All posts filed under: lettura

Il realismo vive, e si chiama Richard Yates

Sono anni che ascolto annoiata le teorie anti-realiste. I dottissimi perché che scommettono sulla morte del “romanzo borghese” in favore ora della parodia, ora della distopia, ora dei plus-mondi, ora del racconto dell’antropocene, e ora di chissà quale categoria stagionale di cui il “dopo tutto questo” (l’emergenza covid) ci convincerà. La maggior parte delle volte il disprezzo per il realismo nasce da un accumulo di pranzi-di-famiglia, traumi-del-corpo, liti-di-coppia e tropi vari di cui effettivamente il realismo si serve non sempre con onore. Una messa in scena del chi siamo nella nostra vita reale: siamo insieme buoni e cattivi, coraggiosi e ignavi, traditori e pronti alla morte. Compiamo azioni positive e azioni negative dunque le compieranno anche i nostri personaggi. Tutto questo guardarsi e ricopiare non è allettante. Quando capita, il realismo delude. Ma giudicare un’arte dalle prove artistiche poco riuscite non è un esercizio corretto e in più crea un grosso equivoco. Si confonde il realismo con la mimesi, il realismo con lo specchio della realtà, con il guardare dal buco della serratura, con lo …

Non prenderla come una critica – Taccuino delle piccole occupazioni di Graziano Graziani

La vertigine di catalogare Il protagonista di questo romanzo è Girolamo, e forse ha un problema di memoria. Il condizionale è d’obbligo, visto che anche i suoi interlocutori sono dubbiosi in proposito: mi deve scusare, avevo premesso che questa cosa le sarebbe sembrata assurda, ma sa, ero venuto qui per un problema di memoria, i ricordi che ho nella testa mi si mescolano e non riesco più a metterli in fila. È un bel problema, fece lui, ma io non so se posso esserle utile. Non lo so neanch’io, dissi, perdendo il filo, ma poi gli chiesi, Perché, di cosa si occupa? pg 202 Girolamo è nato il 29 febbraio, un giorno che esiste solo ogni quattro anni: «ha un nome importante. Si chiama Girolamo Girolimoni, come il mostro di Roma». Forse ha un sosia, un doppio nato anche lui il 29 febbraio, nello stesso ospedale, nella stessa città e alla stessa ora. Forse ha amato e continua ad amare una donna di nome Viola. Non continuo. Si sappia solo che Il taccuino delle piccole …

Tre donne, due sguardi, una sola lettura comune.

Riflessione a quattro mani di Valentina Grotta e Chiara Marianna Coscia sul saggio di Lisa Taddeo. In una scena della seconda stagione della serie Peaky Blinders, Polly si trova faccia a faccia con l’uomo che l’ha aggredita sessualmente, intenzionata a sparargli. Questi, per convincerla a non farlo, le sussurra “Una parte di te…”, suggerendo che qualcosa dentro di lei, in un modo oscuro e misterioso, desiderava quello che è successo. Lei risponde “Io non ho parti!”. Cosa c’entra questo con Tre donne di Lisa Taddeo? Sembra niente, ma c’entra tutto, perché è oramai tema ricorrente in tutti i prodotti di fiction odierna ritrovarsi a fare i conti con scene come questa. Nel libro della Taddeo, edito da Mondadori, lo vediamo nel trattamento che riceve una delle protagoniste, Maggie, in tribunale durante il processo del professore con cui ha avuto una storia, nello sguardo delle altre donne nel gruppo d’ascolto quando Lina dichiara pubblicamente di avere un amante, nel modo in cui Sloane si osserva attraverso lo sguardo altrui. Siamo abituati così tanto a veder raccontate …

Non prenderla come una critica – Amatka di Karin Tidbeck

Amatka è il primo romanzo della scrittrice svedese Karin Tidbeck. Narra la storia di alcune colonie non terrestri abitate dagli uomini dopo che il vecchio mondo è divenuto, per qualche motivo, inospitale. Se volessimo capire esattamente a che genere appartiene Amatka non direi subito che si tratta di un romanzo distopico. Se tirassimo una linea che parte dai fratelli Dardenne e arriva a Superman, Amatka è un passo avanti rispetto alla distopia, e un po’ indietro rispetto alla fantascienza. Non è esattamente una storia di speculative fiction, perché mancano alcune premesse iniziali, ma se la facciamo fluttuare tra questi tre poli potremmo trovarle la giusta collocazione. Nel dubbio, l’autrice stessa sul suo profilo Patreon si definisce creator of weird fiction. Quindi forse sarà il caso di definire la sua narrativa così. Ma ovunque volessimo collocare Amatka rispetto alle categorizzazioni di genere letterario io lo inserirei anche nella categoria dei libri sulla scrittura. Amatka – fantascienza o no – è un libro molto interessante sull’importanza delle parole e del modo in cui le usiamo per stare …

Non prenderla come una critica – “La meravigliosa lampada di Paolo Lunare” di Cristò

Orfeo non dovrà mai voltarsi indietro se vuole che Euridice viva ancora una volta. Ma ovviamente il sospetto che lei non lo segua disfa l’incanto sigillandola nuovamente nel silenzio. Questo mito ci consola dicendo: nonostante Euridice torni nell’Ade la morte non è infinita. Voltandosi indietro Orfeo compie più di un gesto: respicere significa anche immaginare, ripensare con attenzione il passato – e inevitabilmente – reincarnarlo nel presente. La meravigliosa lampada di Paolo Lunare di Cristò (TerraRossa Edizioni) costeggia attorno a questo tema: i morti non sono morti per davvero, vivono semplicemente altrove, si potrebbe persino comunicare con loro senza per forza voltarsi indietro. La trama che scrive Cristò è quindi molto calzante: l’amore tra Paolo e Petra ha una sua pacifica routine finché Paolo costruisce con le sue mani un regalo per la moglie: è così che Petra riceve la lampada la cui luce illumina i morti. Petra e Paolo sono entrati nell’ambito del respicere, ricalcando involontariamente e come possono i ruoli di Orfeo e Euridice. Involontariamente, perché il mito è un fiume carsico, scava …

Camera di smontaggio: pezzi da “L’evento” di Annie Ernaux

Abbiamo assistito spesso alla discussione sul metodo che un lettore critico deve porsi rispetto a un testo. Il nostro punto di vista è che il metodo smonta-frasi senza contesto allo scopo di deriderle sia inopportuno, perché non ci piace deridere il lavoro degli altri, ma sia soprattutto fallace: quasi tutti i testi, soprattutto se romanzi, hanno in mezzo delle frasi brutte, insensate, sciatte o altro: fate la prova anche con i migliori classici e troverete abbastanza frasi da farvi dire “che?” e spingervi a scriverne una recensione sarcastica. D’altro canto, siamo dell’idea che i testi “parlino” da sé, e che una serie di stralci messi in mostra, senza alcun accompagnamento critico, di analisi sull’autore, sul momento storico dell’uscita del romanzo, sui temi trattati, ecc, qualcosa da dire ce l’abbiano e siano in grado di significare almeno in parte la riuscita o la non riuscita di una scrittura. Questo è il nostro esperimento, la nostra camera di smontaggio. smontaggio di Valentina Grotta L’evento di Annie Ernauxtraduzione di Lorenzo FlabbiL’Orma Editore L’evento Tutte le immagini del mio …

Non prenderla come una critica – “Libro del Sole” di Matteo Trevisani

Vorrei incominciare scrivendo «A noi due», cioè con la stessa «affettuosa intimidazione» che Bufalino dedica al lettore delle Menzogne della notte. Voglio che l’eventuale lettore di questo discorso sia quanto più avvertito della parzialità del mio punto di vista, e del suo essere transitorio. Si può capire davvero il mondo senza aver fatto alcune esperienze? Posso comprendere cosa significhi la parola fratello, ma non conosco l’amore fraterno perché figlio unico. Quindi si possono capire pienamente certi libri senza conoscerne il significato più intimo? Sono agnostico e materialista. Leggo i Vangeli come altissimo testo narrativo di ineguagliata potenza espressiva. Afferro l’importanza che rivestono per la nostra civiltà. Ma non ho fede: senza quella forse non posso conoscere il significato più profondo del Vangelo. Al più ne posso fare una lettura artistico-letteraria, o filologica. Il resto mi è precluso. Senza questa premessa qualsiasi cosa scriva sul Libro del Sole di Matteo Trevisani sarebbe falsata e velleitaria, quindi, a noi due. Gli avverbi narrativi Il romanzo si muove su due livelli: uno di superficie, prettamente narrativo. Un altro …

Camera di smontaggio: pezzi da “L’istituto” di Stephen King

Negli ultimi tempi abbiamo assistito spesso alla discussione sul metodo che un lettore critico deve porsi rispetto a un testo. Il nostro punto di vista è che il metodo smonta-frasi senza contesto allo scopo di deriderle sia inopportuno, perché non ci piace deridere il lavoro degli altri, ma sia soprattutto fallace: quasi tutti i testi, soprattutto se romanzi, hanno in mezzo delle frasi brutte, insensate, sciatte o altro: fate la prova anche con i migliori classici e troverete abbastanza frasi da farvi dire “che?” e spingervi a scriverne una recensione sarcastica. D’altro canto, siamo dell’idea che i testi “parlino” da sé, e che una serie di stralci messi in mostra, senza alcun accompagnamento critico, di analisi sull’autore, sul momento storico dell’uscita del romanzo, sui temi trattati, ecc, qualcosa da dire ce l’abbiano e siano in grado di significare almeno in parte la riuscita o la non riuscita di una scrittura. Questo è il nostro esperimento, la nostra camera di smontaggio. smontaggio di Luigi Loi L’ISTITUTO di Stephen Kingtraduzione di Luca BriascoSperling & Kupfer MOSTRARE L’EROE …

L’ultimo romanzo di Domenico Starnone

di Marco Terracciano C’è qualcosa che non quadra nell’ultimo romanzo di Domenico Starnone. Annunciato come il terzo capitolo della trilogia ideale inaugurata con Lacci e proseguita con Scherzetto, Confidenza riprende molti degli schemi narrativi dei suoi due predecessori. È un romanzo breve (140 pagine), ha una struttura tripartita, gioca sul cambio dei punti di vista. Al centro della storia c’è il tipico uomo starnoniano, un uomo alla mercé delle donne, burattino «giulivo» manovrato da mani sempre sapienti. Eppure qualcosa non torna, aleggia una strana calma apparente durante la lettura. Non è una brezza tiepida che soffia sulle macerie di una guerra. Se così fosse sarebbe uno schema riconoscibile perché molti suoi romanzi giocano col contrasto tra equilibrio e disordine. No, è proprio la guerra la grande assente, meno allegoricamente la dimensione della violenza e della lacerazione. L’ultimo romanzo di Domenico Starnone non è un romanzo violento, e questa è veramente una novità. Cambio di tono Facciamo un passo indietro. C’è un momento preciso nella carriera di Starnone in cui la violenza diventa uno dei temi …

Camera di smontaggio: pezzi da “Il salto” di Sarah Manguso

Abbiamo assistito spesso alla discussione sul metodo che un lettore critico deve porsi rispetto a un testo. Il nostro punto di vista è che il metodo smonta-frasi senza contesto allo scopo di deriderle sia inopportuno, perché non ci piace deridere il lavoro degli altri, ma sia soprattutto fallace: quasi tutti i testi, soprattutto se romanzi, hanno in mezzo delle frasi brutte, insensate, sciatte o altro: fate la prova anche con i migliori classici e troverete abbastanza frasi da farvi dire “che?” e spingervi a scriverne una recensione sarcastica. D’altro canto, siamo dell’idea che i testi “parlino” da sé, e che una serie di stralci messi in mostra, senza alcun accompagnamento critico, di analisi sull’autore, sul momento storico dell’uscita del romanzo, sui temi trattati, ecc, qualcosa da dire ce l’abbiano e siano in grado di significare almeno in parte la riuscita o la non riuscita di una scrittura. Questo è il nostro esperimento, la nostra camera di smontaggio. smontaggio di Valentina Grotta IL SALTO: ELEGIA PER UN AMICOdi Sarah Mangusotraduzione di Gioia GuerzoniNNE I SENTIMENTI DOCUMENTATI …