Autore: Redazione

Scrivo perché intanto fuori è l’alba

di Nicoletta Verna Scrivo in primo luogo perché mi consente di tergiversare quando non so bene cosa dire. (Fra me e mio fratello ci sono 15 anni, e quando io ero una bambina e lui un ragazzino non è che avevamo molto da dirci – lui poi aveva interessi stravaganti tipo la sua Citroën Diane, la Jolly-Colombani Basket e una ragazza carina e minuta, mora, che ogni tanto invitava a casa.  Casa nostra era piccola, io e lui dormivamo nella stessa stanza e un pomeriggio c’era da noi questa ragazza, e io gli stavo fra i piedi. “Perché [ehm] non esci un po’ a giocare?” “Perché a giocare da sola mi annoio.” Stavo seduta sul suo letto dondolando i piedi. Ero una bambina egocentrica, come tutti i bambini, e piuttosto invadente. La ragazza ci guardava scocciatissima.“Ok. Perché non vai a leggere qualcosa?” “Perché non so fare. Ho quattro anni.”Prese il primo libro che trovò sulla scrivania, un manuale di elettrotecnica, e me lo aprì di fronte. “Seguimi. Questa è la A, poi c’è la B, …

Il misfatto – Prima e dopo l’editing

A seguito della nostra call per Apnea scuola di lettura e editing abbiamo ricevuto circa 60 romanzi. La redazione narrativa e Francesca de Lena li hanno letti e hanno scelto quello su cui lavorare per l’editing gratuito. Dopodiché hanno selezionato altri 5 romanzi, i cui primi capitoli pubblichiamo ora sulla nostra rivista, prima con le note di editing in chiaro e poi in versione definitiva. Questo è il primo e lo ha scritto Elisabetta Foresti. L’autrice ha presentato un testo maturo e che ha richiesto un editing leggerissimo. Abbiamo lavorato per rendere più chiari un paio di periodi, alleggerire qualche immagine e rendere più fluido il ritmo di alcuni passaggi. La storia: Marco è in carcere per aver assassinato suo padre. O così pare. Ma è davvero così? Per questo è in carcere? E chi è Marco?Tagliente, doloroso, senza pietà. Un testo dove nulla è certo, tutti vengono messi di continuo in discussione e ognuno è alla ricerca di una speranza di perdono. Il misfatto, 1° capitolo (originale con note di editing in chiaro) di …

Scrivo per spronare i pochi viventi di Montale a uscire dalle tenebre

di Mauro Maraschi Da quando scrivo narrativa, e sono ormai vent’anni, il mio interesse principale è sempre stato quello di denunciare gli automatismi sociali e culturali. Sono consapevole che, come diceva Zamenhof, «una battaglia ideologica ne nasconde sempre una personale», e che in tal senso io non faccio eccezione. Combatto gli automatismi perché – in quanto individuo sociale – non li so cavalcare, non so trarne vantaggio, non sono mai riuscito ad adeguarmi. A un certo punto della mia esistenza ho cominciato ad avere la sensazione che la gente intorno a me non facesse niente per via di un’intenzione autentica, bensì selezionando delle opzioni da una gamma prestabilita. Con il passare degli anni tutto mi è sembrato sempre più retorico, stereotipato, predigerito – tutto mi è parso come una citazione di altro, e mai qualcosa in sé. Sempre più spesso durante una conversazione ho sentito il desiderio di trasformarla in una meta-conversazione, di ragionare sulla forma più che sul contenuto, o meglio, di correggere il tiro della forma per emanciparla dalle formule e farla coincidere …

camera di smontaggio [corso di lettura e visione]

corso di analisi testi e visioni aprile – maggio 2024 CHE COS’È, IN BREVE Camera di smontaggio è un percorso di allenamento critico e creativo per lettori e visionari e in generale per chi ha una fervente passione per le storie ma desidera far crescere e allenare il proprio sguardo usando come attrezzi l’unica cosa che veramente conta: i testi da leggere, le scene da osservare. Attraverso la lettura attenta e guidata di pagine di romanzi, racconti, episodi di serie TV, i partecipanti impareranno a riconoscere (e pretendere) subito una buona storia. CHE COS’È, SPIEGATO MEGLIO Essere un lettore, un fruitore di film e serie TV, un ascoltatore di podcast e audiolibri viene spesso etichettato come un comportamento passivo, ma non lo è. È invece l’esatto contrario: un’abilità non solo attiva ma addirittura creativa. La qualità della tua lettura/visione/ascolto non dipende dai libri che vengono pubblicati e che trovi in libreria, non è colpa delle scelte delle produzioni TV e audio, ma è una tua responsabilità: saper smontare, analizzare, comparare le storie di ogni formato …

Scrivere per adulti, scrivere per ragazzi: intervista a Veronica Galletta, Sarah Savioli, Barbara Fiorio.

di Beatrice Galluzzi In un recente editoriale apparso nella newsletter di Ilda, Francesca de Lena rifletteva sul fatto che scrivere per ragazzi sia molto diverso rispetto a scrivere per adulti: i secondi, una volta finito un libro, lo posano, archiviandolo nella libreria, mentre i ragazzi, i bambini, tendono a leggerlo e rileggerlo più volte. Ci entrano, si accomodano, vivono in un’atmosfera che mano a mano diventa loro familiare. Ecco la grande responsabilità di scrivere per ragazzi: l’esigenza di creare una storia avvincente, un setting originale, personaggi per il quale fare il tifo. Un connubio che trionfa nei romanzi di avventura, quelli che molti di noi ricordano come formativi negli anni più cruciali.  A questo proposito, la prima domanda è per Veronica Galletta, premio Campiello Opera prima 2020 con “Le isole di Norman” (ItaloSvevo, 2020), ora in libreria con “Nina sull’argine” (minimum fax, 2021). Hai sempre dichiarato che il romanzo di avventura è stato fondamentale per il tuo bagaglio da scrittrice (bagaglio inteso come necessaire degli strumenti da utilizzare, ma anche raccoglitore di idee, di appunti, …

Moda e fantascienza: l’immaginario di Rick Owens

di Claudia Vanti Alla vista dell’immagine iniziale della sfilata p/e 2022 di Rick Owens al Palais di Tokyo di Parigi (il 28 settembre scorso) chi scrive ha momentaneamente pensato che si trattasse di un fotogramma sottratto a scene inedite dell’ultimo Dune diretto da Denis Villeneuve. Esagerazione? Autosuggestione dettata dall’enorme quantità di reazioni e commenti al film appena uscito? L’ambientazione – l’indirizzo preferito di Rick Owens per la maggior parte delle sue sfilate –  ha scalinate e colonne imponenti, e statue di gusto modernista che fanno pensare a un palazzo imperiale o a delle vestigia di qualche civiltà sull’orlo della distruzione, o comunque a un luogo pronto a ospitare riunioni intergalattiche dall’esito incerto. O a fare da sfondo all’arrivo della casa Atreides su Arrakis/Dune, come gli edifici brutalisti e i soffitti altissimi che nel film dichiarano a gran voce la grandezza (del regime) e l’arroganza della nobiltà dominante. “Grandeur”, per dirla eufemisticamente. La regia della sfilata pensata per la diffusione via diretta streaming ha avuto, in più, il pregio di trasformare un pallido sole parigino di …

Perché non voglio fare l’editor

di Modestina Cedola Tra il 2020 e il 2021 ho seguito un corso base e un corso avanzato per editor, ho imparato molto e mi sono goduta il percorso ma finisco con un’unica ferma convinzione: io non voglio fare l’editor. Per me leggere è sempre stata la possibilità di scoprire il mondo. Nascere e vivere in un piccolo paesino di una provincia pugliese ti regala moltissime esperienze meravigliose ma non di certo la capacità di guardare in maniera ampia alle cose. Se ho scoperto la complessità del mondo pur senza riuscire a decifrarlo e se ho capito la varietà umana imparando a non applicare il metro del giudizio del paese, lo devo ai libri. Nasco in una famiglia di non lettori. Durante la mia infanzia in casa mia c’erano tre libri: uno di favole, con una copertina rossa, a cui i miei fratelli avevano strappato delle pagine, una vecchia edizione di Heidi scarabocchiata sempre dai miei fratelli e Un amore senza fine di Scott Spencer comprato, ma mai letto, da mia madre. Se da un …

Scrivo per avvicinare i vivi, i morti e chi non è ancora nato

di Riccardo Capoferro Non so dire con chiarezza perché scrivo. A un dato momento della mia vita – forse tardivo – voci, visi, chiaroscuri, scorci di luoghi immaginari hanno iniziato a mulinarmi in testa: un ronzio di mosche che si è via via ingrossato, fino a diventare, nel corso degli anni, un sonoro battito d’ali. Potrei provare a spiegare razionalmente, con uno sforzo di astrazione, i processi da cui tutto è scaturito, ma preferisco raccontare quel che ho vissuto. Dunque lo racconto. Quel turbinio di cose inesistenti, che spesso mi distraeva da cose più serie, si è rivelato presto bisognoso di cure, di un’attenzione vigile. Mi sono ritrovato, così, a inseguire l’aria, a prenderla tra le mani e modellarla.  Non è un’arte che si impara dal niente: ha richiesto pazienza, e lunghe conversazioni con dei fantasmi. Ma è stata prodiga di piaceri: il piacere di sentire il linguaggio che si sveglia; di vedere pallide ombre del pensiero che allignano nel mondo sensibile e diventano visioni, emozioni, azioni; di coltivare piccoli viluppi di esseri e cose, …

La lista dell’arrivederci a settembre di ILDA

L’abbiamo già detto che siamo stanchi? Ce lo stiamo dicendo tutti da un po’, al lavoro, alle prime cene d’estate. Le vacanze sono dietro l’angolo, speriamo non ci sia anche un nuovo autunno d’isolamento. Nel dubbio salutiamoci, riposiamoci, rienergizziamoci, e facciamo caso alle storie belle, in tutte le loro forme. Qui il nostro contributo, con cui vi salutiamo e vi diamo appuntamento a un settembre luminoso e carico di novità. Lista di Francesca de Lena GUARDARE (film) I Croods 2, di Kirk De Micco, Chris Sanders, Joel Crawford, DreamWorks Finalmente al cinema e solo al cinema, il secondo film sulla famiglia di cavernicoli in grado di riportare la cinematografia d’animazione ai fasti di L’era glaciale. Mai semplice ripetersi eppure si muore dalle risate allo stesso livello di I croods 1 (acquistabile e noleggiabile su Amazon Prime: consigliato). Alle qualità del primo si aggiungono una costruzione visiva esorbitante, ipercolorata, psichedelica, visionaria e a tratti horror e un livello di lettura fortemente calato nell’attualità senza mai diventare pedagogico: donne forti che ce la fanno da sole, donne che litigano e …

Fake

A seguito della nostra call abbiamo ricevuto 106 racconti. Letti e selezionati dalla classe di Apnea ’20/’21, ne sono infine stati scelti 14 per la pubblicazione. Questo è il quattordicesimo e ultimo racconto, scritto da Erika Nannini. Non è entrato inizialmente nella rosa dei selezionati, ma è stato recuperato da Francesca de Lena per l’estrema naturalezza dei dialoghi e la penna molto precisa dell’autrice. Il racconto ha richiesto un editing mirato a chiarire alcuni passaggi di snodo, salvaguardando il realismo dei dialoghi e senza snaturare l’originalità del testo. Particolare attenzione è stata prestata al ritmo della narrazione. Hanno curato il testo prima la corsista di Apnea Monica Laudonia poi le caporedattrici. Attraverso dialoghi serrati che riproducono un parlato quotidiano elevato e con un linguaggio intriso dai tecnicismi dell’arte, l’autrice ci guida, mentre seguiamo il passeggero, in una riflessione estetica che si pone la domanda fondamentale: cos’è che fa di un lavoro un’opera d’arte? di Erika Nannini Superati i Ponti di Vara la strada cambia colore, una cenere bianca, opaca ricopre la terra e l’erba più bassa. La breccia stride …