nord, sud, est e ovest” su quattro macchine diverse, incrociando le loro esistenze attuali e le loro esperienze da ragazzi. È proprio Markley, ultimo prodotto della prestigiosa scuola di scrittura Iowa Writer’s Workshop, classe ’85 e al suo primo romanzo, ad avvertirci nel prologo della continua sovrapposizione temporale in cui i ricordi del …

MERCURIO – corso sui dialoghi

CHE COS’È Mercurio è messaggero alato nella mitologia latina, metallo fluido in grado di restituirci la temperatura di un corpo, pianeta che si muove rapido nel cielo. In astrologia, Mercurio governa la comunicazione, la parlata brillante, l’eloquenza. E il dialogo. I dialoghi sono i tentacoli parlanti di ogni tipo di storia, di qualunque formato.Dei dialoghi ben scritti veicolano un messaggio, fluiscono, restituiscono il tono e la verità di un personaggio, hanno un buon ritmo e mandano avanti la storia; quelli impacciati, artefatti o macchinosi, invece, rischiano di mandare in panne anche un meccanismo narrativo ben ingranato. I dialoghi hanno il potere di farci credere in ciò che vediamo, ascoltiamo, leggiamo: eppure, scrivere dialoghi per la finzione è qualcosa di ben diverso dal ricalcare quelli della vita vera. Come costruire, allora, dei dialoghi realistici? E come evitare un linguaggio artificioso, costruendo invece una lingua addosso ai personaggi? Durante le otto lezioni del corso, vedremo come ogni dialogo che funzioni ha dietro una precisa impalcatura. Analizzeremo dialoghi provenienti da romanzi e racconti, graphic novel, teatro, film e …

Talismani – Ironico, amaro, illuminante Jonathan Swift

Di Andrea Bricchi Se vi stabiliscono un dialogo fecondo di suggestioni, i classici, per chi li legge, si configurano come degli «equivalenti dell’universo, al pari degli antichi talismani» (Calvino). Così, portati sempre con sé, possono sortire effetti benefici e domare i demoni interiori. Alcuni meritano di essere spolverati, altri non hanno mai smesso di stare appesi al collo di qualcuno, ma tutti, se lucidati, risplendono di una bellezza più viva. Da dove nasce la loro magia? Ingiustamente considerato per troppo tempo una mera lettura per ragazzi, I viaggi di Gulliver è in realtà tra i primi e migliori esempi di narrativa satirica e denuncia comportamenti, manie e pregiudizi che a distanza di tre secoli non possono ancora dirsi debellati. Quel che colpisce di più è come Swift si stagli quale antesignano degli esponenti dell’Illuminismo maturo, e in particolare di coloro che, nei contes philosophiques, addolcivano la medicina amara della realtà con il miele della forma narrativa, con il pungente valore aggiunto di una sferzante ironia. Ironia che troviamo più o meno costantemente nell’opera in oggetto. …

Libri (Quasi) Non Letti #3

Ci sono libri che leggiamo e rileggiamo, di cui citiamo passi a memoria, che ci hanno cambiato la vita o solo una giornata. E poi ci sono libri su cui abbiamo altri programmi, che ci fanno compagnia da anni, fedeli in attesa, quelli interrotti o dimenticati, altri che appaiono inaspettati e sembrano inseguirci o solo chiamarci, libri che in qualche modo fanno già parte di noi. Come il Lettore di “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, editori, scrittori, illustratori e librai raccontano i loro libri non letti. risponde Stefano Friani Libri che puoi fare a meno di leggere Non lo so ma ho come l’intuizione che Rayuela di Cortázar, che ogni tanto mi occhieggia dalla libreria dei libri non letti, io non lo inizierò mai. L’idea di essere interattivo con un libro, navigarlo come un labirinto e giocarci come se stessi assemblando un puzzle mi ripugna abbastanza. Sei tu l’autore, fai il tuo mestiere e dimmi quello che mi devi dire. Grazie, ma no grazie. Libri fatti per altri usi che la lettura Lando vale? …

Andare a letto con chi scrive

È diventato con il tempo così capriccioso dire di sé stessi “sono un editor”. Un’identità nata già un po’ ridicola a causa della mancata traduzione nella lingua in cui la si nomina, scippata, molti dicono, a chi il mestiere lo certifica all’interno di una casa editrice, e poi trasformata nella foglia di fico sotto cui si celano le esperienze, le capacità, le produttività non misurabili, come sono molte delle cose che un editor fa o non fa. Chi lo dice di qualcuno che è un editor? Chi lo dice che io sono un’editor? All’inizio nessuno, me lo dicevo da sola. L’ho detto la prima volta quando ho aperto questo sito e ho giurato di poterlo dimostrare, e poi al primo autore/cliente che ha richiesto il mio aiuto per scomporre e ricomporre una storia, al primo scrittore pubblicato o anche pubblicabile-in-potenza che mi ha affidato la sua opera. Sono un’editor perché leggo bene, so come si fa, riconosco la scrittura, so aiutare a governarla. Al ridicolo di non avere un nome appropriato si aggiunge quello per …

APNEA – scuola di lettura e editing

CHE COS’È Apnea è un corso di formazione per lettori unico nel suo genere: una scuola di lettura tecnica e critica di lungo periodo, che fornisce gli strumenti per trasformare la passione di leggere in una competenza. Apnea forma lettori forti. Per diventare un lettore forte non conta quanti sono i libri che leggi, ma quanto vale la tua capacità di leggerli: proprio come per la scrittura questa capacità s’impara, si educa, si perfeziona. Se vuoi specializzare il tuo occhio di lettore, se lavori in editoria, se vorresti fare il redattore, il giornalista culturale, l’editor, il critico o se hai semplicemente una passione per le storie: Apnea ti dà gli strumenti per leggere professionalmente. Un laboratorio di editing lungo 6 mesi è a tutti gli effetti un apprendistato. La classe di allievi editor lavorerà a un romanzo inedito seguendo passo-passo il lavoro che Francesca de Lena compie su ogni manoscritto che riceve. Si comincia con le prime impressioni e la scelta della direzione per il lavoro di (ri)struttura del testo e si finisce con il …

Scrivo perché riconosco la compagnia di un’ombra che mi cammina a fianco

di Eduardo Savarese Ho fatto la quarantena in casa con Lisetta e Rodrigo, i miei gatti. Poiché sono attratto da tempo dalla vita claustrale o, per meglio dire, monacale (soprattutto per quanto attiene alla regolarità del ritmo quotidiano), ho preso la palla al balzo e ho cercato di organizzare la mia giornata-tipo come quella di un monaco. Dopo un po’ di attività fisica, lavoro e preghiera. Nel lavoro, molti studio e lettura. Partiamo dalla preghiera/meditazione (seduto in silenzio per unità temporali di trenta minuti con una candela accesa e ben coperto, ma scalzo). Dopo le prime settimane più misticheggianti, è sopravvenuta la fatica di liberarmi dal peso dei pensieri (di ogni genere). Insomma, più la quarantena procedeva, più sentivo ingombrante il mio io. Più meditavo, più mi appesantivo. Come mai? Credo la risposta sia nell’eccesso di solitudine: sono gli altri che scavano uno spazio in noi, gli altri che ci forniscono gli strumenti per trovare le parole, per raccontare la vita. Quindi ho bisogno degli altri, e dei corpi degli altri, per fondare un equilibrio …

Scrivo perché sono venute a trovarmi le storie e ho capito di farne parte

di Barbara Fiorio È iniziato tutto quando ero piccola: sono venute a trovarmi le storie e ho capito di farne parte. Le storie delle fiabe, dei fumetti, dei cartoni animati, dei film, dei dischi, quelle inventate da papà, quelle viste a teatro con la mamma (fin da quando andavo all’asilo). Tutte le storie. Parlavano la mia lingua, erano vecchie amiche, ci capivamo. Di televisione, a casa, ce n’era una, era per i grandi e comunque dopo il Carosello dovevo andare a dormire (storie anche nel Carosello!). Però casa mia era piena di libri: mi venivano letti e presto, quando ho imparato a leggere, ho avuto anche io la mia libreria personale. Mi piaceva stare con gli altri, giocare, fare sport, andare a scuola, certo, però le storie, eh, quelle erano il rifugio, la ricarica, il mio spazio personale. Erano porte che mi conducevano in altri mondi, e non c’erano confini. Scriverne è stato immediato e naturale, ho cominciato a farlo dal primo momento in cui ho imparato a usare l’alfabeto e la penna. Scrivevo storie …

La fantascienza ci restituirà il futuro

“Perché non è vero che la vita è sempre bella, che va vissuta a piene mani, che nelle piccole cose sta la felicità. Sciocchezze. Siamo su una canoa senza remi e la corrente non si ferma. Questo è tutto.”  Questa è una citazione da Gli immortali, di Alberto Giuliani, una delle letture che stanno accompagnando un’insonnia comparsa senza preavviso, tra le altre novità di questa primavera. Trovo che sia una perfetta fotografia dell’umore del tempo, e anche il resto del libro, a suo modo, lo è. Il narratore fa un viaggio a metà tra l’autofiction e il reportage, alla scoperta di luoghi dove si scrive il futuro, quello che non vuole arrendersi alla fine, quello che non vuole restare solo un’ipotesi nel presente. Tra astronauti che si preparano alla vita su Marte, cyborg umanoidi, cani clonati e bunker sotterranei costruiti per resistere alla “fine” del mondo, Giuliani rincorre una domanda: come si sopravvive all’improvvisa consapevolezza della propria mortalità? È una domanda che riecheggia nell’aria (quest’aria di cui in queste settimane abbiamo sempre più fame) ma …