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apnea – corso di lettura e editing

CHE COS’È Apnea è un corso di formazione per lettori unico nel suo genere: una scuola di lettura tecnica e critica di lungo periodo, che fornisce gli strumenti per trasformare la passione di leggere in una competenza. Apnea forma lettori forti. Per diventare un lettore forte non conta quanti sono i libri che leggi, ma quanto vale la tua capacità di leggerli: proprio come per la scrittura questa capacità s’impara, si educa, si perfeziona. Se vuoi specializzare il tuo occhio di lettore, se lavori in editoria, se vorresti fare il redattore, il giornalista culturale, l’editor, il critico o se hai semplicemente una passione per le storie: Apnea ti dà gli strumenti per leggere professionalmente. Un laboratorio di editing lungo 6 mesi è a tutti gli effetti un apprendistato. La classe di allievi editor lavorerà a un romanzo inedito seguendo passo-passo il lavoro che Francesca de Lena compie su ogni manoscritto che riceve. Si comincia con le prime impressioni e la scelta della direzione per il lavoro di (ri)struttura del testo e si finisce con il …

Scrivo perché riconosco la compagnia di un’ombra che mi cammina a fianco

di Eduardo Savarese Ho fatto la quarantena in casa con Lisetta e Rodrigo, i miei gatti. Poiché sono attratto da tempo dalla vita claustrale o, per meglio dire, monacale (soprattutto per quanto attiene alla regolarità del ritmo quotidiano), ho preso la palla al balzo e ho cercato di organizzare la mia giornata-tipo come quella di un monaco. Dopo un po’ di attività fisica, lavoro e preghiera. Nel lavoro, molti studio e lettura. Partiamo dalla preghiera/meditazione (seduto in silenzio per unità temporali di trenta minuti con una candela accesa e ben coperto, ma scalzo). Dopo le prime settimane più misticheggianti, è sopravvenuta la fatica di liberarmi dal peso dei pensieri (di ogni genere). Insomma, più la quarantena procedeva, più sentivo ingombrante il mio io. Più meditavo, più mi appesantivo. Come mai? Credo la risposta sia nell’eccesso di solitudine: sono gli altri che scavano uno spazio in noi, gli altri che ci forniscono gli strumenti per trovare le parole, per raccontare la vita. Quindi ho bisogno degli altri, e dei corpi degli altri, per fondare un equilibrio …

Scrivo perché sono venute a trovarmi le storie e ho capito di farne parte

di Barbara Fiorio È iniziato tutto quando ero piccola: sono venute a trovarmi le storie e ho capito di farne parte. Le storie delle fiabe, dei fumetti, dei cartoni animati, dei film, dei dischi, quelle inventate da papà, quelle viste a teatro con la mamma (fin da quando andavo all’asilo). Tutte le storie. Parlavano la mia lingua, erano vecchie amiche, ci capivamo. Di televisione, a casa, ce n’era una, era per i grandi e comunque dopo il Carosello dovevo andare a dormire (storie anche nel Carosello!). Però casa mia era piena di libri: mi venivano letti e presto, quando ho imparato a leggere, ho avuto anche io la mia libreria personale. Mi piaceva stare con gli altri, giocare, fare sport, andare a scuola, certo, però le storie, eh, quelle erano il rifugio, la ricarica, il mio spazio personale. Erano porte che mi conducevano in altri mondi, e non c’erano confini. Scriverne è stato immediato e naturale, ho cominciato a farlo dal primo momento in cui ho imparato a usare l’alfabeto e la penna. Scrivevo storie …

La fantascienza ci restituirà il futuro

“Perché non è vero che la vita è sempre bella, che va vissuta a piene mani, che nelle piccole cose sta la felicità. Sciocchezze. Siamo su una canoa senza remi e la corrente non si ferma. Questo è tutto.”  Questa è una citazione da Gli immortali, di Alberto Giuliani, una delle letture che stanno accompagnando un’insonnia comparsa senza preavviso, tra le altre novità di questa primavera. Trovo che sia una perfetta fotografia dell’umore del tempo, e anche il resto del libro, a suo modo, lo è. Il narratore fa un viaggio a metà tra l’autofiction e il reportage, alla scoperta di luoghi dove si scrive il futuro, quello che non vuole arrendersi alla fine, quello che non vuole restare solo un’ipotesi nel presente. Tra astronauti che si preparano alla vita su Marte, cyborg umanoidi, cani clonati e bunker sotterranei costruiti per resistere alla “fine” del mondo, Giuliani rincorre una domanda: come si sopravvive all’improvvisa consapevolezza della propria mortalità? È una domanda che riecheggia nell’aria (quest’aria di cui in queste settimane abbiamo sempre più fame) ma …

Prima e dopo la pubblicazione: come cambia un romanzo

di Marco Terracciano Due anni fa Valentina Durante stava cercando un editore per il suo romanzo Afrodia e, nel frattempo, chiedeva pareri ai suoi contatti Facebook. Io non la conoscevo, ma qualche mese prima avevo letto questo suo racconto sulla rivista Vibrisse e per diversi giorni mi ci ero arrovellato su. Così, come accade ai lettori che si sentono in confidenza con gli autori dopo averne condiviso l’immaginario, mi sentii in diritto di chiederle il file word di quel romanzo. Lei fu paziente e me lo inviò. La proibizione, uscito poi nel 2019 per Laurana, è la versione definitiva di quella prima versione che potei leggere in anteprima. Avere l’occasione di confrontare due versioni di uno stesso romanzo, quella edita e quella inedita, aiuta a capire come la stessa storia possa essere raccontata in modi apparentemente simili, ma profondamente diversi. Mettetevi comodi e cercate di seguirmi. 1. Un kimono verde smeraldo Poche battute sulla trama di La proibizione: due donne, Leni e zia Eleonora, vivono nella stessa casa e sono legate da un rapporto morboso di reciproca dipendenza. …

Fidarsi del sé stesso lettore (educandolo)

Se lo chiedessero a me, la prima cosa che vorrei i lettori imparassero a fare è fidarsi del sé stesso lettore. Bene leggere le recensioni, bene ascoltare i critici letterari, bene il passaparola e le discussioni di gruppo, non bene farsi incatenare il pensiero dalle convinzioni altrui. Molte volte io ho vissuto il disagio di non “riuscire a capire” un testo che pareva invece tutti gli altri capissero. Bene chiedersi: tutti gli altri chi? I sempre-gli-stessi 10 blogger che leggo quotidianamente? L’ufficio stampa dell’editore con cui è uscito il libro? Il libraio di fiducia? La firma sul settimanale? Pur mettendo insieme tutte le voci che siamo soliti ascoltare nelle nostre decisioni sui libri non accumuleremo più di un condominio di 5 piani. Quindi, per prima cosa: ridimensionare il tutti. Certi discorsi oggi è pericoloso farli perché se ti scappano di mano c’è il rischio vengano equivocati con l’inascoltabile sciocchezza dell’uno vale uno. Ovviamente uno non vale uno. L’opinione del semplice lettore non vale quanto quella del critico; l’opinione del lettore occasionale non vale quanto quella …

L’estate è finita ricomincia la vita: lista delle cose lette/viste davvero in casa Ilda

Si diceva a luglio della farsa dei buoni propositi settembrini: quelli per cui si comincia a spergiurare già da inizio agosto caricandoli fino all’inverosimile così da mandare tutto all’aria già al primo del mese. Ebbene, noi non solo a luglio sapevamo già che detti propositi settembrini sarebbero stati una farsa, ma intuivamo che lo sarebbero più o meno stati anche quelli estivi. Dunque ci siamo lasciati con la lista delle cose da leggere e vedere durante l’estate e ci riprendiamo con la lista delle cose che abbiamo letto e visto davvero. Giurin giurello, l’estate è finita, ricomincia la vita (cit.) L’estate finita di Francesca de Lena Io di solito sono quella che spara altissimo e poi non ne ricava niente, quindi posso perfino dirmi soddisfatta del risultato estivo: non ho letto tutti i racconti di  Petali e altri racconti scomodi (Guadalupe Nettel, La nuova frontiera, traduzione di Federica Niola) ma alcuni sì: ben scritti, misurati e suggestivi come sono i buoni racconti, ma alla lunga troppo onirico-romantici per i miei gusti. Quel tono che senza risultare …

L’estate di Ilda: una lista confusa

La farsa dei buoni propositi è di solito riservata ai mesi di settembre e gennaio, seguita nei mesi di ottobre e febbraio da quella dei buoni propositi mancati. E d’estate che si fa? Ci si dice che si ha più tempo, ci si può rilassare, non ci sono mete da raggiungere e impegni da perseguire, ma bisogna approfittare del lungo (?) tempo di inattività per fare quelle cose rimandate da una vita e che ora è davvero il momento di concedersi, perché i giorni non siano tutti uguali e perché ci si possa dire quando sarà il momento: “ho fatto anche questo”. Fatto cosa? Leggere libri, guardare serie tv. La nostra amata e incredibile vita spericolata, insomma, che non siamo nemmeno troppo sicuri di riuscire ad affrontare ma, ok, ci metteremo tutte le nostre forze. Buona estate! L’estate di Luigi Loi Ho comprato A casa quando è buio di James Purdy (traduzione di Floriana Bossi, Racconti edizioni) e sono curioso. La curiosità nasce da motivi del tutto pericolosi, mettere le dita nella presa elettrica e aspettare …

Rileggere come?

Disse Flaubert a Louise Colet: “Quanto saremmo intelligenti se conoscessimo a menadito soltanto cinque o sei libri!” Ci abbiamo messo un po’ a capirlo, ma da qualche tempo parlare di ri-lettura non è più una vanità da topi di biblioteca. Si rilegge con orgoglio e se ne cantano le lodi; si dice faccia bene. Per ricordarsi dei classici, com’è giusto, ma anche per riassaporare un senso di bellezza che un libro ci ha dato molto tempo fa e che non abbiamo mai ritrovato altrove. Come tutte le cose editoriali, sembra sia più che altro merito di una tendenza, (quella che dice:”Oh! Quanti libri! Troppi! Troppo lunghi! Chi ce la fa a stargli dietro? A che servono? Tutti vogliono fare gli scrittori! Tutti a pubblicare! Dieci nuove uscite al mese! Piuttosto rileggo i classici: la vera letteratura!”) e non di una strutturale consapevolezza, ma poco importa. Rileggere è sempre un ottimo esercizio, di qualsiasi cosa si tratti, anche scritta di nostra mano. (Anche le lettere inviate ai nostri cari per spiegarci, o ai nostri ex per allontanarli, …

Calvino salvi tutti

I libri degli altri è la raccolta Einaudi delle lettere che il Calvino editor¹ scriveva agli scrittori. Autori sconosciuti o già pubblicati inviavano il proprio testo in casa editrice e trovavano Calvino all’altro lato della scrivania, pronto a leggere. Era il suo mestiere. Oggi è più difficile che un esordiente venga letto direttamente in casa editrice. Questo non vuol dire che gli editori siano brutti e cattivi. Vuol dire solo che, per tutta una serie di motivi, i luoghi in cui ci si occupa di leggere si sono moltiplicati (premi letterari per inediti, agenzie letterarie, corsi di scrittura) e l’editore ha lasciato la presa. Molto spesso cede lo scouting ad altri, e, solo poi, va a vedere cosa c’è di buono. C’è, però, almeno una cosa che rimane in comune tra l’immagine di Calvino alla scrivania e i nostri nuovi luoghi editoriali: la figura del lettore professionista. Non tutti sanno leggere. Quest’affermazione è così importante che val la pena ripeterla: non tutti sanno leggere. Nessuno crede di essere musicista perché a scuola gli hanno insegnato le note. Nessuno crede di essere pittore perché …