Autore: Redazione

Non prenderla come una critica – Naviga le tue stelle di Jesmyn Ward

di Valentina Grotta Naviga le tue stelle è un piccolo libro, pubblicato da NN Editore, contenente il discorso che la scrittrice Jesmyn Ward ha pronunciato alla cerimonia di consegna dei diplomi alla Tulane University nel 2018. Nel 2017, per il discorso pronunciato per il National Book Award dedicato alla fiction, la scrittrice si scusava perché per l’emozione era costretta a leggerlo dal cellulare. Solo un anno dopo, Ward fa tutto a memoria, senza pause o incertezze, senza leggere e senza apparente emozione. Una bussola per il futuro I discorsi del diploma sono una consuetudine americana consolidata e spesso arrivano oltreoceano sotto forma di pillole di incoraggiamento (come dimenticare – nonostante tutto – lo “stay hungry, stay foolish” di Steve Jobs o il discorso di Jim Carrey sulle scelte dettate dall’amore e dalla paura?). Mai facilmente replicabili, soprattutto dalle nostre parti, questi discorsi hanno spesso una struttura narrativa da manuale. Il personaggio principale – il protagonista, l’eroe – parte da un mondo ordinario, viene richiamato da qualcosa – un ideale, una passione -, rifiuta il richiamo, …

La prima cosa scritta

5 domande a partire da una fotografia: quella del primo testo scritto. Le prime parole delle quali scrittrici e scrittori hanno deciso di fare qualcosa, o quelle che hanno mostrato loro che scrivere era ciò che volevano davvero (e in cui davvero riuscivano). La svolta nella loro formazione, anche se in un momento iniziale, e nel loro percorso autoriale. A cura di Francesca de Lena. Intervista di Francesca Ceci. Risponde Azzurra D’Agostino. Questa è la prima pagina di un lungo poemetto scritto di getto nel 2002, poi pubblicato per I Quaderni del battello ebbro l’anno seguente, in una plaquette dal titolo dialettale che significa: “Da nessuna parte”. Cosa questa foto racconta del testo e cosa racconta di te?Questa foto racconta il primo testo in cui ho capito che era successo qualcosa. Che avevo intravisto una traccia per terra, o sentito un suono che guida, o la lucina nel bosco buio. Da molti anni, o forse per la prima volta, non conducevo io un testo, non ero presente sulla pagina, ma ero in ascolto totale. Quello …

People – corso sui personaggi

CHE COS’È Un corso dedicato alla costruzione e alla decostruzione dei personaggi, pensato per chi lavora a stretto contatto con le storie: per chi scrive (narrativa, drammaturgia, sceneggiatura o altro) o per chi vuole affinare uno sguardo più consapevole davanti ai prodotti di finzione. Analizzeremo e metteremo in pratica gli elementi che aiutano a capire se la costruzione di un personaggio funziona oppure no. Come creare dei personaggi che siano portatori di complessità? Quali rappresentazioni possono ispirarci? Come riconoscere i cliché e gli stereotipi nei personaggi che abbiamo letto, visto e magari amato? Come immaginare dei personaggi che siano un po’ come delle persone? Male gaze, descrizioni inverosimili, voci non credibili: siamo consapevoli dello sguardo con cui osserviamo, creiamo e raccontiamo i personaggi di una storia? Cosa accade quando i personaggi che popolano il nostro racconto non ci somigliano (per genere, provenienza, cultura, corporeità) o non aderiscono a una norma già ampiamente conosciuta e codificata? Come evitare che i nostri personaggi siano bidimensionali e ridotti a “portatori di un’istanza”?Gli approfondimenti a cura delle docenti ospiti …

5 libri a tema x 8 liste= 40 consigli di lettura per Natale e non

Lista di 5 manuali di scrittura, redatta da Valentina Grotta La scrittura non si insegna, di Vanni Santoni, Minimum Fax La sempre intrigante questione se seguire una scuola di scrittura serva o meno (tema affrontato ampiamente qui) riceve in questo libro una serie di risposte, alcune inedite. In più vi troverete l’elenco più completo (secondo Vanni Santoni) delle opere che dovreste leggere se volete fare il mestiere dello scrittore. Naviga le tue stelle, di Jesmyn Ward, trad. Alessio Forgione, NN editore È il discorso pronunciato da Jesmyn Ward alla cerimonia di consegna dei diplomi alla Tulane University, dove insegna. È la testimonianza di un percorso di vita fatto di difficoltà, rinunce e paure, condensate in un talento vero, capace di creare storie di grandissimo impatto. Il libricino è illustrato da Gina Triplett come una favola della buonanotte. Leggete e moltiplicatevi, di Romina Arena, Rubettino Scrivere sì, ma anche leggere richiede un certo impegno. Siamo più abituati a farlo a scuola, ma cosa ci insegnano davvero? Sono dell’opinione che quanto appreso al liceo lasci più frustrazioni …

Il remix della bellezza al Gucci Fest

di Claudia Vanti In questo strano periodo pandemico è difficile trovare argomenti che scuotano anche solo superficialmente il mondo di chi pensa e produce vestiti o di chi ne scrive, ne parla e li guarda per curiosità.La sensazione più diffusa, anche fra i molti addetti che pure continuano a lavorare con difficoltà aumentate da necessità di distanziamenti e tempistiche incerte, è che parlare di moda con un’emergenza sanitaria in corso sia “fuori luogo”, come se si dovesse scontare un atavico stigma per colpevole frivolezza.Le cose sono in realtà un po’ più complicate, e non solo per la ricaduta economica negativa, ma anche perché proprio in questi mesi nei quali le varie forme di racconto, dalla (ri)lettura di classici nella fase più acuta del lockdown alla fruizione quotidiana e diffusa dei servizi di streaming in abbonamento, anche la moda può inserirsi come generatrice di contenuti narrativi.Lo storytelling rivolto al marketing di un prodotto o di un brand è una pratica comune, ma l’atto del raccontare sta alla base dell’ispirazione dei grandi sarti già un secolo fa, …

Non prenderla come una critica – Come ho inventato l’Italia di Fabrizio Corona

di Luigi Loi Fabrizio Corona è nato da una sintesi tra Emilio Fede e Costantino Vitagliano: ci dice che il problema del mondo non è estetico, ma economico, altrimenti, nessuno vorrebbe essere ricco a tutti i costi. Corona incarna tutti gli stereotipi del berlusconismo. A guardarlo da Milano Due appare giovanile, spregiudicato, sicuro di sé. Veste bene, è atletico, ha le belle donne, è ricco, ha pure una certa abbronzatura culturale, cioè è figlio di un giornalista, usa correttamente i congiuntivi, non è “saputo” né scolastico. Insomma, ha lo stretto necessario per piacere a quell’Italia che la legittimazione culturale non l’ha mai avuta. Invece, dal palco del Primo Maggio appare trash, arrivista, megalomane. È un cafone arricchito da una ricchezza sospetta, sfrutta le donne, è un vizioso, è un parvenu. Insomma, è trasversale, ma è un prodotto datato. Un rotocalco quando ormai le edicole chiudono. Un format televisivo in mezzo ai servizi di streaming in abbonamento, che fa l’effetto straniante di quella battuta di Valerio Lundini: a che ora va in onda Suburra? E si …

Racconti!

Sei un lettore di racconti? Ne hai scritto uno? È proprio un racconto e non una suggestione, un frammento, una parte di romanzo? Qui a ILDA siamo grandi estimatori della forma racconto e saremmo molto felici se tu ci mandassi il tuo. Francesca de Lena e la sua classe di Apnea corso di lettura e editing selezioneranno i migliori e, se il tuo sarà tra questi, ti ricontatteremo per pubblicarlo sulla nostra rivista.  Prima della pubblicazione entrerai in contatto con un allievo editor del corso e insieme perfezionerete il testo fino a farlo sbrilluccicare (o, se vuoi, fino a farlo tenebrare). Lo scopo? Scouting. Se il tuo è davvero un buon racconto magari ne avrai altri, o avrai altro da farci leggere. E si sa che da cosa può nascere cosa 🙂 info Invia il tuo racconto entro il 3 gennaio 2021 completo di titolo e accompagnato da una sinossi di max 800 battute spazi inclusi nello stesso file del racconto, prima del racconto. Lunghezza: min 7 max 12 cartelle (1 cartella= 1800 battute spazi inclusi) Genere: no storico, no fantasy, …

Il romanzo storico e dintorni

di Stefano Trucco L’abbraccio tra storico e fantascienza Cominciamo con una considerazione molto ovvia, e cioè lo stretto rapporto strutturale che il romanzo storico ha con la fantascienza (e in misura minore con il fantasy), che infatti spesso si presenta come ‘storia futura’. In entrambi i generi lo sfondo predomina sul primo piano, il contesto sui personaggi. Se prendo una storia standard – un amore difficile, un omicidio, un viaggio, una infanzia, etc. – e la calo in un tempo diverso dal presente, passato o futuro che sia, il peso dell’attenzione si sposta dai protagonisti allo sfondo, perché in caso contrario sarebbe bastato restarcene a casa nostra nel 2020 (cioè, no: meglio 2019) e concentrare i riflettori sui personaggi. Avremmo comunque dovuto fare attenzione al contesto, dato che non si vive su un’isola deserta senza contatti né bisogni, ma è chiaro che in una storia dell’oggi possiamo dare molto per scontate alcune cose, mentre non è così se vogliamo raccontare una storia del 1520 o del 2520. Stabilito il punto dello sfondo è chiaro che …

Non prenderla come una critica – Helgoland di Carlo Rovelli

di Luigi Loi Una collana di perle. Prima di acquistare mi piace sfogliare il catalogo dell’editore che si trova in coda ai suoi libri. Per esempio, 680. Hervé Clerc, Le cose come sono / 681. Alan Bennett, Gente / 682. Otto Carter, La chiave turchina etc. etc. Si tratta del piacere del collezionista, è il piacere di osservare l’abbondanza anche se non avrò mai la capacità materiale di leggere tutte queste pagine. Forse, è anche la possibilità di intuire una relazione tra questi libri, ordinati secondo numeri progressivi. Helgoland di Carlo Rovelli è al 756 della piccola biblioteca Adelphi, preceduto dai racconti di Jorge Luis Borges. Rovelli, da ottimo divulgatore e narratore qual è, racconta la storia della rivoluzione quantistica seguendo il movimento cronologico e la ricostruzione, ma le conclusioni sono paradossali: ogni elemento della realtà è sempre collegato agli altri, sia che si stia osservando il mondo degli atomi, sia che si osservi il mondo macroscopico. Insomma, la perla certamente esiste, ma è irrilevante fino a quando non è parte di un sistema di …

Non prenderla come una critica – “La questione dei cavalli” di Arianna Ulian

di Marco Terracciano Il pretesto Arianna Ulian, autrice di La questione dei cavalli, primo volume della collana Fremen curata da Giulio Mozzi per Laurana, è giunta alla sua prima prova letteraria con un corredo immaginativo composto in sostanza da tre elementi: un pretesto, una città e una prospettiva. Ne ha ricavato una storia multiforme e polifonica, dichiaratamente sperimentale, tanto semplice nell’intuizione quanto complessa nella struttura e nello stile.  Questa la trama: in occasione della preparazione di un western a Venezia – idea del celebre e visionario regista Mr.C che ha intenzione di girare un ambizioso sequel di Il mio nome è Nessuno di Tonino Valerii – accade un incidente che coinvolge i sette cavalli da impiegare durante le riprese in laguna. In breve: non riescono a sbarcare. Lo racconta Mauro Gallone – proprietario di un’agenzia di casting per animali –, insieme ad altri addetti ai lavori, rivolgendosi a una giornalista che sta provando a ricostruire i fatti dopo qualche anno. I cavalli sono «neofobi», temono le cose nuove, per cui l’idea di attraversare la laguna …